23.4.26

Quarna Futura


Lo scorso sabato ho partecipato, in compagnia di mia moglie, Silvia Treves, a un curioso appuntamento a Quarna Sopra, dalle parti di Omegna, un appuntamento dedicato alla fantascienza… 

Il luogo, innanzi tutto. Una piccola località di mezza montagna più o meno a picco sul lago d'Orta, al quale di giunge con una strada (molto) ricca di tornanti, nella quale due auto che procedono in senso opposto devono fermarsi e tirare a sorte su chi può passare. Siamo arrivati dopo aver perso tempo e GPL vagando tra Omegna e Gravellona Toce, chiedendo a chiunque ci capitasse a tiro come giungere a Quarna (Sopra). Passando per Quarna (Sotto) ci siamo graffiati un parafango e uno specchietto retrovisore passando per un budello largo circa un centimetro in più dell'auto – guidati da un maligno google maps – ma infine siamo giunti, più o meno all'ora prevista. 

Ad attenderci un plotone di vecchie e nuove glorie della fantascienza, probabilmente arrivate sul luogo con il teletrasporto. E tra gli altri l'ottimo Mauro Gaffo (1), ideatore, animatore e factotum dell'evento. 

Per cominciare una presentazione di Solarpunk Italia, a cura di Franco Ricciardiello, Romina Braggion e Silvia Treves. 


Inevitabili le consuete osservazioni sul Solarpunk come utopia o come realtà possibile, con le osservazioni seguite all'intervento di Silvia, sull'essere il Solarpunk assolutamente alternativo al capitalismo contemporaneo. Come arrivarci… beh, a meno di rispolverare "Stato e Rivoluzione" di Vladimir Il'ič Ul'janov detto Lenin, che non ha fatto bene alla causa della Rivoluzione, si tratta di una partita interamente da giocare. Curioso il contrasto in realtà del tutto apparente tra il prefisso "Solar" e il suffisso "punk". È vero che finora il SP Italia ha finora privilegiato il prefisso rispetto al suffisso? Onestamente non lo credo, ma essendo io sposato da tempo con una parte del SuperComitatoCentrale del Solarpunk, temo che il mio parere non sia particolarmente equilibrato.

                                              Antonella Mecenero

Al Solarpunk ha fatto seguito l'incontro con la scrittrice Antonella Mecenero, autrice di «Ombre di sogni di stelle», pubblicato in aprile da Urania e secondo classificato al premio Urania 2024. A curare l'incontro Francesca Cavallero, vincitrice del Premio Urania nel 2018. 

                                             Francesca Cavallero

Personalmente debbo ammettere che, pur avendo partecipato a numerose presentazioni e averne persino organizzata qualcuna mentre lavoravo in libreria (2), ho sempre nutrito una formidabile diffidenza verso i "Quindici minuti con Tizio Scrivente", nata dalla convinzione che sia inevitabile che il relatore e/o l'invitato finiscano con lo sbrodolare inutilmente o che si producano in esibizioni di code di pavone di dimensioni crescenti, fino a sfiancare i pochi cammellatisi fin lì a farsi firmare la propria copia. Tutto ciò detto non posso che lodare sperticatamente sia Francesca che Antonella, in grado di parlare di un libro e di un'autrice in modo casual, senza annoiare nessuno, anzi. Al termine mi sono fatto firmare la mia copia (sì, sì, va bene Silvia, la nostra copia) dalla deliziosa Antonella. 

A quel punto ha seguito un pranzo frugale sul quale non mi dilungo, al quale hanno seguito la presentazione del libro di Tiziano Leonardi, «Topografia delle dimenticanze», edito da Zona 42, con Franco Ricciardiello a fare da sparring-partner.

In sostanza non posso che ammettere che mi è rimasta un notevole interesse verso un libro che NON È di fantascienza ma che incuriosisce non poco. 

Ha seguito la presentazione di opere di Alessandro Bani, purtroppo boicottate dal fiasco del PC (o del video proiettore), una riflessione, problematica ma stimolante, di Claudio Marcassa su Utopie e Distopie, a partire dal suo volume «Infiniti mondi» e infine la presentazione delle prossime attività del Mufant di Torino da parte di Paolo Bertetti un consueto ma gradevolissimo habitué delle iniziative del museo/biblioteca che, tra l'altro, ospiterà nel mese di maggio la cerimonia di premiazione del Premio Urania 2025. 

 E, infilati in mezzo, i nostri due, Silvia e io, a raccontare in venti minuti la storia infinita o quasi di ALIA e di ALIA Evo, e a proporre la possibilità di dare alla luce un altro ALIA Evo, il numero 6. 

Sì, ALIA Evo 6.0


 

Qui una copertina assolutamente inventata grazie a un disegno di Hitochi Yoneda che ringrazio di cuore. 

Quanto ad ALIA Evo 6.0 in carta, pagine e/o informato e-book, si vedrà. 😎 Aspettiamo che altri, dopo i primi accenni di entusiasmo dei quali ringraziamo di tutto cuore, si faccia vivo prima di cominciare con un lavoro non facile né breve. 

Rientrati a Torino – non senza qualche brivido – ho dovuto constatare che le mie foto non erano poi granché e così e ho dovuto ripiegare su recuperi on-line di immagini in parte datate. Ma, parlando del mini-convegno  si è trattato, a parte ogni altra considerazione, di un evento meritevole di attenzione e di un minimo di fama... 

                            Qui Silvia, Franco e Romina. Il sottoscritto dietro la macchina foto.
 

(1) Mauro Gaffo è stato giornalista scientifico e vicedirettore di Focus. Scrittore e saggista di fantascienza, ha vinto il Premio Robot alla sua seconda edizione (1977) con il racconto Nel fondo dell'oceano. 

(2) e persino un paio con me come autore invitato...😄

 


 

 

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