Visualizzazione post con etichetta presentazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta presentazioni. Mostra tutti i post

21.2.18

Museo, poco seriamente


Domenica scorsa, il 19 di febbraio, abbiamo presentato presso il Mu.Fant. (Museo del fantastico e della fantascienza di Torino) la nuova ALIA, ALIA Evo 3.0. 
Com'è andata? Beh, bene. È stato piacevole e divertente, anche perché abbiamo evitato di leggere «brani scelti» (dagli autori) dell'antologia – pratica troppo simile a una cerimonia ecclesiastica – preferendo chiedere a ciascuno di essi com'è nato il racconto che presentavano, in quale insieme di testi andava inserito, gli eventuali errori, i ripensamenti, i dubbi, il lavoro di documentazione compiuto, i rifiuti o i piazzamenti (o i fiaschi) ottenuti in qualche concorso, insomma tutto ciò che poteva invogliare a imbarcarsi nella lettura del proprio brano. 
L'esperienza si è rivelata divertente anche perché ai cinque autori presenti che hanno doverosamente presentato il proprio cahier de doléances si sono aggiunti altri cinque autori che, non potendo intervenire, hanno presentato le proprie tribolazioni in forma scritta – letta dall'ottima Morgana –  e altri due che hanno scelto di apparire di persona, grazie a un messaggio video. 

Caterina, il sottoscritto e Silvia, probabilmente allarmata per l'arrivo di un barbapapà

Ma il risultato non è stato soltanto divertente ma, come si sarebbe detto un tempo, anche istruttivo, dal momento che per lo meno gli autori presenti sono stati bersagliati da domande varie, in qualche caso anche molto lontane dal racconto presentato. Sicché il buon Paolo S. Cavazza è stato lungamente interrogato su un suo vecchio racconto pubblicato su ALIA Evo 1.0, F come Frankenstein – pubblicato nella semplice veste di Paolo Cavazza, senza «S.» – che egli ha deprecato sinceramente, rammaricandosi per il modo di averlo impostato (o rivisto dall'editor, ovvero dal sottoscritto) e per la mancanza di note esplicative. La discussione in proposito si è rivelata probabilmente useful, come scrive Scribd, dal momento che il buon Cavazza ha dedicato se non altro qualche momento a riguardare il suo testo nei giorni successivi. 
Per quanto mi riguarda la discussione è finita, giustificatamente, sulla propulsione ultraluce, l'unico elemento reale che può tenere unita un'entità multisistemi come la Corrente, mentre per quanto riguarda Silvia il tema emerso è la qualità psicoanalitica e curativa della scrittura. Per Caterina Mortillaro, ci si è soffermati sull'inevitabilità, date certe condizioni iniziali, di perdere le condizioni di partenza di esploratori e/o colonizzatori per finire con il condividere la sorte dei nativi. 
Consolata Lanza ha dovuto affrontare i pruriginosi commenti relativi alla pasoliniana franchezza sessuale di alcuni passaggi del suo La masca. Ma nessun puritanesimo nelle domande e nelle risposte, con una punta di tenerezza verso il personaggio dell'inconsueta masca bambina del racconto, un modo personalissimo di unire storie passate e sensibilità presente. 
Ultimo a intervenire il buon Maz, ovvero Massimo Soumaré, che ha raccontato le vicissitudini delle sue produzioni letterarie, scartate dall'editoria italiana e viceversa apprezzate dall'editoria giapponese, descrivendo ai presenti l'evidente differenza di  competenza e soprattutto di tiratura – un rapporto di 1:100 – tra l'editoria italiana e quella nipponica.

Centamore orizzontale…

La presentazioni lette sono state accolte con curiosità dai presenti e particolare ilarità ha suscitato l'autopresentazione di Eugenio R.R.Saguatti che riporto poco oltre. In quanto alle due autopresentazioni video ha suscitato particolare partecipazione quella di Fabio Centamore – nonostante la proiezione in orizzontale, dovuta all'incompatibilità tra il programma con il quale era stato inciso il video e i programmi letti dal PC del videoproiettore, mentre il video di Valeria è invece apparso senza problemi.
Problemi? 
Il principale è stato senz'altro un tempo acquerugioloso e umidiccio che toglieva la voglia di uscire anche a chi in altre condizioni metereologiche avrebbe partecipato. Ma pazienza, il nostro esperimento di presentazione hellzapoppinesca  ha comunque funzionato e di questo siamo particolarmente soddisfatti. Come siamo stati felici della collaborazione e della simpatia di tutta la banda del MuFant che ringraziamo di cuore.
Da sinistra: Elena, Davide, Silvia, Caterina, il sottoscritto e (di nuovo) Silvia.

Resta l'inevitabile domanda: ma ha ancora un senso una presentazione libraria? (…soprattutto se condotta da una legione di Carneadi…) 
Credo che alle nostre condizioni – ovvero di un libero confronto con i lettori e con gli altri autori  – possa avere un significato non trascurabile. 
In ogni caso nei prossimi mesi lavoreremo per presentare il nuovo ALIA Evo a Torino e altrove, fino al prossimo StraniMondi che ci vedrà inevitabilmente presenti.  
«E l'autopresentazione di Saguatti?»
Giusto, eccola qui:

«Mi piacevano le parole "interruttore inerziale”»

Un grande, ammettiamolo.
Alla prossima!


