15.10.13

L'Italia del terzo millennio


La mia esperienza di questi ultimi giorni con ospedali, badanti, infermieri, medici e corsi sono state, a parte ogni altra considerazione, decisamente istruttive. Per diversi e svariati motivi. 
Ma andiamo con ordine. 
Mia madre, ora ritornata a camminare - poco e male, certo, ma se non altro decisa a migliorare - aveva un certo numero di anni fa una domestica italiana. Che dovette un bel giorno mettere alla porta perché rubava. Nulla di che, ma poco gradevole. Al suo posto si risolse a prendere una domestica albanese, creatura burbera ma gentile e soprattutto onesta. Poi un giorno la domestica albanese se ne andò perché riuscì a far valere le sue reali competenze (era infermiera professionale) e al suo posto venne un'altra domestica. Una filippina, piccola, rotonda e chiassosa. Che, detto per inciso, è stata molto vicina e si è adoperata per i miei in quest'ultima parentesi della loro vita. Ma procediamo.
In ospedale mio padre ha avuto tra gli infermieri più gentili e disponibili un'allieva infermiera magrebina, una buffa creatura alta poco meno di due metri x 80 chilogrammi di peso. Un esempio piuttosto inatteso di urì. Per la notte - mio padre è un individuo irrequieto, curioso e capriccioso - ho dovuto chiamare un'infermiera notturna  - a spese della famiglia, ovviamente, dal momento che l'ospedale a corto di personale non poteva garantirne l'incolumità - e ho così conosciuto l'ottima G., moldava e infermiera diplomata (ma con un diploma che in Italia non è valido) che si è presa cura di mio padre e dei suoi capricci con un sorriso da gatto del Cheshire. Impeccabile. 
Per mia madre, nel frattempo, ha dovuto assumere una badante, in attesa del rientro a casa di mio padre. Una squisita rumena con una lunga esperienza di lavoro in un ristorante, capace di organizzare e produrre piatti meritevoli di attenzione anche per un soggetto demotivato e stanco come mia madre. 



Sabato scorso qui a Torino, nell'asse Porta Nuova - Piazza Castello si è svolta la manifestazione della Lega Nord. Più o meno tremila imbecilli che hanno berciato un po' di scemenze, insulti e sciocchezze sotto l'occhio preoccupato di un numero di poco inferiore di poliziotti. Ovviamente me ne sono tenuto a distanza di sicurezza, cosa che, a quanto dicono i giornali, hanno fatto molti altri torinesi. 
Ma mi chiedo: se non avessi potuto contare - io come altri milioni di persone - su diverse persone provenienti dai quatto angoli del mondo, come avrei potuto prendermi cura dei miei? Se l'Italia fosse ancora, esclusivamente, degli italiani, chi si prenderebbe cura dei tanti anziani in circolazione? Non è un problema piccolo, merita davvero pensarci. E probabilmente prepararsi a un futuro molto diverso dal nostro passato. 
...
Concludo con il miglior ringraziamento possibile a mia moglie e a mia figlia, assidue, gentili e apparentemente instacabili, ai tutti coloro che, nati ben lontano da qui, mi hanno dato una grossa mani e un grazie a tutti gli amici che mi sono stati vicini. Non è finita, ma mi sento meno solo.


6 commenti:

Paolo ha detto...

Un post magistrale, caro Massimo. Mi spiace di non potermi collegare da qui a Facebook e segnalarlo ad amici e conoscenti. Non vale la pena di discutere su ciò che rimane della Lega Nord e su un certo "Mo' Vi Mento" che sta cercando di prendersi gli stessi voti - per farsene cosa non è chiaro e, ad essere sinceri, nemmeno mi interessa.

Nick Parisi. ha detto...

Caro Max, ai miei occhi la Lega Nord è il maggior responsabile dello sfascio italico, non che gli altri partiti siano innocenti, intendiamoci ...
Però i cari verdi ometti padagni hanno contribuito ad accrescere il divario e l' intolleranza tra Nord e Sud, oltretutto comportandosi peggio di quei meridionali e di quegli stranieri che Bossi & Family criticavano.
Il fatto che riescano a trovare oggi come oggi ancora tremila imb...volevo dire illusi per sfilare in centro a Torino dopo tutto quello che quel partito ha combinato è un altro dei tanti misteri italiani.

Massimo Citi ha detto...

@Paolo: grazie, non mi ero accorto di essere stato così netto. D'altro canto la manifestazione della Lega è riuscita a disturbarmi profondamente nella sua sesquipedale idiozia e nella sua cieca balordaggine. In una situazione delicata qual'è la mia attuale non ho nessuna pazienza verso gli sciocchi.

Massimo Citi ha detto...

@Nick: dovessi basarmi sulle mie non poche esperienze di rapporti con i nativi del Sud dell'Italia credo che spedirei senza rimorsi i legaioli in massa in Groenlandia in pieno inverno a godersi le meraviglie del Grande Nord. Ma bisogna essere equilibrati, perbacco, quindi mi limito a pensarne molto male. E sono d'accordo con te nel giudicarli in prima linea tra i responsabili dello sfascio nazionale, in qualità di reggicoda di un maiale. Oooops...

Salomon Xeno ha detto...

Hai reso molto bene lo stridore tra quei trenta e il mondo reale. Del resto, sono le stesse persone secondo le quali è l'assenza di corazzate italico-celtiche a fare da argine, a causare la morte di quei poveracci in alto mare. Però li preferisco adesso, lontano dai ministeri, quando hanno meno facilità a combinare casini.

Massimo Citi ha detto...

@SX: bella l'immagine delle corazzate celtiche e dei nostri pronti a difendere gli immigrati dalla loro ansia di martirio a colpi di cannonate. Fatto si è che i legaioli - quelli storici, non eventuali Albe Dorate in formazione - avevano un (pessimo) senso in tempi di ricchezza, mentre ora che siamo alla canna del gas risultano stonati come campane rotte. Chekzz vogliamo difendere oggi, qui?