12.6.08

I mondi della Corrente

Non so se ho già detto che scrivo fantascienza...
Temo di sì, però. Pazienza, lo ridico.
Ne scrivo all'incirca da una trentina d'anni. Poco meno del tempo dedicato a leggerne.
È stato ed è un rapporto complicato, il nostro. Fatto di passione e desiderio ma anche di litigi, riconciliazioni, momenti di freddezza, incomprensioni, distacchi e noia.
Molti tendono a credere che per un appassionato di qualcosa, qualsiasi cosa faccia parte di quel «qualcosa» sia sempre e comunque bello, entusiasmante e perfetto. Naturalmente non è così. Esattamente come il desiderio e l'attrazione sessuale, la passione letteraria ha i suoi bersagli, le sue fissazioni e i suoi bollori. Si dovrebbe quindi dire più correttamente di essere appassionati di questo o quell'autore o quel tale sottogenere. Ma affermare che si è appassionati di Ucronia o di cyberpunk o di sf di speculazione religiosa o ancora di fantascienza catastrofica e di Space Opera ma soltanto se scritta da Tizio o Caio e via specificando risulta, oltre che inutile, anche piuttosto scemo.
Quindi mi attengo all'affermazione iniziale e mi dichiaro appassionato di sf.
Un genere ormai in via di estinzione, viene da dire. Perlomeno in Italia, dove la pubblicazione di novità nel campo della fantascienza è pratica sostanzialmente scomparsa. A presidiare il campo è rimasta l'immarcescibile «Urania» e Delosbooks - che pubblica in pratica soltanto racconti lunghi, oltre alla revenant rivista «Robot» - e poco più.
Tempo fa, nella primavera del 2003 vinsi un premio nazionale sostenuto da Amnesty International e dedicato a «Fantascienza e diritti umani». Nel 2002 tale premio era stato vinto da una certa Silvia Treves, non del tutto casualmente mia moglie.
Lo vinsi con un racconto lungo che in seguito pubblicai anche sul primo degli ALIA, titolo «Il perdono a dio» (il minuscolo non è un errore di battitura). Il racconto compare anche nelle pagine di Fantascienza.com. Volendo è anche stampabile. C'è soltanto un problema: forse per mia inettitudine informatica non sono mai riuscito ad andare - e temo non ci riescano nemmeno altri eventuali lettori - oltre pagina 18... con un «perch» sospeso nel nulla.
Quindi...
No, calma. Cercherò di andare in ordine.
«Il perdono a dio» non è un racconto isolato. Fa parte, infatti, di un più ampio «ciclo» di storie ambientate nello stesso universo, ovvero legate a una linea temporale cronologica coerente e a un paesaggio politico e sociale ben definito. Il ciclo (attenzione: faccio come gli scrittori di sf) si chiama «Ciclo dei Mondi della Corrente» e comprende, finora, oltre al racconto lungo già citato, un altro racconto lungo inedito («Luna lontana»), quattro racconti brevi (pubblicati in ALIA 2, 3, ALIA Italia 2007 e Fata Morgana 10) e due romanzi inediti. Uno dei due partecipa al premio Urania edizione 2008 - ed è quello più breve.
Per essere uno che nella vita deve lavorare per vivere e che scrive occasionalmente anche altro non è nemmeno poco.
Tutte le storie si svolgono sulla superficie di remoti corpi celesti (che Space Opera sarebbe, altrimenti?) e nessuna di esse sulla superficie del nostro pianeta.
In ordine strettamente cronologico «Il perdono a dio» è il primo (anche se l'ho scritto nel 2002) e il fluviale romanzo che non ho spedito al premio Urania è per il momento l'utimo (anche se l'ho finito di scrivere nel 1991).
A questo punto qualcuno potrebbe aspettarsi perlomeno una descrizione delle storie o dell'intero ciclo. Ipotesi di partenza, idee, intenzioni ecc. Ma presentarsi da soli è come mettersi in smoking per andare a letto, ovvero un'operazione che sta tra il patetico e l'assurdo.
Meglio, molto meglio offrire agli eventuali interessati la possibilità di leggere direttamente almeno alcune delle storie. A cominciare da «Il perdono a dio» che risulta amputato nelle pagine di Delos e non è più recuperabile in forma stampata visto che ALIA 1 è gloriosamente esaurito.
Penso sia una buona storia e sono molto affezionato alla protagonista, Verena, perché è una che si sbatte ma conserva il rispetto per se stessa. Come Liza la semiumana di «Un rifugio a Baba Yaga». O come l'OGM corvide RavenDivu di «Castelli sulla nube». O, infine, come il piccolo e cocciuto H-A di «Cieloverde».
Curioso che, a parte Verena, nessuno dei miei protagonisti sia completamente umano.
Penso significhi qualcosa su me stesso. Ma è meglio che non faccia ipotesi.
...
Per chi ha già scaricato qualcuna delle mie storie il percorso è sempre lo stesso. Andare sul link riportato in basso a dx nella pagina (http://mio.discoremoto.alice.it/altre_visioni) e aprire la cartella «Mondi Corrente». Vi troverà quatto file in .pdf contrassegnati, oltre che dal titolo, da un numero progressivo che indica la loro cronologia all'interno del ciclo.
Chi non ha mai scaricato nulla di mio, deve soltanto cercare sulla colonna a dx il titolo «Quante storie!». Subito sotto troverà il link.
Da dove proviene «Il perdono a dio» l'ho già detto. «Castelli sulla nube» proviene invece da ALIA 2. Chi volesse eventualmente leggere anche il resto dell'antologia si affretti a ordinarla presso il sito di ALIA: ne restano in tutto una dozzina di copie. «Un rifugio a Baba Yaga» arriva invece da ALIA 3, mentre «Cieloverde» è tratto da Fata Morgana 10,«Colori».
Nel caso di enorme successo e di lettori come se piovesse non escludo di pubblicare presto qui anche «Ola e Olb», il racconto pubblicato in ALIA Italia 2007.
Come nelle precedenti occasioni commenti, giudizi e critiche possono essere postati qui o inviati all'indirizzo di posta elettronica massimo.citi@virgilio.it.
A questo punto mi resta soltanto da augurarvi un «Buona lettura!»