27.5.16

Unire le forze!


So già che cosa farò la prossima settimana, subito prima di partire per la montagna: risponderò al Liebster award 2016 nel quale sono stato (ri)trascinato di nuovo da alcuni soggetti che ho avuto la pessima idea di coinvolgere a mia voglia. Non ne citerò i nomi – condannandoli simbolicamente all'oblìo – ma mi limito a ricordarne i blog, così imparano, Un blog senzapre7ese e La nostra libreria
Ma per questa settimana mi limito a ripetere, nel caso servisse, un paio di appuntamenti che merita seguire e, almeno in un caso, dove potrete incontrarmi, caso dei casi ci teneste. 
Allora. 

Cominciamo da sabato 28/5
.
 
Sabato 28 maggio, al Blah Blah di via Po 21 a Torino

Dalle ore 16,00 alle 19,00 

SPAZIO FUMETTO



  • AI TESTI



Andrea Cavaletto Cinema indie e fumetti, da Dylan Dog a Paranoyd Boyd per le ed. Inkiostro passando per il nuovo cinema horror indipendente italiano. Con violenza e nessun rispetto delle convenzioni. Un diavolo.
Claudio Chiaverotti Sceneggiatore storico di casa Bonelli, autore di Dylan Dog prima, poi creatore di personaggi propri di grande successo: Brandon e Morgan Lost, tuttora in pubblicazione. Un visionario.
Giancarlo Marzano Tra le nuove leve Bonelli, scrive per Dylan Dog e Le Storie della casa milanese. Una costruzione della trama impeccabile, una conoscenza del fantastico da brividi. Una sicurezza.
Pasquale Ruju Autore eclettico, capace di passare dall'horrror di Dylan Dog al west di Tex, passando dalla sua grande passione: il noir di Cassidy e HellNoir, suoi progetti propri. In libreria il suo primo romanzo. Scuro.


  • ALLE MATITE 



Studio Arancia Crew di creativi autori della rivoluzione grafica che porta Morgan Lost in casa Bonelli.
Paolo Armitano In forza a casa Bonelli, sue le matite di Cassidy, Mani Nude e Dylan Dog.
Emanuele Baccinelli Dall'estremo di Paranoyd Boyd alle tavole per Disney, il talento totale.
Davide Furnò (Cassidy) Illustratore e fumettista, disegna John Doe e ora Dyd, tre le sue ultime fatiche le copertine di Hell Noir e Cassidy.
Mauro Gariglio Dalle Astronavi di Saturno contro la Terra alla Pimpa, passando per La Linea.
Renato Riccio Disegnatore dello staff di Paranoyd Boyd, in forza alle ed. Inkiostro.


Dalle ore 19.00 alle ore 21.00

FANTAPERITIVO- DJ set e proiezioni transensoriali



Dalle ore 21.00 alle ore 23.00 SPAZIO CINEMA

 Animazione e Videomaking indipendente con:



Armando Armand Il più folle e visionario tra i videomakers sabaudi. Un viaggio.

Claudio Bronzo e Lorenzo Lotti (Indastria Film) Due produttori che insistono a guardare oltre lo specchio. E che ci credono, davvero.

Michele Guaschino L'artista degli effetti speciali, un vero creatore di mostri.

L. A. Il progetto di una vita in 8mm, la propria. Il titolo è IO.

Emiliano Ranzani Videomaker prestato spesso all'estero, produttore. Regista.

Donato Sansone Tra i più visionari animatori che la terra abbia prodotto. Un’estasi per gli occhi.

Alberto Viavattene Cortometraggi, spot, videoclip. In tutto lo sguardo brillante di un artista vorace.



  • e le proiezioni di:



La Loggia - Armando Armand (trailer)

INDASTRIA SHOWREEL - Aa. Vv. (trailer)

IO - L. A. (teaser)

Miriam - Emiliano Ranzani (cortometraggio)

Fear - Donato Sansone (compilation di animazioni)

TOHSquad - Erika Lucilla Supporta (serie web)

Pandemia - Marco Testa e Giulia Mola (cortometraggio)

P.O.E. - Alberto Viavattene (episodio lungometraggio)



Dalle ore 23.00 musica dal vivo con MTOMB Videomaker, polistrumentista e psiconauta. Un concerto one-man-band che trasporta oltre i confini della percezione.






 E domenica 29/5:
 
Domenica 29 maggio, al MUFANT di via Reiss Romoli 49 bis a Torino

Dalle ore 15,00 alle 15,40



Pulp!. Nel contesto della mostra Pulp, realizzata da MUFANT e ACMOS, dedicata alle notissime riviste americane degli anni '20 / '40,  sarà presentato l'allestimento realizzato da ragazze e ragazzi del progetto IO ALIENO/Piano Adolescenti Città di Torino, una serie di installazioni che raccontano il territorio torinese fra realtà e fantascienza, fra presente e futuro, dal punto di vista dei giovani sui cambiamenti urbani della città.





