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23.4.26

Quarna Futura


Lo scorso sabato ho partecipato, in compagnia di mia moglie, Silvia Treves, a un curioso appuntamento a Quarna Sopra, dalle parti di Omegna, un appuntamento dedicato alla fantascienza… 

Il luogo, innanzi tutto. Una piccola località di mezza montagna più o meno a picco sul lago d'Orta, al quale di giunge con una strada (molto) ricca di tornanti, nella quale due auto che procedono in senso opposto devono fermarsi e tirare a sorte su chi può passare. Siamo arrivati dopo aver perso tempo e GPL vagando tra Omegna e Gravellona Toce, chiedendo a chiunque ci capitasse a tiro come giungere a Quarna (Sopra). Passando per Quarna (Sotto) ci siamo graffiati un parafango e uno specchietto retrovisore passando per un budello largo circa un centimetro in più dell'auto – guidati da un maligno google maps – ma infine siamo giunti, più o meno all'ora prevista. 

Ad attenderci un plotone di vecchie e nuove glorie della fantascienza, probabilmente arrivate sul luogo con il teletrasporto. E tra gli altri l'ottimo Mauro Gaffo (1), ideatore, animatore e factotum dell'evento. 

Per cominciare una presentazione di Solarpunk Italia, a cura di Franco Ricciardiello, Romina Braggion e Silvia Treves. 


Inevitabili le consuete osservazioni sul Solarpunk come utopia o come realtà possibile, con le osservazioni seguite all'intervento di Silvia, sull'essere il Solarpunk assolutamente alternativo al capitalismo contemporaneo. Come arrivarci… beh, a meno di rispolverare "Stato e Rivoluzione" di Vladimir Il'ič Ul'janov detto Lenin, che non ha fatto bene alla causa della Rivoluzione, si tratta di una partita interamente da giocare. Curioso il contrasto in realtà del tutto apparente tra il prefisso "Solar" e il suffisso "punk". È vero che finora il SP Italia ha finora privilegiato il prefisso rispetto al suffisso? Onestamente non lo credo, ma essendo io sposato da tempo con una parte del SuperComitatoCentrale del Solarpunk, temo che il mio parere non sia particolarmente equilibrato.

                                              Antonella Mecenero

Al Solarpunk ha fatto seguito l'incontro con la scrittrice Antonella Mecenero, autrice di «Ombre di sogni di stelle», pubblicato in aprile da Urania e secondo classificato al premio Urania 2024. A curare l'incontro Francesca Cavallero, vincitrice del Premio Urania nel 2018. 

                                             Francesca Cavallero

Personalmente debbo ammettere che, pur avendo partecipato a numerose presentazioni e averne persino organizzata qualcuna mentre lavoravo in libreria (2), ho sempre nutrito una formidabile diffidenza verso i "Quindici minuti con Tizio Scrivente", nata dalla convinzione che sia inevitabile che il relatore e/o l'invitato finiscano con lo sbrodolare inutilmente o che si producano in esibizioni di code di pavone di dimensioni crescenti, fino a sfiancare i pochi cammellatisi fin lì a farsi firmare la propria copia. Tutto ciò detto non posso che lodare sperticatamente sia Francesca che Antonella, in grado di parlare di un libro e di un'autrice in modo casual, senza annoiare nessuno, anzi. Al termine mi sono fatto firmare la mia copia (sì, sì, va bene Silvia, la nostra copia) dalla deliziosa Antonella. 

A quel punto ha seguito un pranzo frugale sul quale non mi dilungo, al quale hanno seguito la presentazione del libro di Tiziano Leonardi, «Topografia delle dimenticanze», edito da Zona 42, con Franco Ricciardiello a fare da sparring-partner.

In sostanza non posso che ammettere che mi è rimasta un notevole interesse verso un libro che NON È di fantascienza ma che incuriosisce non poco. 

