22.1.13

C'è posta per te!


È quasi un anno che ho chiuso la libreria e più o meno un mese che ho chiuso la società con la consegna degli ultimi due bilanci, ma naturalmente arriva ancora posta al nostro vecchio indirizzo. Posta fisica, non le solite e-mail che continuano ad arrivare sul vecchio indirizzo della libreria e che, suppongo, continueranno ad arrivare anche dopo la chiusura del sottoscritto.
Ieri pomeriggio mi ha scritto il cortese giovincello che ora presiede il mio ex-spazio in via Ormea 69 comunicandomi «l'arrivo di posta». Dal momento che uno è solo relativamente certo di aver chiuso tutti i conti ancora aperti è stato con un certo patema d'animo che stamattina ho tapinato fino alla mia ex-sede - con relativi maldipancia e malinconie - per ritirare il faldone: sette-otto buste più o meno farcite più qualche lettera. Nessuna Racc.Ric.Rit. nè atti giudiziari o sanguinose minacce. L'avviso che non ho più la carta di credito (ma va?), che non ho più un conto corrente (eh, già), che il negozio non ha più l'autorizzazione alla vendita ma si può fare ricorso scrivendo a Tizio de'Tiziis presso il comune (non me lo sogno nemmeno) e infine un sondaggio rivolto alle imprese di cui la sua che ho fatto volare nel primo cestino. Le sette-otto buste ovviamente contenevano... libri. Calma, non ho scovato un sistema per risparmiare i soldi per i libri nei prossimi tre mesi. I libri che mi arrivavano - e evidentemente mi arrivano - in libreria, indirizzati alla CS o alla rivista LN-LibriNuovi sono i libri degli autori bradi, che dimostrano ancora una volta tutto il loro amore per me. «Con cortese richiesta di recensione», c'è scritto - fisicamente o idealmente - su ognuno di loro. 
«Beh, adesso piantala di prenderli in giro.»
Il mio SuperIo non è sempre così bastardo come lo presento. Ma nemmeno io lo sono, intendiamoci. Da un certo punto di vista mi fa persino piacere aver ritrovato questo legame con la mia vita precedente. Adesso ho più tempo, più occasione di leggere con maggiore attenzione, maggiore possibilità di... Vabbé. Lasciando perdere per un attimo i quattro volumetti ricevuti da un editore toscano, dove balenano nomi come Robert Musil e Antonin Artaud e c'è un libro di poesia scritto da Catherine Pozzi – morta per eccesso di oppiacei nel dicembre del 1934 - Nyx e altre poesie, che consiglierei a chiunque, passo agli altri tre: due editi da Scrittura Creativa edizioni e uno stampato da Pezzini editore, Viareggio. Vittoria e altre storie di volo, è il titolo di quest'ultimo, accompagnato da un biglietto manoscritto vergato su cartoncino ecru: «[...] scriverne può arginare l'ondata di volgarità che si respira ogni giorno. Confidando in una vostra segnalazione...». Si tratta di tre racconti, uno lungo e due brevi per un centinaio di pagine, preceduti da una premessa e seguiti da una postfazione. Aggiungere parole alle parole non sempre serve, mr. Autore, ma comunque conto di leggere il suo libro, nonostante la minacciosa presentazione che appare sul risguardo della prima di copertina: «ha pubblicato... ha diretto... ha collaborato...».


Le edizioni Scrittura Creativa mi sono tristemente note, ma cerchiamo di non perderci d'animo. Il primo volumetto conta più o meno 140 pagine, delle quali, però, soltanto le dx hanno un testo, un massimo di una ventina di righe/facciata. Tratterebbesi, comunque, di un diario di viaggio, di un viaggio - si suppone - immaginario, metafisico, scandito di tre o quattro citazioni a pagina, scritte con caratteri più piccoli e con nomi come (pesco a caso): Hoeg, Tabucchi, Rimbaud, Quasimodo, Saramago, Marinetti... e qualche parola che indica (senza punteggiatura) angoscia, solitudine, alienazione, brivido estetico, eccetera. Insomma, un libro indiscutibilmente impressionante. Per ricordarlo basterà un un frammento della sua ansia di vivere: «Odore di pizza coi funghi, desiderio di fughe serali». 
La cosa interessante è che l'autore di cotanto capolavoro è anche il prefattore della silloge poetica dello stesso editore, della quale / non dirò / nulla. Insomma, un'aria di famiglia, un aiutati che Io ti aiuto, una mano lava l'altra e tutte e due lavano il collo. In prima di copertina di entrambi i libri un piccolo biglietto, nato da una stampante, con nome, cognome e indirizzo dell'autore. Ho capito. Avete presente quando firmate un contratto per un'edizione a pagamento (vostro) e l'editore promette solennemente che «invierà copie del vostro pregevole volume a tutti i critici e alle riviste letterarie»? Ecco, LN-LibriNuovi è tuttora nell'elenco delle riviste letterarie italiane e, conseguentemente, si becca dritto dritto il capolavoro di giornata. Ovviamente leggere o commentare i volumetti in questione servirebbe giusto al proprietario di questa «casa editrice» per vantare onorificenze immeritate. Quindi, mi dispiace, gentili Andrea e Pierluigi (non è Bersani, giuro), anche se avete pagato e - sorge il dubbio che in fondo in fondo crediate che tutto e tutti abbiano un prezzo -, non recensire le vostre sudate carte è un dovere civico. 
Ecco, siamo partiti dalla malinconia dei libri a un indirizzo inesistente e siamo giunti all'editoria a pagamento. Alle volte sono io per prima a stupirmi del mio modo di vedere il mondo. In ogni caso, amici e amiche che passate prendete nota del nome dell'editore: Scrittura Creativa Edizioni, Borgomanero (Novara). Nel caso avanzaste un manoscritto e un tot di euro... 


6 commenti:

Irene Vanni ha detto...

Era già nell'albo nero...

Nick Parisi. ha detto...

Che tristezza l'editoria a pagamento. Comunque, le Edizioni Scrittura Creativa non le pubblicizzerò mai, giusto per continuare con i doveri civici. ;)

Maxciti ha detto...

@Irene Vanni: un albo che dev'essere piuttosto ampio, suppongo. D'altro canto non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Maxciti ha detto...

@Nick: l'editoria a pagamento è in realtà più o meno ovunque, anche dove non ti aspetti. Una parte delle novità di un grande editore che sta a Segrate - tanto per dire - vengono stampate con contratti in deroga che «accettano» un contributo da parte dell'autore ai costi di marketing per la promozione del libro. Certi uomini di spettacolo o certi politici i cui libri appaiono in libreria e ti chiedi: «ma questo chi lo comprerà mai?», hanno il semplice scopo di far apparire il personaggio, fortunatamente a spese sue. O forse, visto il problema dei costi della politica, a spese nostre.
Scrittura Creativa fa la stessa cosa ma necessariamente con più evidenza. In questo modo infila lo sciagurato autore - colpevole o incolpevole - nello stesso limbo dal quale il poveretto faticherà a evadere.

Salomon Xeno ha detto...

A me piace la pizza coi funghi! :D

Maxciti ha detto...

@SX: perdinci, è una delle mie pizze preferite. Ma non mi aspetto che tutti debbano pensare: «Dio, com'è fico che gli piace la pizza ai funghi!» o «Dio, che orrore, io odio la pizza ai funghi!» È un problema di miopia selettiva per la quale ciò che scrivi merita la massima attenzione mentre ciò che scrivono gli altri non merita nulla.