Dalle ore 15.45 alle 18,00 SPAZIO LETTERATURA in compagnia di



Danilo Arona Uno dei padri nobili dell’horror nel Bel Paese, narratore e saggista, tra i pionieri dello studio del fantacinema in Italia, esperto di leggende metropolitane e musicista: le sue articolatissime saghe di Bassavilla e di Montebuio rappresentano solo una parte di una sterminata produzione.

Cristiana Astori Traduttrice e autrice di thriller di culto dal sapore cinefilo (la popolarissima saga di Susanna, alla perenne ricerca di pellicole perdute), tra azione scatenata e spettri psichici, una tra le firme piùfantasiose amate del Giallo Mondadori.

Anna Berra Scrittrice, giornalista e appassionata di danza, voce nota di TorinoSette, evocatrice raffinata di vampiri e delitti fin dal primo successo L’ultima ceretta per Garzanti e appassionatamente votata a Lewis Carroll, conduce gruppi di lettura e scuole di scrittura.  

Massimo Citi e Silvia Treves Narratori di grande eleganza cultori da sempre di fantastico (fantascienza, ucronie, atipiche storie di spettri) e attivissimi animatori culturali attraverso la storica rivista (ora online) LN | librinuovi e la casa editrice CS_libri.

Alessandro Defilippi Romanziere e psicanalista junghiano, autore di romanzi e racconti fantastici ma anche polizieschi e storici dalle straordinarie venature visionarie, è senz’altro tra le voci più sottili del panorama italiano sul rapporto con il mito e il Male.

Davide Mana Narratore, saggista e paleontologo, blogger seguitissimo ed eclettico (Strategie evolutive,Karavansara…) e traduttore, membro della Horror Writers Association e tra i massimi competenti in Italia di heroic fantasy e romanzi di avventura esotica, scrive nell'ambito della narrativa fantastica e del gioco di ruolo.

Sara Marconi Narratrice vivace e ironica, esperta di letteratura per l’infanzia e firma nota dell’Indice dei Libri del Mese, è cultrice appassionata e competente di un caposaldo del fantastico di tutti i tempi, l’Orlando furioso.

Tommaso Percivale Scrittore, prestigiatore e interprete brillante ed eclettico del fantastico italiano per ragazzi. La sua passione per la grande fantascienza è del resto evidente nel suo recente e felicissimo romanzoHuman.

Claudia Salvatori Scrittrice sensibile e coltissima, di grande eleganza, vanta una straordinaria esperienza attraverso tutti i generi narrativi, dal fumetto per ragazzi al romanzo storico e fino all’erotico. Anche nella ricostruzione dettagliata ed erudita della realtà storica non lasciamai mancare sottotesto una vivida componente visionaria.

Massimo Soumaré Yamatologo, romanziere e studioso tra i più noti in Italia sul fantastico del Sol Levante. Ha collaborato con riviste specializzate sulle culture orientali e con riviste di cultura letteraria italiane e giapponesi, e tradotto numerose opere letterarie di scrittori giapponesi moderni e contemporanei. Suoi racconti sono stati editi anche in Cina, Giappone e USA.

Alla presentazione corale degli ospiti seguiranno incontri di approfondimento a gruppi attraverso visita del museo con tali accompagnatori eccellenti.





Alle ore 18,00
Inaugurazione mostra: L'ALTRA FACCIA DELLA BARBIE

Dalla splendida collezione di Carla Visconti, una esposizione di oltre 200 rarissime versioni  - gotiche, fantastiche e fantascientifiche -, della Barbie, la "bambola occidentale" per antonomasia, divenuta oggi un indiscusso mito pop.
Fra zombies, vampire, aliene, astronuate, scopriremo un lato oscuro e inusuale della bambola icona, capace di raccontare, oltreché un fenomeno sociale, culturale e antropologico, anche i principali archetipi dell'immaginario fantastico - fantascientifico.
  
Dalle ore 19,00 – 20,30
Musica e proiezioni di estratti dai film di Jesus Franco:
Killer Barbys e Killer Barbys vs Dracula.



Non male come programma, direi.
Certo, Silvia, io, Davide Mana e Maz  Soumarè – per non parlare di Danilo Arona e Alex Defilippi – siamo una parte importante della vecchia storia di ALIA anche se non credo parleremo solo di quella e dell'ultima nata, ALIA Evo 2.0. Abbiamo altre cose e cosette in pentola, e Silvia & me le presenteremo durante il nostro spazio. 
Poi mi fa particolarmente piacere incontrare altri autori finora leggiucchiati o incontrati di sfuggita: c'è sempre qualcosa da imparare da altri che calpestano il simbolico palco della narrativa altrove e facendo altre cose. 
Preciso che l'iniziativa in due giorni raggruppa tre entità da tempo attive nel panorama torinese. E tanto per non sbagliarmi faccio un bel copia-e-incolla dalla pagina FB del «Club Villa Diodati»:

Unico in Italia, il coordinamento sul mondo del Fantastico nascerà ufficialmente domani e dopodomani con il nome di "Club Villa Diodati", fondato da Mufant - Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino, TOHorror Film Fest e Libera Università dell'Immaginario.
Due giornate di incontri, mostre, proiezioni con ospiti di primo piano sul filo rosso che collega il cinema, l'illustrazione e la letteratura di genere fantastico.