Ha seguito la presentazione di opere di Alessandro Bani, purtroppo boicottate dal fiasco del PC (o del video proiettore), una riflessione, problematica ma stimolante, di Claudio Marcassa su Utopie e Distopie, a partire dal suo volume «Infiniti mondi» e infine la presentazione delle prossime attività del Mufant di Torino da parte di Paolo Bertetti un consueto ma gradevolissimo habitué delle iniziative del museo/biblioteca che, tra l'altro, ospiterà nel mese di maggio la cerimonia di premiazione del Premio Urania 2025. 

 E, infilati in mezzo, i nostri due, Silvia e io, a raccontare in venti minuti la storia infinita o quasi di ALIA e di ALIA Evo, e a proporre la possibilità di dare alla luce un altro ALIA Evo, il numero 6. 

Sì, ALIA Evo 6.0


 

Qui una copertina assolutamente inventata grazie a un disegno di Hitochi Yoneda che ringrazio di cuore. 

Quanto ad ALIA Evo 6.0 in carta, pagine e/o informato e-book, si vedrà. 😎 Aspettiamo che altri, dopo i primi accenni di entusiasmo dei quali ringraziamo di tutto cuore, si faccia vivo prima di cominciare con un lavoro non facile né breve. 

Rientrati a Torino – non senza qualche brivido – ho dovuto constatare che le mie foto non erano poi granché e così e ho dovuto ripiegare su recuperi on-line di immagini in parte datate. Ma, parlando del mini-convegno  si è trattato, a parte ogni altra considerazione, di un evento meritevole di attenzione e di un minimo di fama... 

                            Qui Silvia, Franco e Romina. Il sottoscritto dietro la macchina foto.
 

(1) Mauro Gaffo è stato giornalista scientifico e vicedirettore di Focus. Scrittore e saggista di fantascienza, ha vinto il Premio Robot alla sua seconda edizione (1977) con il racconto Nel fondo dell'oceano. 

(2) e persino un paio con me come autore invitato...😄

 


 

 

17.4.26

ALIA e ALIA Evo 1,2,3,4,5 e il 6? Ci 6 o lasciamo perdere?

                                                             Disegno di Christophe Chabouté

 

Il prossimo sabato saremo, io e mia moglie, a Quarna Sopra per una breve presentazione di ALIA e ALIA Evo, una pubblicazione nata nel 2004 e la cui ultima uscita è del 2022. Con mia moglie ci siamo divisi i compiti: lei parlerà del primo ALIA, del quale sono usciti sei numeri, dal 2004 al 2011, io del "figlio", nato dopo la chiusura della libreria CS: cinque numeri usciti dal 2015 al 2022. 

E mentre si parla di conti può essere interessante calcolare quanti racconti sono usciti in ALIA: 

– ALIA 1/ 2004: Italia 9 racconti / Giappone 6 racconti / Anglosfera 7 racconti.

– ALIA 2/ 2005: Italia 12 racconti / Giappone 7 racconti / Anglosfera 7 racconti

– ALIA 3/ 2006: Italia 13 racconti / Giappone 7 racconti / Anglosfera 5 racconti

– ALIA 4 /2007:  Italia 10 racconti / Giappone 8 racconti / Anglosfera 8 racconti

– ALIA 5 / 2008: Italia 12 racconti / Giappone 11 racconti / Anglosfera 7 racconti

– ALIA 6 / 2011: Italia 7 racconti / Giappone 5 racconti / Anglosfera 1 racconto / Cina 3 racconti / Singapore 4 racconti / Spagna 1 racconto

 Per ALIA Evo: 

– ALIA Evo 1 / 2015: Italia 14 racconti / Francia 1 racconto / USA 1 racconto / Cina 1 racconto / Giappone 1 racconto

