29.11.12

Un meme assassino


Eccomi qui, dopo che il buon (buon ?!?) Salomon Xeno mi ha tirato in ballo, istigato da una sua amica e motivando la sua scelta con la mia (pretesa) cultura, a dover compiere un omicidio letterario a spese di un buon libro e un buon autore per proporne uno di mio gusto. Il tutto per poter continuare un opinabile «gioco letterario». 

Sembro seccato? 
No, non lo sono. 
Ma debbo ammettere di dover combattere con la molesta sensazione di giocare con i libri e con i loro autori in un arguto e spossante gioco di società. Molto probabilmente una sensazione sbagliata, ma perché mai soltanto undici? Perché non 37 o 91, tanto per rimanere nel campo dei numeri primi? Non viene il dubbio che in questo modo, forzatamente, si finirà per fare il consueto gioco dell'attribuire un secondo premio Nobel, senza rischiare nulla inserendo un libro o un autore discusso o addirittura un libro di genere?
E poi i libri hanno tutti - beh, perlomeno quasi tutti - un loro peso specifico e una loro gravità, proprio come le stelle, e non credo che a nessuno verrebbe mai in mente di organizzare un campionato stellare enumerando undici stelle (Vega, Aldebaran, Alpha Centauri  B ecc. ecc.) e chiedendo di sostituirne una. 
La prima tentazione di chi ha una mentalità perversa e una profonda malignità intrinseca come il sottoscritto sarebbe quella di inserire CHA 110913-773444, subnana bruna poco più grande di Giove.
E nel mio caso inserire Mick Spillane, Alfred Elton Van Vogt o Fabio Volo.
Ma non lo farò.
No, no, se delitto deve essere che sia almeno veloce e relativamente indolore. 
Questa è la lista trasmessa dal malefico SX:

 1. Ingeborg Bachmann, Malina
2. Ira Levin, Questo giorno perfetto (This perfect day)
3. Ágota Kristóf, Trilogia della città di K. (Trilogie)
4. Elfriede Jelinek, La pianista (Die Klavierspielerin)
5. Joe R. Lansdale, In fondo alla palude (The Bottoms)
6. Ray Bradbury, Fahrenheit 451
7. Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit)
8. Virginia Woolf, Orlando (Orlando: A Biography)
9. Jeffrey Eugenides, Middlesex
10. Sandro Campani, Il paese del Magnano
11. Primo Levi, La chiave a stella

dalla quale lui ha tolto Christa Wolf, Medea. Voci (Medea: Stimmen), per inserire Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
Il mio problema, a questo punto, è quello di eliminare qualcuno per mettere al suo posto il libro da me prediletto. 
Lo ammetto, ho la tentazione di rimettere al suo posto Christa Wolf buttando fuori il primo che capita, magari il primo in ordine alfabetico di cognome, ma non mi pare serio. 

Cercherò di comportarmi da bravo bambino e inserirò un grande scrittore, autore di un libro che mi ha fatto compagnia per molti anni della mia vita. 
E lo farò di giovedì, dal momento che per il venerdì avevo altri programmi. O meglio, altri programmi possedevano me. 
Si tratta di Foto di gruppo con signora di Heinrich Böll (Gruppenbild mit Dame). Un libro che ha la curiosa caratteristica di fare compagnia, ovvero di intrattenere senza mai annoiare, proprio come un vecchio amico. Dopodiché ammetto di avere un'altro centinaio di papabili - uno per un motivo uno per l'altro, - ma la misura è di undici e a quello mi atterrò.   
In questi undici ci sono alcuni libri davvero notevoli, come La pianista di Elfriede Jelinek (non l'avete mai letto? Fatelo!), Malina della Bachmann o Trilogia della Città di K di Agota Kristof o Viaggio al termine della notte di Céline e altri libri in qualche modo più discutibili per svariati motivi. 
Mi ha onestamente sorpreso incontrare tra questi 11 il libro di Campani, Il paese di Magnano - un buon libro, d'accordo, del quale consiglio la lettura, come noma soltanto la seconda prova di un autor giovane (oltre tutto musicista, sia gloria a lui!) che avrà ulteriori ottime occasioni per scrivere un libro da consegnare ai posteri. Quindi lo tolgo senza troppi sensi di colpa, augurando nel contempo di tutto cuore a Campani un luminoso futuro. 

