4.4.16

C'Mel ritrovata


Lo so. Ci sono sette libri sette che mi aspettano, nel senso che aspettano quattro parole di recensione schierati sulla mia scrivania. E altri due libri in lettura che, presto o tardi, si aggiungeranno all'elenco. E intanto io...
Sì. 
Ho riletto il mio personale Dio della Sera, Cordwainer Smith. 
...
Nato nel Winsconsin nel 1913, con il nome di Paul Myron Anthony Linebarger, era figlio di Paul M.W. Linebarger, avvocato e sostenitore del nazionalista cinese Sun Yat-Sen, leader dalla rivoluzione nazionalista cinese del 1911 che fu il padrino del piccolo.
Il giovane Paul crebbe in Cina fino a quando la famiglia non si trasferì prima a Parigi poi a Berlino, con il risultato che il giovane imparò a padroneggiare agevolmente sei lingue. 
Frequentò la John Hopkins University dove si laureò in Scienze Politiche e in seguito fu assunto alla Duke University dove insegnò fino al 1946. Reclutato come Sottotenente dall'esercito americano collaborò alla creazione dell'Office of War Information e fu congedato con il grado di colonnello. Nel 1947 andò a lavorare presso la School of Advanced International Studies dove fu professore di Studi Asiatici. In qualità di esperto dell'Estremo Oriente collaborò con l'US Army nel corso della guerra di Corea e con l'esercito britannico nel corso della rivolta in Malesia. Morì relativamente giovane, nel 1966. 
Paul Linebarger con la figlia Rosana, 1945.

Mentre era impegnato in millanta altre cose, Linebarger scriveva. Thriller con lo pseudonimo di Carmichael Smith, poesie con lo pseudonimo di Anthony Bearden e romanzi storici con lo pseudonimo di Felix C. Forrest. 
Nel 1945 pensò di tentare anche la strada della sf e inviò il suo primo racconto, Scanners Live in Vain alle principali riviste di fantascienza. Nessuno la volle e il direttore di Astouding Science Fiction, John Campbell jr. ebbe parole di elogio per lui ma la rifiutò. Il motivo? Così lo spiegano Clute & Nicholls in The Encyclopedia of Science Fiction, 1995, da Wikipedia edizione italiana:

La fantascienza di Smith era talmente innovativa da spiazzare i redattori, ma soprattutto non si accettava che venisse introdotta un'intera società di grande complessità senza che venisse spiegato niente, dando per scontati molti elementi, come se i lettori dovessero già conoscerli [1].

Non che Paul Linebarger avesse seri problemi di sopravvivenza. Docente universitario, colonnello della Riserva dell'esercito americano, consulente presidenziale, collaboratore della sezione sulla guerra psicologica americana, narratore (non di sf) di un certo successo, due volte sposato con un numero di figli che Wikipedia indica come "several", aveva tuttavia il pallino della sf e non di una fantascienza qualunque ma di una storia futura dell'umanità.



Ed è così che nasce la Rediscovery of Man, disegno fondamentale dei suoi racconti, un progetto della Strumentalità (the Instrumentality of Mankind), ovvero la struttura governativa dei mondi formata da una dinastia di umani immortali, i Lord della Strumentalità. Scopo della "Riscoperta dell'Uomo" è quello di restituire uno scopo all'esistenza dell'umanità tra diecimila anni, divenuta ricca, sfaccendata e vacua e che ha perso la necessità di combattere per sopravvivere. 
A fare da contraltare alla Strumentalità (divenuto "Il Grande Ausilio" nelle traduzioni di Ugo Malaguti) esiste il popolo degli Underpeople, tradotti come "sottopersone" in qualche racconto, "quasi-umani" in altri e "Omuncoli" in altri ancora, ovvero «animals modified into human form and intelligence to fulfill servile roles», in sostanza servitori dell'umanità, privi di diritti civili. 