– ALIA Evo 2 / 2016: Italia 15 racconti

– ALIA Evo 3 / 2018: Italia 19 racconti

– ALIA Evo 4 / 2020: Italia 14 racconti / Argentina 1 racconto

– ALIA Evo 5 / 2022: Italia 20 racconti

Facendo un minimo di conti risulta che gli ALIA hanno pubblicato negli anni tra il 2004 e il 2022 ben 237 racconti. Pubblicati in ALIA 63 autori italiani, 44 giapponesi e 35 dell'area di lingua inglese più altri 8 di altri paesi e 82 autori italiani e 5 di altre aree in ALIA Evo. In ALIA abbiamo pubblicato, tra gli altri, racconti di Ted Chiang, Michael Moorcock, Karl Schroeder, David Brin, Cory Doctorow, Charles Stross e Walter Jon Williams nell'area di lingua inglese, Asamatsu Ken, Kurimoto Kaoru, Asagure Mitsufumi, Hikawa Reiko, Hayami Yuji e altri nell'area di lingua nipponica e Danilo Arona, Vittorio Catani, Mario Giorgi, Giuseppe Pederiali, Vittorio Curtoni, Renato Pestriniero e altri tra gli autori italiani. 

In ALIA Evo abbiamo pubblicato, tra gli altri, racconti di Maurizio Cometto, Francesco Troccoli, Valeria Barbera, Alberto Costantini, Nino Martino, Alessandro Montoro, Franco Ricciardiello, Erica Tabacco, Chiara Negrini...

Con tutto ciò non siamo diventati ricchi e nemmeno famosi, abbiamo lavorato a undici antologie con scarsi mezzi – ne approfitto per ringraziare l'editore Buckfast per aver contribuito alla pubblicazione di ALIA Evo 2 e 3 – e con risultati che non sono da guinness dei primati per le vendite, ma nonostante tutto non ci abbiamo rimesso e siamo ancora qui a chiederci: «Sarà il caso di fare un ALIA Evo 6».

Dalla nascita degli ALIA diverse persone hanno levato le ancore come gli elfi di Tolkien e hanno viaggiato per un altrove che non conosciamo. Davide Mana, Fabio Lastrucci, Paolo Cavazza, Vittorio Catani, sono felice di ripetere qui i loro nomi, persone importanti per la letteratura oltre i margini, per la storia della fantascienza italiana ma soprattutto per chi li ha conosciuti e ha lavorato con loro. 

Ma non posso che ripetere qui, a Quarna come in questo blog, la domanda che ci perseguita da tempo: «È il caso di lanciarsi in un altro ALIA Evo? Il numero 6?» Potete prendere posizione qui o entro pochi giorni su Facebook o su Instagram o su Substack o, ancora, su Blueprint. O scrivere a aliaracconti[et]fastwebnet.it. Siamo qui, diteci qualcosa. O magari niente, così possiamo regolarci. 


 
                                                          ALIA 1 - L'Arcipelago del fantastico

 

19.2.21

Rivedersi dopo molto tempo.

 

Il prossimo giovedì, il 25 febbraio, nella pagina di Facebook dedicata ad ALIA Evo 4.0 e sulla pagina ALIA Evo di You Tube faremo uno speciale video con Davide Mana. Più sotto potete vedere la locandina sparata su tutte le pagine FB che mi sono venute in mente. 

Ieri pomeriggio abbiamo fatto una prova generale, in compagnia di Silvia, lei nello studio e io nella ex-camera di Morgana, adesso adibita a stireria / guardaroba / semi-biblioteca /varie & eventuali. Tutto bene ma ho avuto conferma di alcune cose poco piacevoli come il fatto che il suo blog, il glorioso blog Strategie evolutive, è attualmente ostracizzato da Facebook in quanto denunciato da alcuni sfaccendati / bigotti / oscurantisti o quello che preferite, come da post di Davide ripreso qui sotto:


La sorpresa di questa mattina è che qualcuno ha segnalato il mio blog – questo blog – alla polizia interna di Facebook, e questo indirizzo è stato perciò bloccato – se proverete a condividere i miei post su Facebook (cosa che comunque succede abbastanza raramente), riceverete una risposta evidenziata in rosso che fa più o meno così…

«Your message couldn't be sent because it includes content that other people on Facebook have reported as abusive» 

                                                                                                                                <okay>

 

come detto dal reprobo di cui sopra «a quale punto non potete fare altro che schiacciare <okey>» e abbozzare.»

