Sono passati anni da quando ho smesso di scrivere su questo blog: «Fronte e Retro», a suo tempo ricevuto come regalo dall'ottimo Francesco Eandi. Dal 2022 con un'unica uscita nel 2023. Ho smesso perché molti dei miei "amici di penna" avevano abbandonato il mondo del blog, preferendogli la presenza su social come facebook o instagram o perché, semplicemente, avevano abbandonato questa forma di espressione, una decisione che anche in me è nata e si è manifestata con la presenza su Facebook e Instagram. Un'esperienza tutto sommato non facile né particolarmente gradevole: la mia prima reincarnazione on line è stata piratata e ho dovuto riscrivere ai i miei "amici" (il concetto di "amico" per Fb è piuttosto ridicolo) per avvisarli che io non ero più io ma un altro con lo stesso nome, col risultato che non pochi hanno continuato a scrivere sulle pagine del vecchio io, rimasto on line, inviandomi auguri, proponendomi iniziative o commentando post dimenticati. Dopo di ché nei miei nuovi panni feisbukkiani sono stato castigato due volte per aver inserito foto "scollacciate" – una foto degli anni '30 di una prostituta parigina, con le zone bollenti coperte e una foto di Lee Miller desnuda (o quasi) dove la fotografa si autofotografava e che era presente nella mostra di Camera, il museo della fotografia di Torino.
Un buon esempio dell'etica braghettona di feisbuk.
Oltre a questo ho cominciato ad avere guai di ogni genere nel momento che ho cominciata a pubblicare i miei vecchi racconti su Substack (https://substack.com/) per il semplice motivo che feisbuk non mi forniva un substrato adeguato per i miei testi. E in fondo non solo per questo:
È da tempo per fatico a rimanere su Fb: troppi haters, troppi stupidi, troppi sempliciotti, troppi precisini, troppi tromboni, in generale un’aria viziata, pesante e irrespirabile, tanto che ho rinunciato da tempo a prendere una posizione precisa in politica o in letteratura o quasi su ogni cosa, tanto per evitare di espormi al rischio di lezioni non richieste o di osservazioni stupide, non pertinenti, ortograficamente errate o decisamente assurde.(…)
«È che non ti piace la gggente», dirà qualcuno e in fondo è persino possibile: non apprezzo il mucchio che ci fa gruppo, il nessuno chi pensa di essere qualcuno perché pesta su una tastiera o su un telefono. Gli imbecilli da bar dei quali parlava Umberto Eco sono diventati onnipresenti, le loro idiozie merce comune e l'antico sogno californiano di regalare una voce a tutti ha rivelato la sua faccia peggiore: c'è sempre qualcuno che si diverte a pestare un fango pur di sporcare qualcun altro. In ogni caso i miei post sono spesso finiti in fondo al mazzo, in modo che pochi riuscissero a vederli. Sono corso al riparo facendo in modo che feisbuk non fosse un viatico per Substack, inserendo un passaggio ulteriore attraverso queste pagine e il risultato è almeno parzialmente riuscito, anche se non in modo trionfale… Pazienza, non è soltanto un problema di Fb ma anche della difficoltà di inchiodare qualcuno a leggere on line per un tempo che superi i cinque minuti…
La mia intenzione, nata dopo una riflessione cominciata all'inizio dell'anno, è di riprendere a scrivere su questo blog, anche se appartiene a Google, società che non stimo e non rispetto, in attesa di approdare altrove. Non abbandonerò feisbuk, né Bluesky e tantomeno Substack, anche saranno essenzialmente modi di dirottare i miei pochi lettori su queste pagine.
Ultima nota: in un racconto pubblicato da Delos Books nella collana Atlantis, mi sono reso conto di aver in qualche modo preconizzato la situazione in corso. Non ne sono contento, semmai terrorizzato.
In questo momento la Terra è in una situazione gravissima, sia ambientale che politica. Il Canada, l’Unione di Kalmar e l’Egemonia Siberiana e, nella fascia australe, l’Argentina e la Nuova Zelanda sono gli unici stati che conservino un minimo di regole democratiche, per il resto è il caos. Un caos basato su un fondamentalismo religioso e politico dai tratti allucinanti. Sulla Diadema stiamo cominciando a ragionare su una possibile colonia sul fondo del cratere Walther, che ha il pregio di essere relativamente vicino al polo Sud lunare. E si pensa anche a Marte. In ogni caso non posso dire che la mia carriera sia finita qui.
Qui parlerò anche di questo. In ogni caso a rileggerci presto. Su queste pagine.




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