10.11.11

Perchè fai quello che fai?


Da qualche giorno mi girano in mente alcune domande e osservazioni fatte da un paio di frequentatrici di questo blog. Si tratta, tanto per essere chiari, di cily e di lady simmons, che recentemente, commentando alcune mie osservazioni su autori ed editori, hanno sollevato un problema che non avevo minimamente considerato, cioé la funzione e il ruolo del libraio nella scelta dei libri da acquistare e leggere.
Non l'avevo considerato per alcuni motivi, tutti a loro modo significativi: 
1) È un periodo fortemente critico per me e il mio lavoro e da un po' ho smesso di farmi domande sul mio ruolo, semplicemente preso a tentare di rimanere un libraio e non diventare un ex-libraio. 
2) Per fare questo ho dovuto puntare gran parte della mia attività sui testi universitari per le facoltà scientifiche - cioè quelli con cui ho iniziato la mia avventura - finendo giocoforza per considerare con minore attenzione i libri di narratica e saggistica.
3) In ogni caso ho dovuto constatare che la produzione in proposito dei maggiori editori è in un momento di profonda crisi, segnato da stanchezza e ripetitività. Ogni 10 libri che escono 3 sono gialli/thriller/polizieschi (genere che, ahimé, non amo particolarmente, tanto più se evidentemente autoclonato sino alla nausea) e in generale mi pare siano latitanti i libri sorprendenti, curiosi, inattesi, vandalici, irregolari e stimolanti, come se i possibili nuovi autori - sul disordinato e casuale modello di Mo Yan, Perec, Shepard, Arpaia, Xingjian, Hiaasen e mille altri - faticassero a emergere o scegliessero altre forme d'espressione, a sottolineare che siamo al tramonto della narrativa. E senza autori realmente sorprendenti è impossibile proporsi come «divulgatore» del nuovo. A meno di non pensare che il nuovo possa essere Mr. Baricco e i suoi compitini da primo della classe.
La conseguenza prima di questa situazione, in ogni caso, è che la funzione «storica» del libraio si va estinguendo. 
Come la sua stessa esistenza.
Ma Cily e Lady Simmons hanno detto - separatamente e senza alcuna precedente consultazione - che ripongono fiducia in un possibile libraio, identificandolo come possibile (mini)demiurgo verso il mondo della letteratura. 
Ohibò. 
Se ne desume che può ancora essere utile una riflessione sul mio lavoro, riflessione che ho comunque promesso di condurre su queste pagine alle due gentili lettrici . 
Sul mio lavoro, perlomeno finchè resta il mio lavoro. 
Principale difficoltà, credo, è la mole di riflessioni, osservazioni, consigli, inviti alla diffidenza, atteggiamenti teppistici e inquietudini assortite che una riflessione sull'essere libraio nell'A.D. 2011 può portare con sé.
Come non fare il libraio secondo me, ovvero che cosa non faccio e forse farei bene (o male) a non fare. 
Che cosa non si dovrebbe mai fare - tipo l'osservazione sul BiBì (Beato Baricco) di poco fa - e che cosa bisognerebbe assolutamente fare e che non faccio o non so fare. 
Poco poco ci vorranno tre o quattro post. Bene che vada.
Ma una promessa è una promessa.
Comunque, come per la «Guida galattica per autostoppisti», è bene avere una frase introduttiva di conforto. 
Cito liberamente: «Cominci a essere un libraio quando pensi kzzate tipo "ho incassato perché sono un figo pazzesco / la cassa piange perchè sono un povero pirla"», frase in origine non mia ma giustamente attribuita a un Grande Libraio Torinese. Che si può tradurre in italiano corrente con un: «Gli incassi non dicono nulla di serio sul tuo valore». 
Frase in apparenza - o forse non troppo in apparenza - Zen.
A presto.



 

12 commenti:

Nick ha detto...

Posos capire, in questo momento ognuno di noi sta lottando per non diventare ex -qualcosa e la cultura, nonchè la figura degli operatori culturali è una delle prime a pagare per questo.
Auguro a tutti noi tempi migliori.

Nick ha detto...

Posos capire, in questo momento ognuno di noi sta lottando per non diventare ex -qualcosa e la cultura, nonchè la figura degli operatori culturali è una delle prime a pagare per questo.
Auguro a tutti noi tempi migliori.

cily ha detto...

