25.1.13

M.A.d.u.L.p. 12. Librodinamica


Esistono costanti nel lavoro di libraio, come in ogni altri attività.
Più che costanti forse bisognerebbe definirle tormentoni, ovvero piccoli contrattempi che, inspiegabilmente, si ripetono con una regolarità che sembra non avere nulla di casuale.
Il caso è forse semplicemente l’incapacità di tenere contemporaneamente sotto controllo un numero altissimo di parametri. Oppure, più raffinatamente, l’epifenomeno di una serie frattale di eventi. O, ancora, la rappresentazione della volontà persecutoria di una divinità malevola.
Esemplifico.
A quanti è successo di giungere all’angolo della via dove transita il mezzo pubblico atteso e vederselo passare davanti? E qualcuno può affermare che tale evento è accaduto con la stessa frequenza con la quale lo stesso mezzo pubblico è giunto in pochi istanti alla fermata ed è stato possibile salirvi?
Nessuno tiene il conto delle manifestazioni della perfidia delle cose, eppure se qualcuno lo facesse il risultato sarebbe, io credo, inquietante.
La perfidia delle cose si presenta in libreria in forme peculiari, a dimostrazione dell’inesauribile fantasia del mondo materiale.
Per comodità di approccio, sul modello dei vari volumi delle Leggi di Murphy, mi atterrò a uno schema molto simile, denunciando la finta casualità del reale attraverso l’enunciazione di leggi facilmente verificabili.
Cominciamo dai clienti.

Legge di Hättanschweiler sulla complessità delle richieste:
«La complessità della richiesta è direttamente proporzionale al prolungarsi dell’orario di apertura».

Ovvero, se qualcuno ha in mente di sapere se è ancora in commercio l’opera prima di un poeta semidimenticato o gli scritti postumi di uno scienziato poco noto aspetterà le 18.55 (o le 19.25) per giungere in libreria.

Corollario di Comic Sans alla Legge di Hättenschweiler:
«Il volume cercato con maggior impegno sarà sempre esaurito e fuori commercio».
Commento di Verdana al corollario di Comic Sans:
«Tutti i volumi esauriti e fuori commercio risulteranno disponibili nella libreria concorrente e presso il sito internet del fornitore»
E qui mi fermo. Avete capito il senso del discorso, credo.




Continuiamo.

Legge di Tahoma sulla persistenza dei clienti:
«Dato un ultimo cliente, esiste sempre un cliente successivo»

Si tratta di colui che infilando obliquamente la testa sotto la serranda a metà chiede pletoricamente: «Siete già chiusi?».
«No, fingiamo», viene voglia di rispondere.

Corollario di Impact (necessariamente):
«Il cliente successivo all’ultimo non tornerà».

Probabilmente vive per un’ora al giorno, tra le 19.00 e le 20.00.
A nessun libraio è capitato, io credo, di incontrare un cliente successivo all’ultimo in pieno giorno.

Legge di Baskerville sulla quantità massima di clienti:
«Il numero di libri acquistati è inversamente proporzionale al numero di persone che entrano contemporaneamente in libreria».

Gli studenti (ma anche le famiglie) entrano in gruppi di 15-20 persone delle quali soltanto una ha il dono della parola. E lo utilizza per chiedere un’informazione («Quanto costa il libro di fisiologia peristaltica? / quanto costa il libro di geografia?»).
Segue uscita disordinata.
Se si tratta di famiglie il bambino più piccolo farà cadere una pila di libri, se di studenti a farlo sarà il più alto. Se si tratta di sole studentesse usciranno ridendo. Nessuno saprà mai perché.





Corollario di Windings:
«Il libro del quale viene richiesta collettivamente un’informazione sarà acquistato in un’altra libreria»
Eccezione di Serifa : «Il libro del quale viene richiesta collettivamente un’informazione non verrà mai acquistato».
Commento di Bodoni all’eccezione di Serifa: «Il libro del quale viene richiesta collettivamente un’informazione è esaurito e fuori commercio»
E si torna all’inizio. Un loop.

Legge di Courier sull’ultima copia:
«L’ultima copia (le ultime dieci o cento copie) di qualsiasi libro resterà/anno invenduta/e».

Ovvio, certo. Ma il difficile è capire quando fermarsi. Si tratta del trasferimento in ambito commerciale della legge di Murphy degli editori: «L’ultima ristampa rimarrà invenduta».
Qual è l’ultima ristampa?
Chi può dirlo?
Comunque è sempre vero che (legge di Albany):
«Il libro più richiesto al tempo t° è quello che è appena stato chiuso in una scatola per essere reso all’editore».
Corollario di Benguiat:
«Il libro richiesto sarà sempre nell’ultima scatola».
Commento di Nimrod al corollario di Benguiat:
«L’ultima scatola è tale indipendentemente dalla direzione e dalla posizione di tutte le altre»
Osservazione di Dolphin al commento di Nimrod:
«Il libro richiesto sarà sul fondo dell’ultima scatola».
Legge di Rockwell dell’infinita ripetizione:
«Se qualcuno vi chiede un altro libro della stessa resa lo farà soltanto quando avrete appena finito di richiudere tutte le scatole»
Paradosso di Garamond:«Il cliente del libro trovato in fondo all’ultima scatola ha dimenticato a casa il portafoglio».




E si può continuare senza problemi:

Legge di Bookman sulla ricomparsa dei libri:
«Il libro introvabile sarà trovato non appena il cliente è uscito dalla libreria».
Legge quadratica inversa di Arial sulla reperibilità dei libri:
«Più il cliente è suscettibile e importante meno è probabile che il libro richiesto venga trovato».
Ma è vero anche l’inverso (legge di Amaze):
«Il libro cercato dal cliente deluso da un’altra libreria sarà immediatamente disponibile presso la vostra».
Corollario di Gaze:
«Soltanto la prima volta».