7 commenti:

Simone ha detto...

Il "problema" della fantascienza che non vuole pubblicarci nessuno si risolve come ho fatto io: scrivendo d'altro.

Seriamente, è un peccato che il momento sia così negativo per il genere. Però davvero uno scrittore che ha qualcosa da dire può dirlo col fantasy, col thriller e con qualsiasi altro genere. Mi viene sempre in mente Kubrick quando faccio questo discorso, ma sono sicuro che ci sarebbero tanti altri esempi.

Ho anche visto il racconto sul sito della delos, evidentemente c'è qualcosa che non va. Hai provato a mandargli un'email?

Ciao, i tuoi post mi piacciono sempre molto!

Simone

Massimo ha detto...

Io adoro Liza, lo sai!
Oh, anche ALIA2 e' prossimo ad essere esaurito???

Fran ha detto...

Finalmente c'è di nuovo qualcosa di tuo da scaricare!
Me ne occuperò al più presto.

maxciti ha detto...

Per Simone:
Grazie dei commenti. Hai ragione, dovrei scrivere o telefonare a Delos, ma ho la sensazione che il mio racconto sia finito in una piega dello spazio-tempo inaccessibile ai normali strumenti umani.
A parte gli scherzi: il racconto è uscito da un pezzo e quelli di Delos hanno già moltissimo da fare. Non mi sembra il caso di dargli un motivo per raccontarmi qualche pietosa balla...
Scrivo (anche) altro anch'io. Ma amo la sf e ne scrivo comunque vada. Ci sono cose che penso si possano esprimere compiutamente soltanto con la fantascienza.
Per Maz: ALIA 2 è agli sgoccioli, è vero. Anch'io adoro Liza, come sai. Non so bene che cosa ne pensi lei di te, ma posso presentarvi, nel caso ci sia un seguito alla sua storia.
Per Fran: spero di accompagnare metaforicamente il tuo viaggio...

Massimo ha detto...

Beh, per rimanere nelle scritture interstiziali potremmo organizzare un bell'incontro tra Liza e Kitsu. Le nostre due signorine riunite insieme credo combinerebbero un discreto macello nella galassia degno delle Dirty Pair...

Fran ha detto...

Leggendo il primo pezzo del materiale ho scoperto di essere estremamente fortunata perché non solo conosco già "Cieloverde", ma ho dato un po' più di una sbrciatina ad un'altra parte della saga.

Quindi ho già stampato Il perdono a dio e mi appresto a portarlo con me per qualche giorno... per conoscere un'altra eroina.

Lo so che non si fa, e che non c'entra niente qui, ma ci tengo a ringraziare Max che mi procura le letture migliori per le mie vacanze.
A presto!

maxciti ha detto...

Bello avere dei lettori come Fran, ti fanno sentire utile a qualcosa.
È vero, a questo punto credo ti manchino - correggimi se sbaglio - «Luna lontana» e il mio primo-ultimo romanzo. Il mio primo-ultimo è stato in parte scritto con una macchina da scrivere (!!!) e quindi non è digitalizzato, ma Luna lontana lo è.
Diciamo che se non vinco (com'è probabilissimo) il premio Urania lo pubblicherò presto on line.