Ma chi è stato? Pillon e i suoi scherani? La chiesa di Satana? Bill Gates? QAnon? Il governatore Fontana? Impossibile saperlo da FB, dal momento che non forniscono dati sugli untori, anche per evitare spargimenti di sangue, e a quel punto si possono fare le ipotesi più assurde e singolari. 

 


 

Personalmente propendo per i nostri buoni guardiani della Famiglia Perbene e Cristianissima, anche per la loro abitudine di denunciare ciò che esiste nonostante i loro divieti, anche se trovo buffo che si riducano a sparare su dei blogger, un tipo di persone che non sono esattamente dei frontman di un gruppo di Reggaeton... Vabbè, magari è qualche cacciatore che non apprezza l'impegno di Davide contro la violenza o qualche vicino di casa – o un gruppo di vicini di casa – che non sopporta il modo nel quale stende il bucato... Tutto è possibile. 

Fatto sta che io e Silvia ospitiamo Davide nel nostro studio virtuale per parlare di fantastico e zone limitrofe, in italiano e in inglese, cercando di cavargli qualche parola sul suo lavoro di traduttore per ALIA con gente come Walter Jon Williams o Cory Doctorow e sul suo lavoro come autore in due lingue, cercando di stabilire come ha fatto a non morire di fame seppellito in un angolo di Astigianistan. E persino a rievocare, sperando di non annoiare nessuno(1), i tempi del primo ALIA, quando la libreria CS esisteva ancora.

Tutto qui, sperando nella vostra presenza. 

 


 

(1) D'altro canto se annoiamo sarà sufficiente chiudere la connessione.

 