Interessante notare che dato un numero «x» grande a piacere di librai tutti descriveranno gli stessi episodi e le stesse contrarietà, a conferma dell’intrinseca e pervicace perfidia della realtà.
Esiste infatti una triade di leggi – paragonabile a quella che governa la termodinamica – che chiunque faccia il mio lavoro sottoscriverà senza difficoltà:

Prima legge della librodinamica:
«La disponibilità in magazzino è inversamente proporzionale alla richiesta»

Seconda legge della librodinamica:
«Il rifornimento è sempre in ritardo»

Terza legge della librodinamica:
«La disponibilità è direttamente proporzionale all’obsolescenza»

Ovvero: più ne avete più vecchio sarà.
E qui si tocca un punto caratteristico delle librerie universitarie scientifiche come l'ex-CS.
Il libro di testo, infatti, non è tale per decreto divino, ma perché un soggetto (più o meno) qualificato – il docente – lo consiglia ai propri studenti. Il processo di scelta si chiama «adozione».
Ed è qui che la malevolenza del mondo trova la sua piena realizzazione.

Legge di Charlesworth:
«Dati N titoli possibili, il docente del corso più numeroso sceglierà il libro più difficilmente reperibile».
Ma, stanti le tre leggi della librodinamica, è evidente che se si realizza la legge di Charlesworth, a maggior ragione sarà valida la seconda legge della librodinamica.
Quindi: «Il rifornimento (del titolo a più difficile reperibilità) è sempre in ritardo».
Ne consegue che (corollario di Photoshop): «Il titolo universitario del corso più numeroso viene sempre fotocopiato».
Cosicché, dal momento che il titolo in ritardo resterà praticamente invenduto, rimarrà soddisfatta anche la terza legge della librodinamica. La fenomenologia è comprovata anche dal paradigma di Lydian: «Il titolo meno venduto non ha diritto di resa» e dal paradosso di Gill: «Le probabilità della conferma di un’adozione sono inversamente proporzionali alla giacenza del titolo nelle librerie».




Abbandono ora le fredde aule universitarie per ritornare al mondo dei lettori per puro gusto e piacere.
Avete notato, lettori, che il libro del quale è uscita la recensione più stimolante non è mai reperibile? Avrete pensato a un semplice disservizio, a un caso. Ebbene non è così. Si tratta di una regolarità sospetta che dovrebbe metterci sull’avviso e che può facilmente essere enunciata.

Legge di Kabel:
«La recensione più letta è sempre in anticipo sull’uscita del libro».
Quindi (corollario di Galant): «Un libro esce soltanto quando una recensione favorevole è stata dimenticata».
D’altro canto, in accordo con il paradosso di Typewriter: «Si riordinano soltanto i libri che nessuno cerca», è evidente che anche in questo caso si ritorna dritti dritti alla terza legge della librodinamica.
Senza pretendere di esaurire l’intera fenomenologia degli intoppi e incidenti che cospirano per impedire all’onesto lettore di incontrare l’agognato libro farò un ultimo esempio. La descrizione del libro.

Legge di Bremen sul colore delle copertine:
«Il colore che ricordate non è il colore dominante della copertina».
Estensione di Cataneo alla legge di Bremen:
«L’immagine di copertina che ricordate era un miraggio».
Legge di Chasm sulla parola chiave del titolo:
«La parola del titolo di cui siete assolutamente certi fa parte del titolo di un altro libro».
Corollario di Clarendon sul prezzo:
«Il prezzo che ricordate è sbagliato».
Paradosso di Bart:
«Se il colore, l’immagine, il titolo e il prezzo sono giusti il libro è appena terminato».

E via, a capofitto in balia delle famose tre leggi della librodinamica.
Insomma una situazione nella quale il lettore incontra il suo libro è molto meno usuale di quanto sembri. La realtà, probabilmente, è che possono avvenire quasi esclusivamente incontri fortuiti. Gli unici che un universo retto da leggi oscure e perverse può concedere.
Probabilmente per distrazione.
Potrei continuare a lungo enunciando ulteriori teoremi, leggi e ipotesi con i loro relativi corollari, paradossi, osservazioni e paradigmi ma credo che di aver già sufficientemente dimostrato la mia tesi.
A degna conclusione un’ultima legge, credo la più triste per un lettore appassionato come il sottoscritto e, credo, per chiunque stia leggendo questo articolo:

Teorema di Marigold:
«Il libro più bello che avete letto è divenuto irreperibile e non è più in commercio».
Ma non deprimetevi.
L’Osservazione di Albertus, infatti, si incarica di rimettere a posto le cose:
«Se lo ritroverete scoprirete che non era poi così bello».


4 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Insomma, quella del libraio è proprio una vitaccia! :)
E questo a prescindere se Murphy o non Murphy. :P

Maxciti ha detto...

@Nick: a me, in fondo, piaceva. Peccato che sia un mestiere ormai senza futuro : (

Salomon Xeno ha detto...

La legge di Bremen mi ha fatto prendere parecchie cantonate! E se infastidisce il lettore, probabilmente può fare impazzire un libraio.

Maxciti ha detto...

@SX: dev'essere come per gli spettatori di un'incidente incapaci di fornire tutti la stessa versione. Qualcosa di molto profondo nella nostra umanità... In ogni caso la legge di Bremen colpisce anche me quando cerco un libro in casa. Mai una volta che il colore o la forma di una copertina siano quelli che ricordavo.