Il nuovo elenco è quindi: 

 1. Ingeborg Bachmann, Malina
2. Ira Levin, Questo giorno perfetto (This perfect day)
3. Ágota Kristóf, Trilogia della città di K. (Trilogie)
4. Elfriede Jelinek, La pianista (Die Klavierspielerin)
5. Joe R. Lansdale, In fondo alla palude (The Bottoms)
6. Ray Bradbury, Fahrenheit 451
7. Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit)
8.
Virginia Woolf, Orlando (Orlando: A Biography)
9. Jeffrey Eugenides, Middlesex
10.
Heinrich Böll, Foto di gruppo con signora (Gruppenbild mit Dame)  

11. Primo Levi, La chiave a stella 
 
E colui che sarà chiamato al prossimo venerdì al mio stesso penoso compito è Silvia Treves




10 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

La scelta si fa sempre più tosta....

Romina Tamerici ha detto...

Si tratta di un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo! E la catena continua...

Salomon Xeno ha detto...

Acc...Lo sapevo che avrei tolto un libro meritevole!
Secondo me non è tanto il problema del numero, quanto quello del criterio: cosa è significativo? E per chi/cosa? Se la quasi dozzina fosse tutta a carico di qualcuno, il criterio è uniforme e le scelte, anche discutibili, chiare. Se invece devi togliere un libro che, non so, condanna uno dei mali del secolo con un altro che ne è espressione (entrambi sono significativi) c'è uno scontro di criteri. Io mi sono pentito dopo un secondo di aver tolto Medea. Voci, perché ho intuito, scorrendo la trama, quale fosse la ragione del suo inserimento. Analogamente, magari avrei messo un altro di Levi ma non conoscendo il titolo in questione (e non avendo voglia di ripercorrere la storia dei post) ho preferito puntare sulla modalità "urto elastico".
Insomma, chapeau! per il tuo cappello introduttivo e tanti, tanti auguri a chi verrà.

Maxciti ha detto...

@Nick: infatti. Fosse per me potrebbe anche fermarsi qui, anche perché 11 autori in un secolo sono nulla.

Maxciti ha detto...

@Romina: non duro, eccessivo. Come dire alla gente del Titanic: ecco, c'è soltanto una scialuppa con undici posti. Ma questo è ovviamente un mio parere che non cerca necessariamente sostegno o sottoscrizioni.

Maxciti ha detto...

@SX: non preoccuparti, su un numero tanto ridotto era inevitabile finire con l'eliminare un buon libro. Il criterio non è stato enunciato - io in parte ho risalito l'albero dal quale è disceso l'elenco - e sinceramente non credo fosse facilmente dichiarabile. Puoi definire 11 libri che raccontano la tal cosa in quel dato momento, ma NON puoi mettere insieme undici libri per il secolo d'oro della stampa. Non puoi.

cily ha detto...

Meme interessante. Sono d'accordo con te sulla difficoltà mortale della faccenda e sono proprio curiosa di vedere come se la caverà Silvia.
Bellissimo il paragone dei libri con le stelle. Un modo davvero speciale di esprimere il solito concetto che ogni libro ha da dirci qualcosa.
Ma da un libraio ispirato come te non potevo aspettarmi qualcosa di diverso.

Come dici?Sei un EX libraio?Solo perchè non hai più una libreria non significa che tu non abbia più quell'indole e quel talento.
100 euro stropicciati e lavati in lavatrice sono sempre ancora 100 euro anche se hanno perso la brillantezza del loro colore originale.
Il tuo attaccamento profondo (terribilmente profondo) ai libri non te lo può togliere nessuno.

Iguana Jo ha detto...

Non sono un grande amante di questi giochini, che di solito ignoro bellamente.
Ma tu hai tirato fuori Foto di gruppo con signora dal cilindro, e hai scatentao una ridda di ricordi in questo povero lettore. E beh… ci tenevo a dirtelo :-)

È curioso come certi autori siano praticamente scomparsi dal panorama. Di Böll non si sente quasi più parlare, ma per me rimane un autore fondamentale. Ed è bello che qualcuno, ogni tanto, s lo ricordi.

Maxciti ha detto...

@Cily: da un certo punto di vista è praticamente inevitabile. Ho amato molto i libri e non ho smesso di amarli, tanto che fatico persino a scegliere tra loro. Aver fatto il libraio mi ricorda un po' lo stesso percorso che fanno gli ex-preti o gli ex-militari: hai fatto una scelta, da un certo punto di vista, totalizzante e non riesci - e non vuoi - liberartene.

Maxciti ha detto...

@Iguana Jo: non siamo in molti ad amare Böll, me ne rendo conto, ma un vero amore rimane comunque fedele. I motivi dell'oblio che sembra aver ingoiato il "nostro" autore sono probabilmente dovuti al fatto che nei suoi libri non ci sono soluzioni già pronte né emozioni preconfezionate. Quanto basta per amarlo, credo.
Quanto al meme, neppure io amo molto queste gare tra primi della classe, ma sono stato tirato in ballo da un amico e non potevo tirarmi indietro.