Ultima cosa, sempre sabato e sempre qui a Torino si terrà la Torino Mini Maker Faire, in via Egeo. Ecco, a parte ogni altra considerazione, Via Egeo è un posto che se non avete mai visto, merita vedere per farsi un'idea di che cos'è l'Archeologia Industriale Torinese. 
Personalmente farò un salto soltanto domani mattina, ma so per certo che Davide Mana sarà lì tutto il giorno. O quasi.  
Per il programma vi rimando alla pagina della Terza edizione del Torino Mini Maker Faire.
Arrivederci a prestissimo!





17.5.16

Un altro salone, il XXIX


Ritornato dal Salone, più o meno il solito mercatone con qualche appuntamento di utilità più o meno discutibile e l'occasione per incontrare qualcuno che conoscevo soltanto via web o qualcuno degli autori di ALIA. 
In tutto ciò ho anche avuto la possibilità di gettare quantomeno le basi dell'attività futura di ALIA, anche se non è questo il luogo o il momento per parlarne. Diciamo che se son rose, fioriranno. 
Nei cinque giorni del salone ho sentito dire più volte che «Questa volta non è come le precedenti. Poca gente e/o pochi acquisti e/o la gente è venuta solo per gli appuntamenti».  È vero? Non è facile dirlo. Girando da perfetto incosciente da uno stand all'altro non sono riuscito a capire se il mercato girava o meno. Un'amica mi ha fatto notare che mancava la musica, particolare non tanto secondario come parrebbe e diciamo che non ho mai avuto, nemmeno domenica, l'occasione di fare la coda per pagare. E non ho frequentato soltanto i consueti sfortunati stand dove non si ferma nessuno.
Nel corso dell'inchiesta svoltasi nei mesi passati, dove — tra gli altri — è stato indiziato di reato un individuo discutibile come Rolando Picchioni, è emerso che i dati di ingresso dei visitatori erano gonfiati in una misura compresa tra il 7 ed il 15 per cento. Per quest'anno non credo che ci sarà la solita gara all'esagerazione da parte dei consueti tromboni di turno, ma di primo acchito direi che si è trattata di un'edizione minore, soprattutto più povera di altre precedenti.
Tra gli appuntamenti, una volta scartati per eccesso di presenze i più frequentati (Zalone, Ligabue, Saviano – comunque incontrato casualmente in compagnia dei suoi bodyguard –, Shirin Ebadi – che avrei visto volentieri, detto di passata – e Samantha Cristoforetti [idem]) ho seguito un paio di incontri presso l'Indipendent Corner e uno con Sergio Altieri nello spazio «Book to the Future».

 
Sergio Altieri è l'uomo (distante) col microfono...
Che dirne? 
Sostanzialmente inutili, diciamo, dove finivano per trionfare i piccoli ego dei protagonisti (escluso, e non lo dico per campanilismo di genere, proprio Altieri) e la consueta soddisfazione un po' pelosa di essere chierici e non lettori, o venditori o librai, a chiunque – in sostanza — viva il libro nella sua realtà quotidiana.
Particolarmente deludente l'incontro con Elisabetta Sgarbi, ideatrice del nuovo marchio «La Nave di Teseo». 


Ovviamente invisibile, al centro della mia brillante fotografia...
La Sgarbi, in ogni caso, ha iniziato polemizzando sotto traccia con l'innocuo Culicchia e, nervosissima, ha continuato lamentandosi di trovarsi in uno spazio angusto come casa editrice e di non ritenersi propriamente indipendente, dal momento che negli States essere «indipendent» significa essere degli sfigati e così via per cinque minuti buoni. Ha seguito Eugenio Lio cercando di essere un minimo più puntuale, ma senza troppo successo. Coniugare un verbo come «invadere» evidentemente non usa nel suk dell'editoria, come non usa «ribellarsi», «dire basta», «andare da soli» ecc. Chi si fosse trovato a passare avrebbe potuto concluderne di assistere a un dibattito altamente fumogeno sulle ragioni di una lontana e sconosciuta secessione in una sperduta zona dell'Asia. Totale, ho totalizzato quindici minuti di ascolto prima di andarmene, rifugiandomi ad ascoltare un'interessante relazione sui rapporti tra il blues, il rock e la letteratura.
Più utile e positiva la serie di incontri avvenuti nel salone, tra le persone perse di vista e lì ritrovate e con persone lette tutti i giorni on line ma mai incontrati in carne e ossa.
Parlo di Derek Zoo, una presenza costante su FB e tra i blogger, finalmente incontrato di persona, o Maurizio Cometto, qui in una fotografia di Paolo S. Cavazza, con Consolata Lanza, Silvia Treves e Franco Nosenzo. L'individuo a sinistra nella foto con un sorriso a metà tra l'ambiguo e il sonnacchioso sono io. 


