22.5.15

Il filo della Corrente



Arriva anche il momento nel quale, dopo aver scritto non poco, qualcuno si alza e chiede: «Sì, va bene, ma tutta la storia com'è?».
Mi è capitato con uno dei lettori della versione beta di Settembre che, una volta terminato il romanzo e dopo un certo numero di rilievi e di commenti ha sottolineato come fosse, magari, opportuno inserire uno specchietto, una tabella, qualcosa, insomma, che permettesse di capire quando è avvenuta la storia raccontata, più che altro per il legami che non mancano con altri parti del ciclo e che non sempre si ricordano perfettamente. 
O che si ignorano.
Questa volta ho cominciato a pensarci seriamente, debbo ammettere, tanto più che aumentando il numero di lettori (da 16 a 22, più o meno) e le recensioni (ad ALIA), con Marco Corda che ha detto de La farfalle e le zanzare: «parte di una più vasta e ahimè frantumata space opera», forse è venuto il momento di cominciare a creare un baedecker per i lettori. 
Ho iniziato stamattina, enumerando brani e frammenti e arrivando a stabilire che dal 1987 (!) a oggi ho scritto 12 brani - sempre non me ne vengano in mente altri - che riguardano il ciclo della Corrente, esattamente 2 romanzi lunghi (+ di 200 pagine), 2 romanzi brevi (- di 200 pagine), 3 racconti lunghi (+ di 50 pagine) e 5 racconti brevi (- di 50 pagine). Di questi i testi pubblicati in ALIA o pubblicati in forma elettronica sono nove, restando esclusi dalla pubblicazione tre romanzi: L'ultima stella [1987], che sto ribattendo in questo periodo, Settembre [2015], che è in fase di revisione e che uscirà prima dell'estate in forma di e-book e Un problema di tempo [2007], volume sulle trecento pagine.
La successione degli eventi nei testi è relativamente lineare, credo, ma mi rendo conto che mancando un romanzo centrale come Un problema di tempo non è né facile né pratico ricostruire la storia della Corrente. Quindi prendo pubblicamente due impegni: 
1) pubblicare su questo blog, in una o due puntate la storia della Corrente per i miei 22 lettori.
2) pubblicare entro l'anno  o, nella peggiore delle ipotesi, con l'inizio del nuovo anno Un problema di tempo in forma elettronica e successivamente in forma stampata.
Per il momento mi limito a pubblicare il testo posto prima dell'inizio di Un problema di tempo, che, se non altro, presente la Diaspora, ovvero la dispersione della specie umana nel cosmo.  Un testo lungo per un blog, lo so, ma che potrò usare come riferimento in altre occasioni.
Comunque recuperando tutti i brani dispersi in giro mi sono reso conto quanto è lungo e complesso il ciclo della Corrente e anche che individuare un «filo della Corrente» non è troppo facile né veloce. Ma, d'altro canto, sono poco meno di quarant'anni che scrivo - tra l'altro - della gente della Corrente, inevitabile che risulti un po' lungo...


...

[…] La sterilità dei laghi dell’Antartico era ormai un ricordo, l’ultimo sogno di verginità per la Terra. L’appuntamento era vicino a un’installazione clandestina, sulle rive del lago Concordia. Grigio sporco, nero e sabbia: i colori dell’Antartico erano quelli. Grigio sporco del ghiaccio in ritirata ormai da quasi un secolo, nero di rocce e di sabbia pallida e fradicia il terreno che ne emergeva. Il lago era in fondo a una conca naturale, rotondo, nero e immenso. La nave se ne stava rinchiusa in un grande hangar dal tetto incatramato. Ci portarono a vederla. Aveva la forma antiquata di una gigantesca saponetta. Qualcuno ci disse che era perfetta per un passaggio senza problemi e senza rischi.

Dei rischi ne sapevamo qualcosa. Io, poco. Mi bastava sapere che la morte sarebbe comunque stata rapida e indolore. Più che di morte si sarebbe dovuto parlare di scomparsa dall’universo 1. Ma queste cose riguardano i tecnici, non me. Anche questa storia è soltanto una come miliardi di altre. Siamo stati miliardi ad andarcene, nel giro di pochi anni. Sulle saponette.

«Curvatura gravitazionale», «Effetto tunnel», «Improbabilità», «Microbuchi neri». Ne ho sentito parlare come tutti, ma mi lasciavano indifferente. Io volevo andarmene di lì, come tutti.

