27.5.15

La prima parte della Corrente


L'avevo promesso ed eccomi qui.Cercherò di fornire una piccola guida ai mondi della Corrente stendendo una loro piccola storia.
C'è un problema non piccolo da sottolineare, prima di iniziare. Il fatto che, da un punto di vista strettamente realistico, non esistono né presumibilmente esisteranno in un tempo ragionevolmente vicino, navi stellari in grado di condurre l'umanità da un sistema stellare all'altro in tempi compatibili con la durata della vita umana. Perlomeno sulla base delle attuali conoscenze. 
Ma...
Esiste sempre un "ma" negli scritti di un autore di science fiction. Partiamo quindi da due libri tutto sommato preziosi nel tentativo di costruire un mondo dove i viaggi insterstellari in tempi ragionevolmente rapidi siano fattibili. Brian Greene in La realtà nascosta [2011] postula l'esistenza di infiniti universi paralleli al nostro, tema affrontato anche da John D. Barrow nel suo Libro degli universi [2011]. Diciamo che non è teoricamente impossibile immaginare un universo 2 dove la c non sia pari a 300.000 km/sec ma abbia valori molto più elevati. Sicché, sempre da un punto di vista teorico, è concepibile un tipo di nave stellare in grado di trasferirsi nell'universo 2, percorrere in tempi rapidi una distanza pari ad alcuni anni luce e rientrare nel nostro universo, l'universo 1, dopo un mese o poco più, senza problemi relativistici. 
Ovviamente esistono un'infinità di problemi anche in un'ipotesi tanto palesemente campata per aria. Il punto di contatto con l'universo 2 - o con tutti gli universi paralleli - e la possibilità di scegliere esclusivamente quello, la struttura di una nave in grado di sopportare un viaggio di questo genere e così via. Basti pensare che in un immaginario  universo 2 - ma nemmeno troppo immaginario, secondo Greeene e Barrow - una costante c con valori molto più elevati comporterà diverse controindicazioni per la vita a base carbonio... ma io sono uno scrittore, non un fisico, quindi posso metaforicamente lavarmene le mani e immaginare che intorno al 2050, nel corso dei normali viaggi di trasporto minerali all'interno del sistema solare un cargo senza personale a bordo scompaia in un punto a nel tratto tra Saturno e Urano.  Entro un paio d'anni l'umanità si trova così a disporre di una finestra (lo so, c'è anche in Interstellar, ma in sf non penso si debbano condurre gare a dire «io l'ho detto prima»), in grado di condurla virtualmente ovunque. Ci vorranno altri anni per giungere a un prototipo di nave stellare e una serie di esperimenti condotti con animali «potenziati», ovvero resi artificialmente semisenzienti [*], con diversi tragici fallimenti, per giungere a definire le prime rotte interstellari. 
Ma alle missioni ufficiali fanno seguito missioni che di ufficiale non hanno proprio nulla. Molta gente se ne vuole andare dalla Terra [**] come racconta Witold Kremer qui ed è disposta a investire molto denaro - o tutto il denaro di cui dispone - per raggiungere uno degli altri possibili pianeti. È la Diaspora, ovvero la fuga dell'umanità dalla Terra. 


È il tema della dispersione dell'umanità, dei tanti errori di tragitto, di destinazione, di obiettivo, in genere chiusi con la scomparsa dal nostro universo, ma che, in qualche caso, ha condotto a ciò che racconto in Castelli sulle nubi ovvero una comunità perduta che qualcuno - Diogene, ovvero il Servizio di collegamento comunità umane o Sercucù nel gergo degli spaziali - si prende il disturbo di recuperare o di assistere.
Ma il recupero degli umani dispersi non è l'unico problema di coloro che hanno abbandonato la Terra. E, reciprocamente, la Terra non ha solo il problema della Diaspora. Tra i pianeti via via popolati è soltanto dopo una cinquantina d'anni che cominciano a comparire forme di governo che ricercano contatti e rapporti con gli altri. 


Le origini dell'Udienza, il primo nucleo della federazione dei Mondi Umani e madre della Corrente non sono ancora del tutto note. Zaaditi, Softouch, Cremisi, Torvald Arnesen, Tsa-Lagi, Il Cerchio Solare… i primi nomi che gli vengono in mente della complessa e caotica storia della nascita di Udienza. (Da Una questione di tempo).
Ma i problemi interni delle comunità umane nate dalla diaspora non sono né piccoli né di breve durata. Dopo all'incirca un secolo dalla nascita delle comunità oltresolari si sono create alcune strutture più o meno definite. L'Udienza:

Udienza: La principale confederazione# di sistemi abitati dalla specie homo sapiens sapiens. Ne fanno parte il sistema di Xiao-Metropolis# del pianeta doppio Harbourg#, del pianeta Via d’argento#, del pianeta Smeraldo#, di Bia# e di altri cinquantasette sistemi diffusi in un’area di 2352 anni luce (da Settembre)
I Pianeti Credenti:


Pianeti Credenti: con il quale sono indicati i mondi coordinati nel Cerchio mistico# e che costituiscono una struttura politica autonoma. Ne fanno parte a pieno titolo ventisette sistemi# mentre altri tre sistemi - La Comune, Dharma e A-Topia - pur facendo parte dell'entità politica federale ed essendo rappresentati nel Cerchio mistico non aderiscono a nessuna organizzazione religiosa e non aderiscono alla Dieta Utopia, organizzazione religiosa sovrasistemica#. (da Settembre)
e oltre a queste due principali strutture altre strutture minori: lo sciame degli Zaaditi, L'idea di Tsa-Lagi e il collegamento dei mondi federati nei Nuovi Insediamenti
L'Udienza è la location dove si svolge Il perdono a dio, racconto lungo - o forse romanzo breve - vincitore del premio Omelas nel 2002. Dove si constata che esiste un problema non piccolo nelle comunicazioni via substrato [***].
Nello stesso periodo i Pianeti Credenti, gradualmente integrati nell'Udienza a creare le basi della futura Corrente, sono alle prese con un problema simile. Lo presento in Luna lontana, altro romanzo breve. Protagonista di Luna Lontana è un ragazzo che sogna la luna e vi appare per la prima volta HundAlexis, il lupoide che sarà protagonista di Una questione di tempo.

