29.4.26

A Milano, Delos Days

Paul Klee - Drei Grosse Glockenblumen

E così ci siamo fatti anche i Delos Days a Milano, il 26 aprile.

«E che cosa c'entra il quadro di Paul Klee?» 

«Niente, semplicemente mi piaceva.»

Ma andiamo al punto. Siamo andati a Milano soltanto il 26 anche se i Delos Days sono stati il 25 e il 26. Non avevamo voglia di dormire a Milano, per motivi strettamente familiari (gli animali abbandonati ecc.). 

Ne è valsa la pena? 

Beh, sicuramente. Chiarisco: abbiamo seguito quattro panel, tutti a loro modo interessanti e ricchi di spunti meritevoli di riflessione. Il primo:

Collane: Nuova Atlantide - Tra fantascienza sociale e solarpunk, Nuova Atlantide raccoglie il testimone di Futuro Presente e Atlantis portando avanti la fantascienza italiana impegnata. Con i curatori Giulia Abbate e Franco Ricciardiello e gli  autori Davide Tarò, Vanessa West e, dalla Francia, Ugo Bellagamba. Con: Franco Ricciardiello (curatore), Giulia Abbate (curatrice), Davide Tarò (autore), Vanessa West (autrice), Ugo Bellagamba (autore francese)

Qui la foto: 

 

Da sinistra; Davide Tarò, Franco Ricciardiello, Vanessa West e Ugo Bellagamba. Nota: manca Giulia Abbate, bloccata lungo il tragitto da un incidente stradale. 

Conosco piuttosto bene la collana Nuova Atlantide, dal momento che il numero due della collana è opera mia («Il viaggio dell'Aurora») e a ripensarci, considerando l'insieme delle opere finora pubblicate, direi che si tratta di una narrativa liminale, cioè non marginale ma che vive sul limite scientifico e tecnologico e che definisce un mondo altro, assai poco familiare al lettore abituale di sf – per non parlare di chi non ha familiarità col genere. Il Solarpunk, elemento o sottogenere che nonostante tutto almeno parzialmente tuttora mi sfugge, è stato il luogo narrativo al quale la collana finora si è rifatta con esiti che a una prima sensazione direi quantomeno molto interessanti, accomunati dall'essere, come dicevo, assolutamente liminali rispetto alla fantascienza classica (Space Opera, Sf apocalittica, umoristica, militare ecc.). Il felice accoppiamento con la fantascienza sociale (della quale ho un assaggio nella stanza accanto: quest'autunno uscirà nella collana un racconto lungo di Silvia Treves), un sottogenere di sf degli anni '50 e '60 e che aveva come autori di punta Robert Sheckley, Pohl & Kornbluth, Mac Reynolds e altri, può aggiungere una dimensione più ampia ma anche più volutamente assurda e spiazzante alla collana. I romanzi di Mac Reynolds, tra i quali mi piace ricordare «Effetto valanga», o quelli di Robert Sheckley ad es.: «Scambio mentale» o il racconto «La settima vittima» che, pur essendo parte di un passato glorioso, sono forse utili tracce da rielaborare per chi voglia oggi cimentarsi con questo genere di fantascienza.

Il secondo panel: 

Panel: Può la letteratura guarire il mondo (almeno un po’)? Libri di denuncia, romanzi distopici, solarpunk e proposte costruttive per il futuro: gli scrittori ce la mettono tutta, ma possono davvero, oggi, incidere in qualche misura sulla direzione che sta prendendo quella palla enormemente pesante chiamata mondo? Con: Silvio Sosio (moderatore), Sandrone Dazieri (scrittore), Franco Ricciardiello (curatore), Giuliana Misserville (opinionista)

Qui la foto:



No, ecco, il problema è che da dove ero sistemato era impossibile scattare una foto decente e quindi ho inserito qualcosa a caso, sperando che lo gradiate. 
Allora: il tema è di quelli che avrebbero eccitato allo spasimo uno come Lukacs, autore de Il marxismo e la critica letteraria, il suo saggio apparso in Italia nel 1953, due anni prima della mia nascita, (particolare assolutamente irrilevante e facilmente dimenticabile), nel quale non perdeva occasione per applicare le teorie marxiane della lotta di classe ai capolavori letterari. 
Ci riusciva? Non è facile rispondere anche se debbo ammettere che le categorie Lukacsiane dopo cinquant'anni dall'incontro con loro non mi hanno mai abbandonato. 
I presenti hanno forzatamente soltanto abbozzato qualche riflessione sul tema, senza giungere ad una conclusione unificante. Interessanti gli interventi di Sandrone Dazieri, autore che ho conosciuto soltanto come curatore di un'antologia rinunciabilissima, ma che ha provato a definire qualche linea di confine tra le letteratura (di genere e non) e lo strapompato mercato dei best-seller, narrando del suo inizio negli anni '90 accanto ad autori come Carlo Lucarelli, dove hanno provato a inserire nel consueto meccanismo del poliziesco aspetti della vita quotidiana, delle periferie, delle psicologie personali. Ma anche lui, come tutti gli altri intervenuti, ha sottolineato l'impossibilità di "scegliere" qualcosa da raccontare che possa avere un effetto in qualche modo "mobilitante" o "politico". Eppure la narrativa è anche "politica" e alcuni libri hanno assunto un valore universale, basti pensare a 1984 di George Orwell o al Tallone di ferro di Jack London. Diciamo che cercare di provocare un effetto scrivendo, avendo un'intenzione ben definita può essere una pessima scelta, raccontare il reale, anche in forma di metafora, può essere una scelta valida. Interessante? Indubitabilmente. Utile? Ma sì, in qualche modo... 
 
Ed ecco il terzo panel: 
 

Panel: 100 anni di fantascienza. Cent’anni fa usciva il primo numero di Amazing Stories e nasceva ufficialmente la science fiction. Da allora il genere ha attraversato periodi di successo e di crisi. Tra AI e crisi climatica che prospettive si aprono oggi per il prossimo secolo? Con: Carmine Treanni (conduce), Nicoletta Vallorani (docente di letteratura americana), Franco Ricciardiello (scrittore e curatore), Giulia Abbate (curatrice), Ugo Bellagamba (scrittore), Giovanni De Matteo (scrittore)

 



Da sinistra: Ugo Bellagamba, Franco Ricciardiello, Nicoletta Vallorani, Giovanni De Matteo, Carmine Treanni. 

Come prevedibile niuno ha provato a immaginare che cosa accadrà e come la fantascienza diventerà negli anni a venire. Le IA e le crisi climatiche sembrano promettere un mondo preda di una distopia avanzante mentre l'esplorazione dello spazio vive un momento di paralisi e di ristagno. La sf progressiva del secolo appena trascorso sembra finita mentre ciò che ci promette il futuro non sembra particolarmente adatto a una rappresentazione letteraria. Ma qualcosa, collettivamente, si farà, come avrebbe detto Lukacs. 

L'ultimo panel:  

Collane: Frattali e il realismo magico, Nelle pieghe tra il quotidiano e il fantastico fiorisce il realismo magico, un genere letterario delicato, elegante, sorprendente, che trova il suo spazio nella collana Frattali. Con: Maurizio Cometto (curatore), Nino Martino (autore), Leonardo Tonini (autore), Alice Cervia (autore)

Qui la foto: 

 

Da sinistra: Alice Cervia, Maurizio Cometto, Leonardo Tonini.

«Realismo magico» un genere o sottogenere che risulta un ircocervo a cominciare dal nome, l'incontro / scontro tra due categorie impossibili da unire in un unico prodotto letterario. Eppure secondo il buon Cometto si tratta di una cosa possibile, non solo, anche felicemente feconda. Di nuovo, siamo alle prese con un sottogenere che ha poco o nulla in comune con la fantascienza propriamente detta ma che è in grado di narrare secondo percorsi fantastici inattesi. Silvia e io siamo parte di questa "onda", con alcuni testi assolutamente fantastici e in qualche caso dichiaratamente assurdi o fuori tempo massimo. Le nostre composizioni usciranno contemporanemente, a riaffermare pubblicamente il legame affettivo e creativo che ci unisce da molti anni. 

Come sono stati di Delos Days, insomma? In qualche modo utili e perché no, affascinanti. Principale difetto – o forse in qualche modo pregio – la presenza di soli "addetti ai lavori", che hanno potuto scambiarsi idee, suggerimenti, sogni e follie varie. Del buon tempo, da replicare. 



 
 

 

 

 

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