20.8.19

ALIA Arcipelago: una buona idea


Interrompo qui – per una volta – la pubblicazione de Il Mare Obliquo per una riflessione sul lavoro compiuto in questi ultimi due mesi. Tranquilli, la pubblicazione del romanzo riprenderà con il prossimo post, approssimativamente per la fine della settimana. 
Con i primi giorni di agosto è terminato il lavoro per la pubblicazione in forma cartacea dei titoli di ALIA Arcipelago a suo tempo usciti in forma elettronica. È stato un lavoro intenso e sicuramente pieno di imperfezioni, migliorie rimaste desideri, vedove e orfani (tipografici) dimenticati o trascurati oltre che, fatalmente, qualche refuso che ha resistito impavido a una dozzina o più di riletture, ma in definitiva sono usciti in una forma più familiare a molti lettori. 
In questi giorni sto preparando il foglio pubblicitario per Strani Mondi e un'occhiata generale ai titoli pubblicati e alle loro copertine dà una curiosa sensazione: un po' come se davvero fossi un editore e davvero avessi un gruppo di persone che si fidano di me. Da non crederci. 
Isola di passaggio, di Silvia Treves, – un'antologia formata da tre racconti lunghi che costituisce l'antefatto a Mosca cieca [titolo provvisorio], il lungo romanzo sul quale lavora ormai da anni, è stato il testo che mi ha dato più grattacapi in assoluto. Soprattutto perché la nostra cara Silvia ha deciso di aggiungere un diagramma alla sua prefazione – che naturalmente non è stato affatto facile inserire nella versione stampata – senza contare le minime variazioni inserite nel testo. Infatti Isola di passaggio è stato l'ultimo a essere pubblicato.  
Dei due testi di Alberto Costantini, L'inquisizione di Padre Bertolt, gesuita e L'Eresia del Multiverso – il primo nato dallop sviluppo del racconto pubbicato su ALIA Evo 3, La confessione, il secondo centrato su un personaggio realmente esistito, Galeotto Marzio da Narni, vissuto nel XV secolo, che vive sorprendenti avventure nel multiverso – posso solo dire che è stato piacevole rileggerli per la pubblicazione, anche se mi hanno
dato non pochi problemi sul tema delle vedove e degli orfani, problemi risolti soltanto con una seconda edizione dell'Eresia. La prima edizione, messa in vendita con alcune pagine che come prima riga hanno un «-sato.» o «-ruppe il ragazzo.» diventeranno famose come il Gronchi Rosa.
Dei due libri di Mario Giorgi, Società del Programma Spaziale e Configurazione Alieno, sono (siamo?) particolarmente orgogliosi per le copertine scelte, oltre che, naturalmente, per aver avuto la possibilità di essere colui che ha avuto il coraggio insano di pubblicare due testi ermeticamente affascinanti, un desiderio che covavo in cuore fin dai tempi del grande Codice.  E qui, anche se difficilmente lo leggerà mai, inserisco un grande ringraziamento a Roberto F. In quanto ai due testi, se il primo racconta l'ascesa compiuta dal protagonista verso gradi di ulteriore consapevolezza, fino al termine della vicenda che esaurisce e
insieme spiega il senso del vocabolo «spaziale», il secondo è un testo che lessi una ventina di anni fa e che negli anni successivi non ha mai smesso di perseguitarmi per il modo nel quale Mario riesce a costruire e rendere accettabile una vicenda di per sé assurda. Si tratta di testi labirintici che hanno il grosso pregio di riuscire a sopravvivere senza difficoltà anche fuori dal substrato, virtuale o cartaceo.
L'antologia di Fabio Lastrucci, Da zero a infinito, è un testo che mi riempie di gioia aver pubblicato, sia su Fata Morgana, antologia annuale che costituiva l'omaggio agli abbonati, dove i suoi racconti erano sempre accolti con gioia – il che non è abituale per
un'antologia che riceveva annualmente dai cento ai duecento racconti candidati alla pubblicazione –, sia su ALIA Arcipelago. Racconti malinconici e insieme insoliti, divertenti, bizzarri nei quali il talento di Fabio emerge potente e unico. 
I due testi di Paolo Cavazza, riuniti in un unico libro, Fantasmi sulla Luna,  costituiscono un unicum in senso letterale, nel senso che si tratta di veri racconti di fantascienza all'interno di una collana che denuncia una visione
un po' eterodossa del genere. Costruiti abilmente, raccontano in un'ambiente che non ha nulla di gotico o di soprannaturale, apparizioni aliene dai contorni stravaganti o  spettri inattesi e realmente capaci di spaventare i protagonisti e il lettore. Il che, in fondo, servirebbe giusto a dimostrare che anche i racconti di sf di Cavazza non sono poi troppo "regolari".
Per quanto riguarda i miei testi, posso soltanto dire che tre di loro, Il Settimo Clone, Settembre e Isole nella Corrente 
si svolgono nell'universo della Corrente. Il primo è un testo centrale nel ciclo, come dimostrano anche le sue 364 pagine… Il secondo racconta la vicenda di Wladimir Taubzent, approssimativo eroe nella difesa del pianeta Settembre dal fanatismo millenarista, mentre il terzo riunisce sei racconti e un romanzo breve, Civette e Ippogrifi, che è stato un piacere scrivere e raccontare. 
U.K.R. è un romanzo ucronico, ambientato nell'Italia degli anni '70, un paese tuttora dominato da un fascismo decrepito, incapace di reagire a una situazioni internazionale sempre più tesa e insostenibile. U.K.R. è in realtà una parte di un miniciclo che comprende altri due racconti e un romanzo breve, Zero, liberamente disponibile in questo blog. 



Porterò con me gli undici testi per il prossimo Stranimondi, oltre, naturalmente, gli ALIA Evo 2 e 3.  Nel corso del prossimo Stranimondi, detto per inciso, avverrà la presentazione della collana, domenica 13 ottobre dalle 12.00 alle 12.30: prendete nota. 


Ultima cosa: il lavoro per la collana non si ferma, ho già sottomano un ottimo romanzo cyberpunk (chiedo scusa per la definizione non troppo attuale ma perfettamente adeguata in questo caso) e altri testi destinati a uscire in forma elettronica e cartacea.  


Ultimissima cosa: se avete letto qualcuno dei testi pubblicati e se (ovviamente) vi sono piaciuti, scrivetelo su Amazon.it. Basta anche un "Romanzo leggibile" o un "Antologia accettabile" per farci davvero un grosso favore.
A rileggerci presto!