Altro incontro notevole, soprattutto tenendo conto della distanza normalmente esistente tra noi, è stato quello con Francesco Troccoli, presenza costante su ALIA ma con il quale in genere ci accontentiamo di scriverci. Particolare non secondario, Francesco si trovava a Torino con alle spalle l'uscita — il 12 maggio — di Mondi senza tempo, il terzo volume del ciclo dell'Universo Insonne.
Ultimo elemento, i libri. 
Ho compiuto il consueto percorso tra gli editori che seguo con maggiore attenzione: Codice, Einaudi, Fanucci, Adelphi, Neri Pozza e Beat, Laterza, Sellerio, Marcos y Marcos, Elliot e Iperborea più un paio di editori di sf italiani. Sono uscito a mani vuote dallo stand di Fanucci – non mi sono sentito di imbarcarmi in casa Esegesi 2-3-74 di P.K.Dick né avevo molta voglia di leggermi Ancillary Sword, per il momento. Quanto agli altri il bottino è questo:

 
Piccolo particolare, allo stand di Iperborea, visitato verso le 20.00 del lunedì, ho recuperato oltre al libro anche un'edera in buone condizioni, destinata a essere gettata al termine del salone. 
Soccorso Verde (mia moglie) è subito partita e l'edera ci ha seguito. 
Per solidarietà anche lei è finita in libreria. 


Arrivederci alla prossima!

19.4.16

Presentare ALIA, solo tre giorni fa

da sn a dx: Paolo Cavazza, Consolata Lanza, Davide Zampatori, Valeria Barbera, Maurizio Cometto. Silvia Treves, Max Citi, Maz Soumaré e Vincent Spasaro

Non so se qualcuno ha pensato che rinunciassi a qualche breve riflessione sulla presentazione di ALIA Evo 2.0 al Mu.Fant. di Torino. Beh, se è così quel qualcuno si è sbagliato.
Ovviamente non darò alcun giudizio né valutazione sulla presentazione in sé. Posso soltanto dire che personalmente mi sono divertito e che ho avuto la sensazione che i nostri gentili ospiti non si siano annoiati.
Raccontare in breve la lunga, interminabile storia di ALIA, dalle origini ad oggi mi ha regalato un brivido imprevisto, la sensazione che, in fondo, non ho perso tempo a impazzire dietro una produzione locale, marginale, a bassa tiratura, poco considerata dai media e trascurata dal grande pubblico. 
Ho scoperto che si può essere felici anche in piccolo, che incontrare gli autori, quasi esclusivamente letti in uno schermo di PC, può essere un'emozione di un genere particolare, un po' come se parlando ad alta voce con un albero, quello ti rispondesse.  


Lo so, è un'immagine ridicola e personalmente non mi è mai capitato di parlare ad alta voce con un albero – almeno che io mi ricordi – ma incontrare una persona dopo averne letto parole, immagini, ricordi, sogni, personaggi e desideri mi ha dato un'emozione simile, la sensazione di aprirmi a un mondo diverso, un mondo alieno eppure vivo, vivissimo. Qualcosa di diverso dal classico e ovvio «incontro con l'Autore», dove la necessità commerciale è una cornice più o meno pressante e dove lo squilibrio tra me, povero ex-libraio e il Grande Autore è troppo profonda per permettere una discussione che non sia fatta di cautissime osservazioni e una più o meno dimostrata ammirazione. 
A questo proposito ricordo volentieri alcuni autori tra i tanti che ho conosciuto, capaci di "rompere il ghiaccio". Parlo in primo luogo di Mario Giorgi, Vittorio Catani e Danilo Arona, non a caso tre degli autori di ALIA Evo 2.0, Andrea Bajani, in una serata divertente per entrambi (e anche per i convenuti), Patrizia Zappa Mulas, una simpatica creatura, maledettamente intelligente e con un tocco di follia, incapace di prendersi troppo sul serio e tanti altri che non elenco per non farla troppo lunga. 
Non ricordo, viceversa, incontri particolarmente tossici per i presenti, in ogni occasione ricordo un pubblico capace di partecipare e commentare anche alle presentazioni dell'antologia «Fata Morgana», come dire Carneade che presenta Nessuno. O viceversa.

Con alcuni degli autori è stato un reincontrarsi, ci siamo infatti conosciuti in altre presentazioni, in altri momenti, con altri partner, altri editori, altri compagni di avventura. Con alcuni, come Davide Zappatori e Valeria Barbera, è stato un incontrarsi per la prima volta.
Forse avremmo dovuto criticarci reciprocamente a bassa voce, forse avremmo dovuto farci un po' pavoni per la nostra prosa, forse avremmo dovuto cercare quel sentimento di solidarietà un po' pelosa con gli altri autori o  ostentare un minimo distacco dai lettori.
No, non è questo il modo di procedere di ALIA. 
Noi esistiamo per raccontare. 
Non sempre benissimo, non sempre felicemente, qualche volta sbagliando, ma siamo sul palcoscenico per questo. 
Il resto sono storie meno belle e meno interessanti. 
Se ne avete voglia seguiteci.



