8.9.14

Il Sole dei soli



Karl Schroeder, canadese di evidente origine germanica, è nato nel 1962 da una famiglia mennonita - gruppo religioso sul quale merita sapere qualcosa di più - ed è uno degli autori di sf che ultimamente è apparso più spesso in traduzione. 
Tra i primi a pubblicarne un racconto tradotto è stata ALIA nel 2009. Lo so, è dura non fare la ruota a questo punto del discorso ma mi farò forza e resisterò. L'antologia nella quale compariva è ALIA Anglostorie nell'ottima traduzione di Davide Mana con il racconto Corona, venti pagine di eccellente sf perfettamente all'altezza con gli altri autori dell'antologia, gente come Ted Chiang, Michael Moorcok o Lillian Csernica. Ricordate il nome del traduttore - nonché, per quanto mi riguarda "scopritore" dell'autore canadese per i lettori italiani - perché ritornerà più avanti. 
Schroeder ricomparve, comunque, in un'antologia pubblicata nel Millemondi Urania nella primavera 2012. Il suo racconto, quasi cinquanta pagine e con protagonista Gennady Malianov, era Dalla lontana Cilenia, nella traduzione di Annarita Guarnieri. A seguire, nel 2013, un altro racconto in Urania Millemondi Estate, Il fantasma di Laika, nella traduzione di Marcello Jatosti, con ancora una volta protagonista Gennady Maliakov e infine nel luglio 2014 in Urania 1608 con il racconto Contenimento, scritto con Tobias S. Buckell e tradotto da Flora Staglianò. 

Nota a margine, tutti i tre i racconti sono stati a suo tempo inseriti in un Year's Book da David G. Hartwell e Kathryn Cramer, rispettivamente nei numeri 16, 17 e 14 della rassegna annuale. Lo so benissimo che le date non quadrano per nulla, ma di questo dovrete chiedere informazioni alla Mondadori che ha pubblicato alcune rassegne degli Year's Book a ritroso rispetto alla data d'uscita originale.
Ma tutto ciò dovrebbe aver convinto che fosse arrivato il momento di pubblicare un romanzo di questo autore. E il momento è arrivato nel luglio di quest'anno, con il romanzo Il sole dei soli [Sun of Suns], primo del ciclo Virga, ed. originale 2006, nella traduzione di Silvia Castoldi e Marco Passarello. E, ovviamente a fungere da introduttore dell'opera l'immancabile Davide Mana, primo traduttore italiano dell'autore canadese. 
Altro aspetto interessante del volume è l'editore. 
Un editore nuovo nel settore fantascienza, zona42, a tentare di dimostrare che in Italia è possibile stampare un libro di sf e venderlo senza essere completamente pazzi e senza puntare a liberarsi in fretta di una corposa eredità. 
Il Sole dei soli è un romanzo di più di trecento pagine, ambientato in un mondo sicuramente singolare rispetto ai consueti pianeti extrasolari tipici della space opera

Virga è una sfera di dimensioni planetarie piena d'aria. Al suo interno, privo di gravità, si muovono isole, alberi e città tenute insieme da un misto di forze centrifuga e centripeta, e trasportate dai moti convettivi della masse d'aria che riempiono la sfera. Ad alimentare la vita di Virga c'è Candesce, il Sole dei soli, da cui deriva tutta l'energia disponibile. 

In questo genere inatteso di luogo si svolgono le avventure di Hayden Griffin, patriota di una nazione perduta, irredentista deciso a vendicarsi di un ammiraglio colpevole di aver massacrato i suoi congiunti nel corso dell'invasione della sua piccola nazione. La situazione politica all'interno della sfera Virga, infatti, è quella di un insieme di piccole stati rissosi e guerrafondai che non perdono occasioni per cospirare, tradire, complottare e guerreggiare in una situazione che richiama alla mente eventi ed eroi del nostro passato. 
Nel corso di un intervista concessa a Nicola Parisi, infatti, è lo stesso Schroeder a dichiarare: 

... Il Sole dei soli e i suoi sequel [...] hanno un tono da XIX secolo  e, stilisticamente fanno parte della tradizione Steampunk, ma sono ambientati tra mille anni nel futuro [...]

Il risultato è un romanzo vivacissimo, ricco di tensione e ricco di riferimenti divertiti alla tradizione letteraria, ai diari di viaggio in luoghi inospitali e ai topoi del romanzo di cappa e spada e di marineria. Non manca, nella serie di avventure di Griffin, anche un incontro con i pirati e con il mito di Emile Anatene, «un damerino [...], un uomo colto, dai gusti raffinati. Uomini come lui possono diventare gli assassini più feroci e lui era tra i massimi esempi.».
Leggere Il Sole dei soli è stato decisamennte divertente e lo consiglio a chi ama la fantascienza ma anche lo steampunk e il romanzo di avventura storica. 
Quanto a zona42 davvero un ottimo inizio. Insieme a Desolation Road di Ian McDonald (di cui potete leggere qui una buona recensione) un'accoppiata notevole. La sf non è morta, evidentemente, e editori di questo genere sono qui a dimostrarcelo. 



N.B.: Questa recensione esce in contemporanea sul blog Fronte & Retro e in LN-LibriNuovi.

6 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Grande libro. Lo sto leggendo giusto adesso. Lo scrittore merita davvero.
P.s
Grazie per aver linkato la mia intervistacon Schroeder.

Massimo Citi ha detto...

@Nick: io l'ho letto in montagna ma non potevo scriverne lì, come avrai intuito. Quanto al link alla tua intervista non so decidere se è stato più un dovere che un piacere.

Salomon Xeno ha detto...

E' in coda di lettura. Zona42 ha iniziato benissimo, sembra!

Massimo Citi ha detto...

@SX: concordo. Aspetto con curiosità il seguito. Un po' come aspettavo da giovanissimo le nuove uscite della Nord.

Enzo Paolo Baranelli ha detto...

Divertente, ma nulla al confronto del primo titolo che Zona 42 ha pubblicato (come ha ammesso lo stesso Giorgio Raffaelli):
Desolation Road
di Ian McDonald.
Ecco quella è la vera fantascienza! Non la space opera che va bene per divertirsi ogni tanto: semel in anno licet insanire).

Massimo Citi ha detto...

@Enzo: un piacere ritrovarti qui. Purtroppo il libro di Ian McDonald non l'ho ancora letto, ma provvederò quanto prima. Personalmente non è facile distinguere la sf tra quella di serie A e quella di serie B, diciamo che è anche molto una questione di gusti. Non disprezzo affatto la space opera, comunque, la sf che permette più facilmente di inserire un aspetto epico e numerose osservazione sociologiche nella narrazione.