Abbiamo dormito nell’hangar. Non ci sono alberghi vicino al lago Concordia e comunque non avremmo avuto i soldi neppure per una notte. Avevamo speso fino all’ultimo centesimo per il nostro passaggio per le stelle. Niente polizia né esercito né divise: l’Antartide è fuori da giurisdizioni e leggi. Una benedizione, per noi migranti, ma anche per i trafficanti d’uomini.

Svegliandomi potevo vedere la nave illuminata dalle luci al sodio. Scura e rotonda come la custodia di qualcosa di molto prezioso.

Era la Diaspora, ma noi profughi non ne sapevamo ancora il nome.

[…]

È passato un mare di tempo da allora.

È passato il tempo del Caos, poi quello del Cerchio Solare Quando Torvarld Arnesen se n’è andato è venuto il momento dei mondi dell’Udienza. Ero diventato un cittadino, potevo accedere al sistema di collegamento tra i mondi – il substrato. Non solo: ero anche uno dei miliardi di proprietari di tutte le imprese fiduciarie dell'Udienza. Ne avevo sentito parlare. Del socialismo per azioni, intendo. Tutti eravamo azionisti per diritto di nascita e nessuno il proprietario. Avrei potuto partecipare alle assemblee di tutte le fiduciarie, proporre qualsiasi cosa e loro avrebbero dovuto discuterne. Così diceva la Carta delle Stelle Prossime votata sul pianeta doppio Harbourg, il sistema capitale dell'Udienza. Non ci sono mai andato, comunque. Avrei dovuto informarmi, sapere. Non sono il tipo, sinceramente.

Dalla vecchia Terra arrivavano navi cariche di bombe orbitali. Ci odiavano. Non potevano ammettere che ce l'avessimo fatta. Che un esercito di formiche partite per la disperazione avesse costruito qualcosa che assomigliava molto a uno degli imperi stellari immaginati dagli scrittori del Secolo delle Guerre. Forse è per questo che tutte le nostre navi portano il nome di un libro. Siamo tutti figli della letteratura, prima che del nostro pianeta.

Per ultima è venuta l'unificazione con i Mondi Credenti e siamo diventati tutti cittadini della Corrente. Noi umani, ovviamente. I Signori o le Guide. A combattere la guerra contro la Vecchia Terra sono andati i nostri quasi-fratelli OGM, i tranx, gli umanimali, i moreauviti.

Pace e prosperità.

[…]

No, non mi pare sia cambiato molto, in fondo.

Ma forse è soltanto l'età, a farmelo dire. Un semplice problema di tempo.

Ho avuto una vita singolarmente lunga, me ne rendo conto. Anche per lo standard di chi usa gli staminali sintetici. Nel computo della Vecchia Terra avrei quasi… beh, sì, duecento anni. Un bel numero, non è vero?



[da un intervista a Witold Kremer, il più anziano residente del pianeta Xiao-Metropolis]

 

  

5 commenti:

Lerigo Onofrio Ligure ha detto...

Messere il menestrello l'avrebbe chiesto prima o poi. Il fatto di essere un lettore incostante e sempre più claudicante (in termini di numero di pagine) ha limitato la richiesta, ma visto che è arrivata da altri non si può non essere contenti di avere una storyline :)

Paolo ha detto...

Caro Massimo, scrivendo una cronologia per raccordare storie scritte in tempi diversi si scoprono molte cose interessanti. Quella su cui sto lavorando ha come perno gli eventi narrati o suggeriti in "Dialogo all'Uscita del Nodo". Novembre 2054: il Nodo vicino al Sole collassa. Quello di Alfa Centauri diventa instabile e implode poco dopo. Il punto d'ingresso alla rete galattica più vicino al Sole ora è Tau Ceti...

Massimo Citi ha detto...

@Menestrello: e una storyline avrai, l'ho promesso ;-)

Massimo Citi ha detto...

@Collegare con una cronologia i pezzi già scritti può essere molto pericoloso. Saltano agli occhi le possibilità allora non viste e le suggestioni per ulteriori narrazioni. Meno male che a un certo punto si tirano le cuoia o si è troppo rimbambiti per scrivere ancora.

Paolo ha detto...

Sono consapevole del rischio... Infatti dal mio progetto ho escluso un romanzo breve che mi piaceva perché era un esperimento curioso: la vicenda era narrata e commentata in una prospettiva storica dai due personaggi principali del ciclo narrativo in base ad antichi testi e registrazioni. Era troppo dispersivo, un prequel del prequel che tutto sommato merita di essere lasciato all'età del rimbambimento :-)