28.12.11

La (troppa) quiete dopo la battaglia



Siamo al secondo giorno dopo il termine delle vendite e mai la parola «termine» si è rivelata così appropriata. 
Questo è il secondo giorno a presidiare la libreria e i libri venduti si contano sulle dita di una mano. In compenso sono arrivati i titoli regalati per errore. Pochi, per la verità, come è tutto sommato normale visto il volume delle vendite. 
In questi due giorni ho approfittato per la (scarsa) animazione per dare un'occhiata un po' più attenta ai libri venduti. 
I titoli «in testa alle vendite», detto per eventuali interessati, sono stati, più o meno nell'ordine: Il quaderno di Maja, di Isabela Allende, Il silenzio dell'onda di Gianrico Carofiglio, Il gioco degli specchi di Andrea Camilleri e Aldo Cazzullo con La mia anima è ovunque tu sia. Seguono Geda con il suo L'estate alla fine del secolo, Concita De Gregorio con Così è la vita, Erri De Luca con I pesci non chiudono gli occhi e Murakami Haruki con 1Q84. Il primo libro di saggistica è abbastanza indietro ed è Meno è Meglio di Maurizio Pallante seguito da Beni comuni. Un manifesto di Ugo Mattei. Interessante notare che il libro di Pallante costa 14,00 euro e quello di Mattei 12,00 euro. 
Tutto a posto, in apparenza. 
Ma niente in ordine.
La presenza dei piccoli e medi editori nel totale delle vendite  è nettamente più bassa. Come dire - e questa era anche la mia sensazione di un paio di sere fa - che al di là dei titoli citati e di un'altra trentina scarsi, gli altri titoli sono stati bellamente snobbati dalla clientela. 
Un Natale che non è stato vissuto come un'occasione per arricchire (culturalmente) se stessi oltre che gli altri, ma semplicemente come una stupida corvée da sbrigare prima possibile e cercando di risparmiare quanto si può.
«Sentile, le lamentele del commerciante».
Già. È possibile. 
Ma uno degli scopi del mio lavoro è quello di indurre in tentazione, creare occasioni, suggerire incontri, avanzare proposte audaci. Offrire un libro di ISBN, Marcos y Marcos o Derive e Approdi, sperando che il cliente lo preferisca a Bruno Vespa o a Isabela Allende. 
Quest'anno nulla del genere. Pochi consigli, pochi soldi e troppa fretta. 
Posso consolarmi che i miei best-seller preferiti, I piatti più piccanti della cucina Tatara di Alina Bronsky e Una storia crudele di Natsuo Kirino non sono andati troppo male. Ma è davvero una consolazione di breve durata.


Natsuo Kirino





7 commenti:

cily ha detto...

Post amarissimo!
Per niente incoraggiante.
Io a volte mi riconsolo pensando che questa Italia si risolleverà perchè le coscienze si risveglieranno e invece...a quanto pare il tentativo di narcotizzarsi sempre di più è comunque il primo tentativo da parte di molti.
In questo senso il tuo lavoro deve essere davvero frustrante, un po' come lo era per mia mamma insegnare matematica gli ultimi anni.
Ragazzi svogliati e intelletti addormentati. Assenza totale di curiosità e voglia di sperimentare.

Ma io credo che sia una fase.
Davanti alle cose brutte (e questo 2012 che arriva spaventa più di tanti altri anni!) la reazione più frequente è quella di dire, "non è vero. Adesso chiudo gli occhi e quando li riapro è tutto a posto".
Poi li riapri e vedi che non è cambiato niente e quindi magari ti rimbocchi le maniche e ti tuffi nelle cose per quanto sgradevoli.

Secondo me la scelta del libro banale è stato proprio un negare, un voler restare al margine e non voler svegliare altri che si hanno accanto.
Mi è piaciuta tantissimo la descrizione che hai dato del tuo lavoro.

...indurre in tentazione, creare occasioni, suggerire incontri, avanzare proposte audaci.

C'è bisogno di questo ma prima occorre avere pazienza e aspettare che tirino fuori la testa dalla sabbia e capiscano che le cose non cambieranno da sole...
Allora vedrai che torneranno con un chiodo fisso in mente "perchè?" e tu sarai più che mai prezioso.
Speriamo che sia presto perchè non so quanto durerà ancora il tutto se non ci si mette tutti al lavoro per migliorare...

Cily

maxciti ha detto...

@cily: me lo auguro anch'io che sia molto presto, anche perché dubito che oltre un certo limite sia possibile resistere e continuare il mio lavoro.
Sono d'accordo, sarebbe ora che la gente si rendesse conto che le cose sono cambiate e che non si può continuare a rileggere l'ennesima riscrittura di un testo più o meno consolatorio o ovvio, come uno struzzo che a ogni rumore infila la testa più a fondo nella sabbia...

cily ha detto...

Ahhh tra le altre cose...segnate le tue due segnalazioni...
Un giorno farai un post con i tuoi 5 titoli preferiti che so...del 2011?

Cily

Nick ha detto...

Dai amico mio, prima o poi dovranno cambiare le cose. Almeno mi auguro.

maxciti ha detto...

@cily: è possibile. Anche se non credo molto alle «top 5» o simili. Comunque posso anticiparti altri titoli meritevoli di attenzione, secondo me.
La città & la città di China Mieville (Fanucci); Purchè una luce sia accesa la notte di Patrizia Zappa Mulas (Et al.); La città degli angeli di Christa Wolf (e/o); Mama Tandoori di Ernest Van der Kwast di ISBN e almeno uno dei gialli firmati da Qiu Xiaolong, se non altro perché il personaggio, così «attentamente distratto» mi piace parecchio.

maxciti ha detto...

@Nick: grazie di cuore per l'incoraggiamento. Ma il mio post non voleva essere poi così depressivo. Semplicemente volevo far presente ai quattro gatti che mi leggono qui che i piccoli e medi editori hanno bisogno che qualcuno si preoccupi di loro, che la semplice «presenza» in libreria non ha nessun peso sull'andamento commerciale. Un argomento poco gradevole per i giovani autori, me ne rendo conto, ma che può risultare utile : (

cily ha detto...

GRAZIE per questi titoli...
Ogni tanto quando voglio staccare dai libri di genere ammetto di essere sempre un po' spaesata e scoraggiata dal dover rimestare nella immondizia editoriale.
Questa lista la terrò cara.
E chissà, magari passo qualche idea anche alla mia mamma ipercritica ma di bocca buona! :)
Grazie moltissimo!

Cily