  

7.4.16

La presentazione di ALIA Evo 2.0


Succede. 
Si fa un libro e bisogna fare una presentazione ufficiale, cittadina, regionale, nazionale, se possibile galattica. 
E noi ci stiamo organizzando. 
Non proprio galattica, ma quasi. 
Infatti sabato 16 aprile, alle ore 16.00 presso il Mu.Fant., Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino si terrà la prima presentazione di ALIA Evo 2.0.
Non scomodatevi a prendere appunti già ora, ripeterò luogo e ora più sotto. 
Che cosa si fa a una presentazione?
E, soprattutto, cosa si fa se gli autori coinvolti sono ben 17?
Mancando un sistema di teletrasporto mancheranno alcuni autori che abitano lontani dal Piemonte, questo è ovvio, e questo ci risparmia se non altro di correre il rischio che siano più gli autori degli spettatori... 
«Non si fa così la pubblicità a un incontro!»
Hai ragione, hai ragione.
Fate conto che non abbia scritto le ultime quattro-cinque righe.
Dicevamo. 
Cosa si fa, eccetera?
Beh, si racconta la lunga storia di ALIA, per iniziare, una storia lunga e non facile. Un'impresa che, a partire dal 2003, è costata tempo (tantissimo) e soldi (un po' meno di ciò che si penserebbe, ma comunque tanti). 


Quindi si presentano uno ad uno gli autori coinvolti, sprecando due parole anche per i curatori, e si leggono brani tratti dall'antologia. 
Nel caso segue dibattito. 
O se nessuno ha nulla da aggiungere, NON segue dibattito. 
La cosa piacevole della presentazione è che dà l'occasione ad alcuni degli autori di incontrarsi fisicamente. Già, perché tutto il lavoro di editing, composizione, contatto con gli autori è avvenuto tramite web, essenzialmente a mezzo FB ed e-mail.
Ulteriore piccolo particolare, a leggere i brani penserà la mia splendida, meravigliosa, deliziosa... troppo? Va bene. Allora, a leggere i brani sarà mia figlia. Sempre che non tagli la corda prima, dal momento che ha ancora qualche problema a rendersi personaggio pubblico. 
Ma noi faremo in modo che ci sia. 
«Sì, va bene, tutto bello, ma i libri? Si è mai vista una presentazione senza libri?».
Vero. 
Allora diciamo che porteremo qualche copia degli ALIA usciti in precedenza. 
E poi porteremo ALIA Evo 1.0 e ALIA Evo 2.0. In tutti i possibili formati. E li metteremo in vendita. Su lussuose pendrive con il segno di ALIA al prezzo straordinario di € 5,99 cadauna. 



Non è male, ammetteteto. 
Lo so, è buffo avere a disposizione uno spazio virtuale senza dimensioni e poi ridursi a venderlo su pezzi di plastica e metallo, ma alla mia età ho imparato che nella vita bisogna essere elastici. 
Quando ad avere ALIA Evo 2.0 su carta, sarà per un'altra volta. Non come dire «Ma mi faccia il piacere» ma come dire «ci stiamo pensando».
E con ciò dovrei aver finito.
Riassumendo: 

SABATO 16 APRILE 2016
ORE 16.00 - 18.00
PRESSO IL MU.FANT. Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino 
V. Reiss Romoli 49b
Presentazione di ALIA EVO 2.0
Con lettura di brani tratti dall'antologia. 
NON MANCATE!!!! 

20.3.16

Finalmente si parla di libri


L'ho rimandato diverse volte, più che altro perché non riuscivo a finire i libri in lettura ma ora diciamo che ci siamo. Ho ancora un paio di libri non terminati, ma diciamo che siamo al buono. 
Tutta fantascienza? No, non proprio. Ho un curioso rapporto con la sf scritta: alla mia età non ci sono più storie o autori del tutto sconosciuti, da un certo punto di vista potrei affermare che non mi aspetto più molto di assolutamente nuovo dalla fantascienza. Nonostante questo continuo a leggerne, anche se non con i ritmi che mi erano abituali. 
Altra piccola nota preventiva: ci sono tra gli altri ben tre libri scritti da autori giapponesi, un libro che  si svolge in Thailandia ed uno in Cina e di autore cinese... come dire che ho una certa, smaccata preferenza per l'Estremo Oriente. 
Cominciamo dalla mia lettura più recente, La ragazza meccanica di Paolo Bagicalupi, edizioni Multiplayer, traduzione di Massimo Gardella, titolo originale The windup girl, uscito nel 2009 in lingua originale e nel 2014 in Italia: un testo davvero onusto di molti riconoscimenti: 

The novel was named as the ninth best fiction book of 2009 by TIME magazine, and as the best science fiction book of the year in the Reference and User Services Association's 2010 Reading List. This book is a 2010 Nebula Award and a 2010 Hugo Award winner (tied with The City & the City by China Miéville for the Hugo Award), both for best novel. This book also won the 2010 Compton Crook Award and the 2010 Locus Award for best first novel.(da Wikipedia)

Fortunatamente per me ho saputo di questo popò di premi ricevuti soltanto dopo la lettura: mi impressiono facilmente. In ogni caso non posso che dirmi d'accordo con tali simposi: The windup girl è un romanzo notevole.  
Ma chi la ragazza meccanica? Un androide, una Neopersona di nome Emiko, creato in Giappone e finito in Thailandia all'inizio del XXIII secolo. Mentre in Giappone, un paese di anziani, le ragazze meccaniche sono ben tollerate dalla popolazione, in Thailandia sono a malapena tollerate. 