15.12.17

Cose che passano


È un po' che manco da qui, vero? 
Sempre ammesso che qualcuno se ne sia accorto. 
Niente da fare, il mio rapporto con il blog sembra essersi appannato senza, al momento, speranza di riprendere. 
Ma ho anche un motivo che in parte può spiegare questa situazione. Infatti sto scrivendo un romanzo...
«Sai che novità.»
Beh, è vero. Non è un fatto nuovo. Mi è già successo più volte di scrivere qualcosa, per ALIA o per il re di Prussia, senza scomparire dai radar. 
Probabilmente è qualcos'altro a bloccarmi. 
La sensazione di scrivere inutilmente? Ovvero di affermare male cose che altri affermano con sicumera e indiscutibile assenso generale? O generale riprovazione, che poi, come insegna Vespasiano Gonzaga «Sive bonum, sive malum, fama est». Temo di sì. 
È un problema che ho la sensazione di cogliere, scorrendo i blog dei quali tengo memoria nella colonna a dx del mio blog. Pochi quelli che sono aggiornati, molti quelli che accumulano polvere virtuale, con da «4 settimane fa» fino a «un anno fa». Ma, d'altro canto, chi ha voglia di parlare di attualità o di politica, di questi tempi. E voi, pochi o tanti che siate, avete già deciso se votare? E per chi votare? Lasciamo perdere, via. Tanto temo che sull'argomento ritornerò prima del 4 marzo. 
Parliamo d'altro. 


Sto leggendo il quarto volume della serie di Canopus di Doris Lessing, «Un luogo senza tempo». Ho letteralmente divorato  i precedenti due volumi, «Un pacifico matrimonio» e «Una donna armata». Avete idea di che cosa significa leggere della buona fantascienza – lo so, la Lessing la definiva Space Fiction, ma si tratta di buona, vecchia sf – senza dover subire un pessimo italiano e storie vecchie anche quando si svolgono in un futuro più o vicino? La mia benamata Lessing scrive bene, cribbio, ed è riuscita a creare un universo credibile con personaggi spessi e vitali. Dio mio, come mi mancava un autore come lei… Piccolo dolore, l'edizione del quinto volume non è mai uscita in italiano, il che comporterebbe la necessità di leggerlo in lingua originale. Leggere in inglese è possibile, certo, ma con un cambio di velocità netto rispetto all'italiano… ma ci penserò a suo tempo.
Ovviamente una volta digerito il grosso boccone ne parlerò diffusamente qui e/o su http://librinuovi.net/.
Altri libri altrettanto succulenti non ne ho letti, a essere sincero, se si esclude «Specchi neri» di Arno Schmidt che sto centellinando per la paura di consumarlo troppo presto. Ho tentato di leggere l'ultimo Greg Egan pubblicato, «Un razzo a orologeria» ma ho gettato la spugna prima di arrivare alla parola «fine». Orrendo? No, sinceramente non posso dirlo, ma se ho voglia di fare un veloce ripasso della fisica studiata in quinto liceo prendo il mio vecchio manuale di fisica e me lo ristudio da capo. Indubbiamente la possibilità di studiare una fisica diversa, nella quale la luce non abbia una velocità costante ma presenti diversa velocità in rapporto allo spettro cromatico, è molto suggestivo ma il problema è quello di renderlo efficacemente attraverso lo strumento narrativo e non attraverso un addendum alla fisica studiata a scuola. D'altro canto se Egan riuscisse a scrivere insieme una relazione su una fisica di un universo parallelo e contemporaneamente i moti dell'animo di alieni abitanti di quell'universo sarebbe – come dire – troppo bravo per il metro umano e incarnerebbe alla perfezione un'Intelligenza Artificiale prossima a conquistare il mondo.
Sono abituato agli alti e bassi della narrativa di Egan e non mancherò di acquistare anche il prossimo libro, nonostante tutto. E non è detto che prima o poi non riprenda mano il manuale di fisica e lo rilegga, in compagnia del libro di Egan.  


