12.12.13

Vita da assediato


Oggi è ritornato il mercato. Il mercatino rionale sotto casa. Lo so, può sembrare una sciocchezza ma non lo è. Dà una sensazione di una domenica assurda, improbabile, con la via sgombra e intorno il solito traffico da giorno feriale. Il primo giorno, lunedì, la sensazione era ancora più netta con praticamente tutti i negozi e i bar chiusi e, proprio come di domenica, di aperti c'erano soltanto i grandi supermercati. Ho vagato come i pensionati di zona, finendo per andare a far la spesa all'8 Gallery, ovviamente piena da scoppiare. 
Mia figlia all'università ha evitato per un pelo gli scontri in Piazza Castello ed è tornata a casa piuttosto sconvolta e non poco perplessa: «Ma chi kz sono questi?».
Già, chi sono?
Ultras calcistici, certo.
Fascisti di Forza Nuova e di Casa Pound, ovvio.
Disoccupati, commercianti rovinati, autotrasportatori alla fame, piccola delinquenza, sbandati assortiti, qualche grullino e qualche italoforzuto particolarmente confusi, naturalmente. 
Ma perché si sono uniti? Perché hanno deciso di cingere d'assedio Torino? E non solo Torino, naturalmente. 
E la loro unione che veri scopi ha? Uscire dall'Euro? Abrogare le tasse? Sentirsi padroni della città per pochi giorni? 
Il risultato è una città assediata, dove la gente gira con aria anche più preoccupata del solito, dove vedere un gruppo di persone che corrono provoca immediatamente preoccupazione, allarme, panico. La polizia, come negli anni '20 dello scorso secolo, tracheggia, esita, si mostra ma non combina molto. Lo so, la mia formazione ha qualche resistenza nell'invocare l'intervento della forza pubblica ma so di commercianti minacciati, di piccole violenze quotidiane, di gesti di prepotenza e di piccoli soprusi condotti in purissimo stile fascista. E il tutto diffuso sul territorio, abbastanza per creare in ognuno la sensazione di essere divenuto un civile indifeso in una guerra senza bandiere e senza uniformi. 
Come se ne esce? Si possono utilizzare la polizia, i carabinieri, persino l'esercito ma temo che questo non risolverebbe minimamente i problemi veri che sono alla base di questo embrione di rivolta popolare. Incontrare i capi della rivolta? Certo, ma quale peso reale hanno costoro? E cosa offrire loro? La chiusura di Equitalia? La franchigia sulle tasse? La ripresa del mercato interno?
Ho la sensazione che questa vita da assediato non sarà breve. In questi anni si è fatto l'impossibile per deprimere il mercato interno - lo so per esperienza personale - e senza una ripresa della circolazione del denaro - ovvero un grado minimo di inflazione europea - non esista via d'uscita. Tengo a far notare che non si tratta di una mia trovata ma di una proposta di Paul Krugman. Questo dovrebbe essere condotto insieme a una diminuzione sensibile di tasse e balzelli e creando forme meno criminali di recupero dei crediti verso i contribuenti da parte di Equitalia. Per far questo si dovrà lavorare non poco a Bruxelles, cercando di convincere i tedeschi che un minimo di inflazione non significa automaticamente un ritorno a Weimar.
Ma non sarà affatto facile, credo e l'eventuale successo potrebbe arrivare troppo tardi. Intanto temo che continueremo la nostra vita da assediati, permettendo alle forze di estrema destra di reclutare altri disperati e di organizzare manifestazioni più o meno legali, blocchi stradali, assalti alle sedi sindacali. 
Non ditemi che cosa vi ricorda...   


10 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Finirà male temo....anche se i forconi non hanno poi tutti i torti.

Nick Parisi. ha detto...

Finirà male temo....anche se i forconi non hanno poi tutti i torti.

cily ha detto...

Qui a Roma è una manifestazione continua.
La cosa che però notavo effettivamente anche io è che mentre quando andavo all'università e vedevo una manifestazione spesso mi fermavo per leggere e capire cosa chiedessero i manifestanti adesso diciamo che accelero il passo e mi allontano il più in fretta possibile. So già che cosa chiedono.
C'è un clima molto teso e la sensazione è che da un momento all'altro ci sarà qualche atto aggressivo e pericoloso e quando si passa vicino all'ennesima manifestazione ci si augura che tale atto non sia proprio in quel momento.

cily ha detto...