Non umani, certo, ma nemmeno una minaccia [...] non erano diavoli [...] e nemmeno le creature senz'anima che qualche monaco buddhista immaginava sputate dall'inferno [...] Non erano neanche un affronto al Corano, come sostenevano le Fasce Verdi.
 
Ma che cosa ci fa una creatura di sintesi nel paese dei Thai? 
Detto in poche parole, la escort d'alto bordo, sempre disponibile alla compagnia per i farang (gli stranieri). 
Il romanzo si apre con un incidente sul lavoro in una fabbrica, un luogo che si rivela centrale per raccontare le condizioni di vita nel paese.  In poche pagine si apprende così che gli effetti collaterali dell'ingegneria genetica hanno di fatto distrutto l'economia e l'agricoltura – decimando la popolazione non solo del Sud-Est asiatico ma anche di aree molto più sviluppate, di un Incidente che a suo tempo avrebbe spazzato via il 99% della popolazione cinese in Malesia, di allucinanti incidenti avvenuti in Finlandia e altrove nel mondo, di malattie mortali come la micoruggine e il geneparassita divenute sostanzialmente endemiche nel regno –, e della politica fortemente restrittiva condotta dalla monarchia contro le specie vegetali di sintesi e contro le Compagnie straniere, il tutto pur dovendo affrontare un oceano che non smette di crescere..
Partito da qui, il romanzo narra delle lotte intestine condotte tra la diverse entità politiche-economiche attive in Thailandia, della crisi ormai divenuta quotidiana, dovuta all'esaurirsi del petrolio, della sorte maligna che lega a sé gli immigrati cinesi, in un quadro generale che non è troppo agevole tenere sotto mano, ma non di più – tanto per rimanere in tema – di un articolo approfondito su «L'Internazionale». 
Ed è la lenta, rabbiosa, terrificante credibilità del romanzo a regalargli una potenza difficile da afferrare di primo acchito, una ferocia che, in apparenza, fatica a comprendere anche la povera Emiko, sballottata tra entità difficili da comprendere e tra potentati dalle intenzioni impossibili da prevedere. Fino all'inevitabile esplosione: Emiko non è una creatura umana e i suoi riflessi e i suoi gesti non sono paragonabili a quelli umani, e così un gioco erotico di gruppo ai suoi danni può avere una fine del tutto imprevista
La sorte di Emiko – pateticamente legata a una fantasia che permetterebbe a tutte le Neopersone di ritrovarsi un giorno in un luogo posto in un immaginario, mitico Nord diviene così un'evidente metafora dei tentativi di tutti i personaggi di trovare un luogo lontano e perduto dove fuggire in una Terra divenuta una matrigna.  Nella realtà lo scontro tra le Compagnie, con i loro servi rapaci, sciocchi o criminali - i farang odiati nel libro anche più della povera Emiko -, e il governo Thailandese non cessa e trova una possibile chiusa provvisoria nel racconto, anche se si può essere certi che un'immaginario seguito riproporrebbe una situazione solo marginalmente mutata. 
Quali sono i difetti de La ragazza meccanica? Beh, il primo non è esattamente un difetto: si tratta della capacità dell'autore di scaraventare il lettore in un mondo totalmente alieno, in un futuro che solo lentamente diviene intelleggibile al lettore, difficoltà accentuata dall'uso frequente di lemmi provenienti dal Thai o dal cinese. I troppi personaggi? Beh, ci vuole tempo per abituarsi ma poi il numero di personaggi finisce per diventare una ricchezza per chi legge. La nettezza fredda del racconto? È un problema di gusti, ovviamente, ed è una necessità in una vicenda tanto evidentemente «realistica». 
Si può accusare l'autore di non aver maggiormente descritto la realtà del XXIII secolo, ma anche qui la necessità di raccontare ha finito per accellerare la vicenda. Un consiglio: leggetevi un paio di volte i primi tre capitoli, vi sarà utile per orientarvi in quel mondo. 
L'unico vero difetto è puramente materiale: un libro di 400 pagine deve essere aperto completamente, senza che le pagine comincino a staccarsi e a navigare in braccio o tra le lenzuola... La mia copia è attualmente assicurata da un elastico, cosa che non mi capitava più da anni...
...
Sempre così. Dico: «diciamo due parole sugli ultimi libri letti» e mi trovo a scrivere. E scrivere. E scrivere. E scri... Vabbè, passiamo al libro successivo. 
...
L'eco del paradiso di Ôe Kenzaburô, edizione Garzanti 2015, traduzione (dal giapponese) di Gianluca Coci, € 22,00, pagine 246, edizione originale 1989. Come dire un quarto di secolo fa... 
Immagino non saremo folla, noi lettori di Ôe, ma è comunque bello ritrovarsi in compagnia di un uomo tanto educatamente raffinato e che scrive in maniera precisa e diretta, senza nascondere o velare nessuno dei suoi pensieri. Dovrei, a questo punto, raccontare almeno in parte la vicenda narrata e lo farò, tranquilli, ma vorrei dedicare ancora qualche parola allo stile solo in apparenza inesistente di Ôe. Solo in apparenza, perché per ottenere una scrittura tanto leggera e diretta credo sia necessaria una cura al limite dell'ossessivo nella scelta delle frasi e delle parole, un lavoro dietro le quinte del quale nulla traspare.
La vicenda è relativamente semplice: Marie K. è una donna che Ôe ha conosciuto in gioventù, per qualche tempo persa di vista e poi reincontrata. L'autore ha sempre provato un interesse solo limitatamente sessuale nei confronti di Maria K., in realtà l'ha sempre ammirata senza sapere il perché: 