«Ascolti bene, signor McBan. Noi siamo le creature dell'uomo. Per noi, voi siete degli dei. Ci avete mutati in esseri che parlano. si preoccupano, pensano, amano, muoiono. La maggior parte delle nostre razze erano amiche dell'uomo prima che divenissimo quasi-umani. [...] Siamo una potenza grande quasi come la Federazione dei Pianeti. Noi l'amiamo Rod: ma non perché è un ricco norstriliano, bensì perché la nostra fede di insegna ad amare il genere umano che ci ha creati.»

Questo è quanto dice E-telekeli («E» sta per eagle, aquila), uno dei Leader, spirituali e politici degli underpeople e il brano è tratto da L'uomo che regalò la Terra, Galassia 154, novembre 1971, trad. Gabriele Tamburini. 

Gli underpeople sono nella curiosa situazione di volere i diritti civili dagli umani e, nel contempo di amarli senza speranza e senza voler commettere alcun genere di violenza su di loro. Una situazione non facile che li spinge a organizzarsi come gli antichi cristiani — il segno del pesce più volte presente nei racconti di Smith — ma senza che questa insofferenza divenga mai ribellione nell'universo della Strumentalità.
Gli umani, dal canto loro, sono spesso creature grige, il più delle volte una sorta di coro silenzioso nel corso delle avventure dei Lord della Strumentalità e degli underpeople. Ed è la Strumentalità (o il Grande Ausilio, secondo Malaguti) il vero motore immobile dell'universo Smithiano, una struttura insieme dinamica e mistica, un insieme di individui che agiscono a titolo personale — sul modello di Lord Jestocost ne La ballata di C'Mel perduta (o G'Mel, sempre secondo la vulgata Malagutiana) — capaci di colossali, incomprensibili capricci e di sensibilità spinte all'eccesso. 
Norstrilia, un pianeta ricalcato sul modello della «vecchia Australia del Nord», è il centro reale del mondo di Cordwainer Smith, il luogo dove viene ottenuto lo stroon, ovvero l'elisir dell'eterna giovinezza che tiene in vita e in buona salute indefinitamente i Lord della Strumentalità: 

Il luogo? Il luogo è la Vecchia Australia del Nord. Dove, se non lì? Non esistono altri luoghi dove gli agricoltori pagano dieci milioni di crediti per un fazzoletto o cinque milioni per una bottiglia di birra.[...] La Vecchia Australia del Nord possiede lo stroon, la droga di santaclara, e migliaia di altri pianeti la invocano a gran voce. Ma lo stroon si trova solo su Norstrilia [...], in quanto si tratta di un virus che cresce su enormi, gigantesche, pecore deformi. 



È una caratteristica di Paul Linebarger accostare temi e approcci estremamente diversi, in questo caso l'immortalità e i virus di «enormi pecore deformi», in fondo nulla di troppo strano per un autore che ha inventato la Confraternita dei Ladri. Ma è il suo approccio alla narrazione in toto a richiamare la tradizione cinese dei Quattro Grandi Romanzi Classici, che dovevano aver fatto parte del suo programma scolastico.[2]
La tecnologia è una semplice comparsa nei racconti di Cordwainer Smith, una caratteristica tipica di autori particolarmente attenti allo scenario della vicenda, Jack Vance, Philip José Farmer, Frank Herbert, Ursula K. LeGuin, Roger Zelazny, Samuel Delany, Lloyd Biggle jr. e altri. Di assolutamente peculiare c'è il suo modo di raccontare:

[...] che spesso ripetono le cadenze ossessive delle ballate, e che sempre vengono narrate da un ipotetico narratore che si trova in un periodo futuro rispetto a quello della narrazione [...] l'effetto è sconcertante e splendido: l'impressione di un gioco di scatole cinesi , di un futuro nel futuro, qualcosa che è stato questo autore a inserire nella science fition. (Dalla prefazione di Ugo Malaguti a Sabbie, tempeste e pietre preziose, Libra 1971). 