Per inciso...sono contentissima di aver trovato un tuo nuovo post...diciamo che il tuo arrivederci dell'altra volta mi aveva riempito di malinconia...
Aspetto qualche altro tuo post seppur sporadico! :)

Massimo Citi ha detto...

@Nick: a non avere tutti i torti sono stati in tanti nella storia d'Italia. Sono d'accordo anch'io, comunque, che radere a zero il potere d'acquisto e di sopravvivenza di qualche milione di persone sia una pessima, pessima idea.

Massimo Citi ha detto...

@Cily: grazie per il reportage da Roma. Non troppo diversa dalla situazione che c'è qui a Torino. La sensazione di un clima moto teso e di possibili improvvisi momenti di profonda crisi è il modo nel quale descriverei anch'io la situazione.
Quanto ai miei interventi ho solo promesso di parlare quando penso che ne valga la pena. E questi giorni sono un ottimo esempio di argomento che richiede una presa di posizione.

Lady Simmons ha detto...

Ciao Max!
La protesta nelle idee è rispettabile, ma si traduce in atti poco chiari, ma soprattutto in frequentazioni poco chiare.

Capisco tutto, perchè vivo anche io i disagi, le tasse, il potere d'acquisto diminuito.
Quello che non capisco è come mai ci sia la destra estrema assieme alla sinistra, come mai protesta significi per alcuni distruzione, come mai non ci siano richieste ma solo generici slogan.

Tutto quetso mi puzza fortemente. A me sembra che alcuni burattinai stiano tirando i fili cavalcando la legittima insofferenza di persone rispettabili e malmessi dalla situazione economica.
Stiamo pagando perchè per 20 anni abbiamo avuto un dittatore che ha rovinato il paese, dominandolo attraverso le sue reti televisive, inquinando tutto con i suoi sporchi soldi, le sue puttane, i suoi capelli finti ed il sorriso imbecille.

Ecco, a me sembra che dalla rivoluzione caotica delle piazze ad un governo di destra che faccia pulizia ci vada un attimo.

Ancora oggi sento dire "Mussolini di cose buone ne ha fatte". Ah COME SI DIMENTICA IN FRETTA!!!!

O forse semplicemente non si studia la storia, che è più probabile.

Massimo Citi ha detto...

@Lady Simmons, ciao! Il sospetto che dietro questa improvvisa Vandea qualcuno muova i fili non è poi così piccolo. Basta pensare a un omarino disgustoso che rischia da un momento all'altro di finire in galera per farsi venire più che qualche dubbio. Non ne sono convinto fino in fondo ma non posso fare a meno di pensarci ogni volta che lo sento ululare che ci vogliono le elezioni prestissimo. L'ignoranza poi è il vero combustibile di questo movimento e questo temo debba preoccuparci più di ogn'altra cosa. Un abbraccio.

Paolo ha detto...

" L'ignoranza poi è il vero combustibile di questo movimento..." Sono totalmente d'accordo. Grazie ad una ricaduta dell'influenza ho fatto un paio di giorni a casa e solo lunedì ho visto i blocchi stradali. Mi è bastato vedere le facce di chi fermava le auto in corso Giulio Cesare per avere un'idea della situazione. Non erano certo i poveri, quelli veri, quelli che per tre giorni non hanno potuto recuperare un po' di frutta e verdura dagli scarti dei mercati... Ho poi seguito la situazione per radio e su internet. Ho sentito "le voci della rivolta", come la casalinga che inveiva contro Letta perché "fa parte del Bindemberg". Ho sentito Danilo Calvani, il leader più improbabile dai tempi di Masaniello. E ho riletto lunghi passi di "La Notte della Repubblica" di Sergio Zavoli. I ragazzini che oggi giocano alla rivoluzione non hano idea di che cosa fossero gli anni '70.

Massimo Citi ha detto...

@Paolo: temo non siano i ragazzini il vero problema ma quelli già più grandicelli, che girano con le loro croci frecciate al braccio e altre simili impedimenta degni di altri tempi. Quelli, esattamente come l'Alba Dorata che impazza in Grecia e che a ogni uscita aumenta il numero dei voti. Conducono una politica demagogica come mense di strada, mercati di baratti ecc. ecc. e creano un consenso immediato e, a ben vedere, terrificante.