Ovviamente so che Iron Sky è un film, ma per rappresemtare l'estrema destra qui mi sembra ottimo

Ma anche sulla Terra avvengono profondi cambiamenti. La presa del potere dell'estrema destra negli anni della Diaspora ha determinato un mutamento profondo della politica terrestre. È nata la Triade, ovvero l'insieme delle comunità di Terra, Luna e Marte e la Terra stessa ha mutato nome, diventando Interra (da Redire in Terra, nome del movimento radicale di destra al potere), mentre il latino, riesumato dapprima nei paesi di lingua neolatina, viene poi adottato come linguaggio universale. Questo determina la nascita di una politica di intolleranza nei confronti degli emigrati, con attacchi ai pianeti umani e bombardamenti di aree abitate. È questo il tema di Un rifugio a Baba Yaga, racconto breve con protagonista una gattoide dotata di particolare fantasia, e che presto pubblicherò su Amazon.it. Ed è anche il tema di Settembre, romanzo in fase di preparazione e che pubblicherò non appena terminato il lavoro di revisione. Qui ad essere attaccato è un pianeta ma gli invasori non vestono i panni degli uomini di Interra ma quelli di un gruppo di fondamentalisti religiosi dei quali scrivo, nella prefazione, ciò che mi ha colpito di loro. 

la rabbia idiota e supponente, la vanteria del gesto brutale, la superbia immotivata di chi ne fa parte e di chi lo sceglie e il calcolo cinico di chi li sostiene e li finanzia.

Che, non casualmente, sono anche le caratteristiche dell'ISIS:
  ...E per questa volta mi fermo qui. La prossima volta presenterò la nascita e la crescita della Corrente.  
    

[*] È il caso di dire che la tecnologia dei tranx (o moreauviti o zoogeni) è nata in quegli anni? Credo di no. 

[**] Difficile pensare che la Terra sia divenuta più giusta e democratica negli anni che verranno. Più facile pensare che le grandi holding multinazionali siano divenute anche più rapaci, più potenti e più diffuse. Anche fuori dal globo terrestre.    
[***] La comunicazione via substrato probabilmente meriterebbe un'intera puntata di questo speciale dedicato alla Corrente. Il fatto che sia possibile una comunicazione istantanea è evidentemente un enigma al quale posso rispondere con una semplice notazione: microbuchi neri, peraltro previsti dalla teoria quantistica. 

6 commenti:

Paolo ha detto...

La comunicazione interstellare è, in prospettiva, un problema più grave dello stesso viaggio interstellare (e, per esempio, è tranquillamente ignorato nell'universo di Star Trek, se non ricordo male). Nell'universo dei miei racconti la rete galattica di wormholes fornisce l'infrastruttura sia per il trasporto che per la comunicazione fra i sistemi planetari collegati: in orbita intorno ai Nodi ci sono ripetitori a larga banda. Non si tratta però di comunicazione istantanea: anche se i wormholes "sembrano" lunghi solo alcune migliaia di chilometri, i punti di ingresso della rete distano alcuni miliardi di chilometri dalle stelle e dai pianeti abitabili. Anche così è una bella forzatura rispetto alla fisica attuale, sebbene studi teorici come quelli di Serguei V. Krasnikov lascino intravedere la possibilità di costruire wormholes anche su distanze relativamente brevi.

Nick Parisi. ha detto...

Finora sembra interessante il tuo Universo letterario.
Diciamo anche che si notano molte influenze letterarie in primis quella del tuo amato Banks.

Massimo Citi ha detto...

@Paolo: dedicherò uno spazio alle comunicazioni superluce nel prossimo post o in uno dei successivi. Comunque hai ragione, la comunicazione negli "Imperi stellari" è uno dei temi di principale difficoltà, anche narrativa

Massimo Citi ha detto...

@Nick: temo di sì, che Banks si possa cogliere senza difficoltà. D'altro canto una delle migliori caratteristiche di Banks è l'assoluta amoralità del suo universo umano, una caratteristiche che - sarà l'educazione cristiana ricevuta - mi ha sempre profondamente colpito.

Lerigo Onofrio Ligure ha detto...

Messere,
Il menestrello è in trepida attesa del seguito di questa storia della storia, perché sembrerà strano ma è difficile scriverne senza ricadere in una didascalica cronologia priva di contesto.
Anche il menestrello si accoda al prode Paolo facendo notare che il problema della comunicazione interstellare è persino più complesso del mero viaggio (o ha la stessa complessità), tanto che persino autori come Card o Le Guin hanno scritto romanzi che vertevano solo su tale concetto.

In ogni caso, il menestrello attende con trepidazione la seconda parte :)

Massimo Citi ha detto...

@Menestrello: "una storia della storia" è un ottimo modo per definire questa buffa storia di un capriccio della fantasia che ha preso l'aspetto di una possibile storia futura. Comunque a questo punto è probabile che dedichi la prossima puntata al problema della comunicazione interstellare, devo solo recuperare un minimo di bibliografia. Non è escluso ce la faccia già domani mattina, anche se non posso giurarci.