Una formula che Cordwainer Smith conduce fino alle estreme conseguenze, consegnando al lettore il ritratto di un universo enorme, folle e spietato, dove gli Scanners — i "Controllori" nel racconto pubblicato da Fanucci nel 1972 — possono attraversare lo spazio soltanto a patto di una deformazione profonda della propria umanità.[3]
D'altro canto il mondo oltre il futuro di Smith regala una sensazione di buffa, assurda malinconia, un romanticismo crudo e disperato ma profondamente struggente come ne La ballata della perduta C'Mel, probabilmente uno dei migliori racconti di sf mai scritti. Non esiste pietà nel mondo della Strumentalità, esiste, in ultima analisi, soltanto il Tempo, il solo sincero giustiziere della storia umana
Come nell'antica cultura asiatica i confini di classe, di destino, di storia, di famiglia sono rigorosamente e scrupolosamente osservati  ed è compito del narratore trovare un modo per eluderli, spezzarli, interromperli anche solo un breve momento come Rod McBan, ne l'Uomo che regalò la Terra, che vive con C'Mel un rapporto onirico della durata soggettiva di mille anni mente per il mondo reale sono passate solo poche ore.


 ... 
Non è facile accostarsi all'universo di Cordwainer Smith, soprattutto in tempi nei quali ai lettori non si richiede particolare fatica. Invece credo che per avere qualcosa che vale bisogna accostarsi a un testo mettendo in conto una certa fatica, perlomeno iniziale. Come nel caso del Ciclo di Tito di Gormenghast — non a caso scritto da Mervyn Peake, nato in Cina solo due anni prima di Paul Linebarger e che ha frequentato le stesse scuole —, che non è facile accostare ma che ripaga il lettore con interminabili sogni. 
Ecco, Cordwainer Smith può fare questo per voi: risvegliare i vostri sogni e regalarvi un angolo di infinito, un angolo di Tempo nel tempo quotidiano
...
Cosa rimane della produzione già di per sé non enorme di Cordwainer Smith? 
Ben poco, all'apparenza. Smith ha scritto in tutto poco più di una trentina di racconti e un solo romanzo, costituito da due romanzi brevi, L'uomo che comprò la Terra e L'uomo che regalò la Terra, uniti dalla seconda moglie di Cordwainer Smith con il titolo di Norstrilia e apparsi in un Urania Classici uscito nel 1989, nella traduzione di Marco Pinna
Personalmente posseggo dell'autore un'antologia pubblicata da Fanucci nel 1972, L'astronave d'oro, che contiene otto racconti, Giù nei vecchi mondi, Fanucci 1975, che ne contiene altri otto, Sabbia, tempeste e pietre preziose, Libra 1979, che ne contiene altri quattro, due Nova SF che ne contengono uno ciascuno. Esistono poi nella mia libreria, anche se non più nelle librerie, i due tomi de Il ciclo della Strumentalità, curato da Gianni Pilo (...), 21 racconti in buona parte gli stessi delle altre antologie. .

I racconti di C.S. sono apparsi in diverse edizioni, curatele e traduzioni il che provoca inevitabilmente un po' di confusione, a partire dalla diversa traduzione di termini specifici
Presumibilmente si dovrebbe ancora trovare il volume Norstrilia, ripubblicato in Mondadori Classici Urania nel 2010. Quanto agli altri... beh, che il Grande Ausilio vi aiuti.



[1] Personalmente è un tipo di appunto che mi sono sentito fare più volte. Ovviamente la mia produzione è qualitativamente molto inferiore a quella di Linebarger, ma coloro che mi hanno fatto questo appunto non erano precisamente dei John Campbell jr. In ogni caso è evidente che inventare un universo non porta troppo bene.

[2] I titoli dei Quattro Grandi Romanzi Classici sono: Il romanzo dei tre regni di Luo Guanzhong, I Briganti di Shi Nàian, Il viaggio in Occidente (il re scimmiotto) di Wu Chengyen e Il sogno della Camera Rossa di Cao Xueqin. A questi è spesso aggiunto il Chin P'ing Mei, testo licenzioso ma, come scrisse Lu Xun, «Un romanzo di gran pregio».

[3] Gli «aurei» di Samuel Delany sono un buon esempio di piloti interstellari in qualche modo divenuti estranei alla propria specie (cfr. Il Buco tra le stelle da Robot 35, febbraio 1979).

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