[...] una donna speciale, una donna che calamitava le attenzioni di tutti con la sua semplicità e innocenza. 

Ormai sposato Ôe è felice di aver recuperato il rapporto con Marie, ma ben presto comprende che la donna che ha di fronte non è la stessa che ha conosciuto. La nascita di un figlio mentalmente menomato, Mûsan, e, in seguito, un grave incidente toccato all'altro figlio, ridotto sulla sedia a rotelle e per finire il divorzio hanno drasticamente mutato la sua vita. Poco tempo dopo, l'arrivo di alcune lettere dall'ex-marito di Marie – Betty Boop nei loro scherzi giovanili – lo informa di una tragedia appena avvenuta (e che non racconterò qui) che darà un'ennesima svolta alla vita di lei. 
Ôe è un testimone della strana vita di Marie K., assisterà  ai suoi amori vani ma mai futili, ai rimorsi, alla scelta di rinunciare definitivamente al sesso, alla sua problematica e ipotetica conversione, fino all'exitus avvenuto in curiose circostanze.
Tutta la vicenda di Marie K. viene narrata da Ôe in maniera indiretta, parlandone al passato, raccontando mediante lettere ricevute, ricreando il rapporto vissuto con lei in rapidi, dolorosi raffronti con la propria esperienza.
Non è un libro facile, L'eco del paradiso, ed è carico di interrogativi ai quali l'autore stesso non riesce – o forse non può trovare risposta, ma è un libro importante, una narrazione intensa e potente. 
Piccolo particolare, ho un altro libro di Ôe, La vergine eterna, in lettura. Tra un po' toccherà a lui. E, conseguentemente, a voi. Piccolo particolare, ho un altro libro di Ôe, La vergine eterna, in lettura. Tra un po' toccherà a lui. Piccolo particolare, ho un altro libro di Ôe, La vergine eterna, in lettura. Tra un po' toccherà a lui. 
...

Un po' lungo, vero. Vabbè, magari un altro libro riesco a infilarlo. 
...
Io amo il jazz e apprezzo Murakami Haruki. E mia figlia lo sa. Non è quindi strano che un bel giorno mi sia trovato sulla scrivania questo Ritratti in Jazz di Murakami Haruki con disegni di Wada Makoto. 
Il libro è nato da un mostra di Wada tenuta in Giappone nel 1997 e i testi di Murakami si limitavano ad accompagnare i disegni a cui è seguita un'edizione in forma di libro nel 2001.
Ovviamente non l'ho letto tutto di seguito ma ho scelto brano per brano, pardon, ritratto per ritratto i musicisti scelti. Murakami presenta così il suo lavoro: 

[...] prendo da uno scaffale un po' di album suoi [di Clifford Brown] che non sentivo da tempo, li metto sul piatto del giradischi (sì, ho solo vecchi LP in vinile, ovviamente) mi piazzo nella mia solita poltrona e lascio che la musica mi riempia le orecchie. Poi mi siedo alla scrivania e raccolgo in un testo della lunghezza opportuna tutte le idee che mi vengono in mente.

Il risultato è una collezione di ritratti curiosi e vivaci, insieme storia personale dell'incontro con il musicista e la sua musica ed emozioni nate dall'ascolto. Ovviamente in qualche caso mi è capitato di essere d'accordo con Haruki, in altri no, ma ho comunque avuto la sensazione di ascoltare un vero esperto in materia, che lascia emergere distrattamente qualche osservazione acuta e pertinente ma senza esagerare né voler imporre alcunché. 
Una lettura gradevole, che spazia dai musicisti swing fino al be bop, particolarmente adatta se accompagnata dall'ascolto di musica jazz. Nota bene: la recensione è stata scritta con l'accompagnamento della tromba (e del flicorno) di Paolo Fresu.
Grande musicista.
Unico ENORME difetto dell'antologia la mancanza di Keith Jarrett e soprattutto di John Coltrane, ma, in compenso, ci sono Charles Mingus, Sonny Rollins (ritratto maledettamente azzeccato, il suo), Stan Getz, Ornette Coleman ed Herbie Hancock... può bastare tutto sommato. 
...
Bene, adesso mi fermo sul serio.  
Ritornerò presto
Ho ancora sulla scrivania altri sei libri (e un settimo incombe) e per accordo con me stesso non prenderanno posto in libreria se non dopo essere stati presentati...