13.10.11

100 e non più


Altra proposta oscena o giù di lì di Davide Mana, eminenza grigia alle spalle dell'osceno progetto «Sick Building Syndrome».
Questa volta si tratta di «aggiungere» un contributo personale a un brano altrui, la famosa «scena tagliata». 
Cento parole, non una di più.
Ovviamente non è affatto facile. Sia perché si tratta di imitare uno stile non proprio, sia perché i tempi di quasi tutti i contributi a loro tempo scritti sono piuttosto stretti e ravvicinati. In fondo il primo giro prevedeva un massimo di 1.500 parole che, come ognuno immagina, non permettono di scialare e di dedicare, per esempio, cinquecento parole a descrivere il paesaggio e l'ambiente o lo stato d'animo corrusco e ombroso di Armida o di Stefano.
Cento parole sono poche, non c'è dubbio. 
Basta dire che fino alla parola «dubbio» di questo post erano già 126...
Ma perché mai un ultracinquantenne, carico di cose da fare, occupato in libreria dalle 9.00 alle 19.00 in pratica tutti i giorni e talvolta anche la domenica o la sera, dovrebbe dedicare tempo a scrivere un oscuro passaggio che non gli frutterà nulla di nulla né in termini di denaro né di fama?
Bella domanda.
Proviamo a cambiarla un pochino. 
Perché esiste gente che dedica tempo e fatica a giocare a poker? Chi glielo fa fare, tanto più che si rischia di perdere dei soldi? 
Ecco, scrivere è una piccola maledizione della quale è impossibile liberarsi. Costa tempo - rimediato dove capita e come si può -, fatica, molto impegno e molto difficilmente li ricambia anche solo in minima parte. 
Come il poker, appunto, dove è difficile arricchire, a meno di non barare. 
Eppure...
A questo punto avrete capito che ho intenzione di partecipare anche a questo giro del Round Robin. 
Rilancio, insomma, immemore e incurante del fatto che la vita è breve e la salute anche di più.
Quando avrò postato il mio contributo, lo saprete su queste pagine, oltre che su quelle di Sick Building Syndrome.  


  

3 commenti:

Nick ha detto...

Lo stesso motivo per cui un turnista dalla vita incasinata si dedichi alle Round Robin: la maledetta passionaccia, che vuoi farci?
Saimo fatti così. E penso che per un verso, sia una cosa migliore di quelli che parlano solo di calcio e donne.
Ciao.

SteamDave ha detto...

E non avete ancora visto il terzo livello.
[risata in puro stile Vincent Price]

maxciti ha detto...

@Nick:
D'accordo su tutto.
Di calcio ne so onestamente molto poco. In quanto alle donne, come il cavaliere di Casanova non parlo mai di donne in pubblico :)
@steamdave: sul modello di «Thriller», immagino.