Ho anche altri libri che mi ronzano dalle parti della scrivania, tra cui i due testi scritti da Davide Mana – grazie Davide! – e sei o sette testi che mi aspettano per una lettura non casuale ma in vista di eventuali recensioni o per un'eventuale pubblicazione in ALIA Arcipelago. Temo che se ne riparlerà nel periodo di ferie (ferie?!?) in montagna. Senza contare che sto accarezzando l'idea di far uscire in e-book cinque racconti appartenenti al ciclo della Corrente, a suo tempo usciti sui vecchi ALIA o su Fata Morgana e dovrei fare qualcosa di più che sbatterli tutti in una cartella informatica e episodicamente guardarli. 
La vera novità è che mia moglie, Silvia Treves, ha presentato la domanda per la pensione e se non sorgono problemi con l'autunno del 2018 dovrebbe smettere di lavorare. A scuola. Ciò che la fanciulla non ignora è che da quel momento sarà mio ostaggio per tutto ciò che riguarda il lavoro per ALIA e per LN.
Altra novità è che con l'anno nuovo partirà il lavoro per ALIA Evo 3.0 in forma stampata. Ma di questo penso riparleremo presto. Intanto posso mostrare al pubblico la bozza (è una bozza… non cercate di capire che cosa c'è scritto).


Per il momento comincio a fare i miei migliori auguri di buone feste e di un 2018 almeno un po' migliore dell'anno in corso. In fondo non ci vorrebbe molto.
Ovviamente se riappaio qui vi ribeccherete gli auguri un'altra volta.

21.10.16

Dopo Stranimondi


Stranimondi è passato. Un successo, dando un'occhiata agli incassi e soprattutto agli incontri avuti. Onestamente non mi sarei atteso tanta attenzione per un'opera «minore» come ALIA, con un glorioso passato ma un futuro che si deve letteralmente improvvisare di giorno in giorno. 
Non comincerò a elencare tutti coloro che sono passati presso il nostro stand: onestamente troppi per non correre il rischio di saltarne qualcuno. Diciamo che così vi sentirete comunque tirati in ballo anche se non vi indico per nome e cognome. Se lo desiderate potrete comunque intervenire in calce a questo post o su FB.
Com'è stato Stranimondi? 
Beh, innanzitutto è stato ben organizzato, il che non è poco come sembra. Ha funzionato tutto come doveva dall'arrivo (con qualche piccola difficoltà a trovare Viale Monza, ma non è strano visto che era la nostra prima volta), allo sbarco dei volumi, al tavolo, alle utili indicazioni ricevute da Barbara con il risultato che il tavolo di ALIA era pronto alle 9.30, come da manuale.
E da quel momento è partito il ballo, un ballo a tratti frenetico, che è proseguito con la stessa intensità e frequenza per buona parte del sabato. Più tranquilla la domenica, una giornata di sole. 
Segue un modesto elenco di pregi e difetti

Il luogo.
Disperatamente stretto. Gli spazi tra i banchi ridotti al minimo, tanto è vero che se più di una persona si attardava a parlare con chi stava dietro al bancone, gli altri passanti erano costretti a circumnavigazioni che di fatto impedivano di visualizzare i volumi presenti. È pur vero che si poteva ritornare, cosa che buona parte delle persone ha fatto, ma questo rendeva più folle la sarabanda e poteva capitare di rivedere la stessa persona ripassare sette o otto volte. 
Mi rendo conto che il costo contenuto del bancone è dovuto anche all'utilizzo di quello spazio e non di altri più costosi, ma non esiste un modo per utilizzare altri spazi nella stessa struttura? Probabilmente no, ma a dirlo non si fa male.
 
I presenti.
Non si trattava (soltanto) dei soliti noti, ho anche visto passare individui privi di cartellino penzolante sul petto, quindi, si suppone, normali lettori, ma la sensazione di trovarsi ad un raduno di appassionati era comunque molto forte. Drammaticamente squilibrata la composizione media delle età, con una nettissima prevalenza di individui di età maggiore dei 40 anni. Maschi.
Di buono una presenza femminile non così minoritaria come si sarebbe potuto ipotizzare. Di mediocre la ridotta presenza di giovani under 20, come se la sf, in definitiva, non li toccasse né tanto né poco. In sostanza, l'attuale fantascienza parrebbe essere un genere per signori agé, categoria che ha il grosso difetto di comportare la scomparsa del genere insieme ai suoi datati rappresentanti. Possibile? Beh, forse all'estero non è così ma qui in Italia, per quanto ho visto a Stranimondi, la sf parrebbe avere gli anni contati. Probabilmente si tratta soltanto di una sensazione e in realtà il mondo, fuori, spasima per leggerci e semplicemente la pubblicità per l'evento è stata forzatamente modesta, ma onestamente i miei dubbi non vogliono lasciarmi



L'atmosfera.
Inevitabile la sensazione di essere usciti dal giocattolo di Zuckerberg, pronti a ritornarci dopo un paio di giorni di licenza. Oltre al piacere di incontrare quelli che fino al giorno precedente erano semplicemente delle icone sullo schermo del pc o su quello del cellulare era però inevitabile una sottile sensazione di irrealtà, come se colui che presentava il suo nome sul cartellino arancione fosse in realtà qualcun altro, da un'incarnazione di Satana a un cavaliere templare immorto. Indubbiamente curiosa questa prossimità tra il mondo reale e quello virtuale, ma che fatalmente rafforza il dubbio di un'insufficiente presenza tra i lettori. 

Gli incontri.
Qui posso dire ben poco. Ho partecipato alla presentazione di ALIA Evo 2.0 – ovviamente – e a frammenti di altre, incatenato com'ero al banco. Mia moglie ha partecipato ad alcuni incontri e il suo giudizio generale è stato positivo, quindi direi che i famosi cinquantasette incontri sono stati quantomeno utili. Ci si potrebbe lamentare dei 25-minuti-25 concessi dall'incrollabile staff di Stranimondi per ogni incontro, ma, di nuovo, si dovrebbe fare una fiera di 3-4 giorni per dare spazio a tutti e qui sorgerebbero altri problemi di spazio, di tempo, di costi... E chi gestisce la sf in Italia non è ricco. Anzi...

L'aria che si respirava
La presenza sovrabbondante di editori, autori, blogger, redattori, illustratori e di molti di coloro che fanno parte del piccolo circo del fantastico in Italia ha reso Stranimondi una sorta di suprema accademia dell'editoria, non solo limitata al fantastico ma che, fatalmente, finiva per coinvolgere autori come Philip Roth, Vonnegut, Garcia Marquez, Swift, Murakami e così via per altre secoli e altri nomi. Ho incontrato una densità e una ricchezza  di conoscenze che mi hanno sorpreso. Non che mi aspettassi il solito fantascientista che ha letto tutto Van Vogt e Heinlein e poi basta, ma ho constatato con piacere il grado di competenza di molti traduttori, curatori ed editori.
Il buono dell'atmosfera venutasi a creare è che, pur in un ambiente nel quale non mancano affatto le faide e gli odii secolari, queste venivano momentaneamente tacitate per il piacere di trovarsi lì.

Torneremo?
Il mio problema è semplicemente legato alla nascita del prossimo ALIA, ALIA Evo 3.0. Conto di metterlo in cantiere con l'inizio del nuovo anno e farlo uscire entro maggio-giugno in versione e-book e in settembre in versione cartacea. Ma è meglio anticipare che non è molto probabile che riusciamo a rispettare questa scadenza e che è quindi probabile che nel 2017 saremo a Stranimondi in qualità di semplici visitatori



In conclusione
Il problema sono e restano i lettori. In un paese dove a leggere sono 4 italiani su 10, e di questi molti si limitano a 1 (un) libro all'anno, si può capire che la sf, genere poco popolare in un paese di insufficiente cultura scientifica, non ha molte speranze di futuro. Stranimondi ha qualche possibilità di dare una mano a rilanciare il fantastico o, in fondo, è più simile a un raduno di ex-alpini, destinati prima o poi a scomparire? Ovviamente spero di no, ma mi sembra giusto cominciare a preoccuparsene, da domani in avanti.