Questo post mi ha fatto sorridere, un sorriso amaro, ma mi piace l'ironia con cui hai descritto una situazione decisamente tosta.
Io credo che al libraio sia successo un po' quel che è successo al pizzicagnolo.
Io ne ho uno vicino casa che ha un sacco di prelibatezze che non si trovano nella grande distribuzione. Ho vissuto in vari quartieri a Roma e devo dire che lui è davvero unico.

E così il libraio come piace a me (hai guadagnato un miliardo di punti con la storia di bibì, non smettevo più di ridere!).
Quello che mi capita è che il libraio non conosce cosa vende, propone robe che già si sono proposte da sole in internet e sulle riviste e che magari io ho già scartato.

A Roma qualche libreria piccina piccina sullo stile che dici tu, con un po' di robette sfiziose e intriganti esiste, ma prima o poi si trasferisce troppo lontano per i miei tempi di percorrenza. SIGH!
Gli altri somigliano al Conad e alla Upim del libro...
Però io credo che come il mio pizzicagnolo vicino casa riesce a sopravvivere così possa essere per il libraio.
Penso che le persone che cercano le squisitezze di narrativa siano più di quante si creda e siano disposte a spenderci. (il pizzicagnolo ha prezzi tutt'altro che economici!)
Faccio il tifo per te...peccato che sei a Torino.
Ma vedrai che prima o poi ti vengo a trovare perchè ogni tanto mi capita di passare anche dalle tue parti!

Cily

Lady Simmons ha detto...

Concordo con Cily, compagna di istigazione a postare...
Il tuo ruolo Maxciti non è da sottovalutare.
E' importante avere il libraio di fiducia.
Esistono persone come me che detestano i commessi superficiali delle grosse catene che non sanno rispondere sul contenuto dei libri e che spesso non sanno neanche i nomi degli autori...fanno parte di uan catena di montaggio e si perdono la curiosità libresca, quella che sono certa prende te tra un cliente e l'altro davanti ad un libro nuovo e profumato di stampa.
Io non vado in quei posti lì.
Ho mollato la libreria dove andavo di solito perchè ha provato a mollarmi una fregatura: un libro con una traduzione pessima SAPENDO che non lo volevo.
Ebbene, su certe cose non si scherza, sono orfana di libreria.
O meglio, ero.
Perchè sebbene abiti ad una notevole distanza verrò nella tua libreria apposta perchè mi fido del tuo giudizio.
E non è cosa da poco.
Sei un artigiano dell'intelletto.
Non un espositore e basta.
Ed anche se la maggior parte dei libri che vendi è a tema universitario cosa importa?
Tu conosci la letteratura, la scrittura, sei un professionista del genere che non va perduto.
A prescindere dalla crisi.
Le persone vogliono leggere, col libro sulla pancia, tra le mani.
A me non importa leggere un autorie noto. Famoso o no, basta che sappia scrivere e che mi emozioni.

maxciti ha detto...

@nick: me lo auguro anch'io, sebbene mi sia arrivata proprio stamattina l'avviso di un saldo di tasse da pagare per 843 euro... Ma dove devo chiedere per diventare evasore fiscale? Un altro piccolo passo per aiutarmi a diventare ex-qualcosa :(
@cily: il pizzicagnolo ha un grosso vantaggio su di noi. Ogni anno in Italia escono sui 60.000 titoli nuovi, in gran parte novità. Togli pure le ristampe e i titoli di vanità, restano più o meno 35.000-36.000 novità/annue, cioé più o meno 1.000 TITOLI AL GIORNO. In questa libreria arrivano più o meno 2.000-3.000 novità all'anno, all'incirca una decina al giorno. Questo ci qualifica come piccole librerie, ovviamente, ma la quantità è comunque folle. Personalmente leggo più o meno un centinaio di libri l'anno e più o meno il doppio «li guardo». Un 10% dei titoli giunti in libreria. E tieni conto che escludo dal conto le novità di scientifico universitario. Nulla di più facile che passi a mia insaputa sotto il naso il romanzo del secolo... Nulla di strano se uno ci rinuncia in partenza e si limita a spostare i libri come scatole di detersivi. E comunque tieni conto che in molte librerie di catena la lettura da parte del personale è scoraggiata. Un AD dichiarò a suo tempo che il parere del personale era nocivo alle vendite... C'è qualcosa che non ho capito, evidentemente.
@lady simmons: urca, mi preoccupi. Vado subito a ripassare le novità. Comunque sono pronto a fare il TUO libraio. Sperando sia una lunga storia :)

cily ha detto...

A proposito di robe agghiaccianti...
Hai sentito che 130 librerie in Italia apriranno stasera alle 22 per il lancio del nuovo libro di Licia Troisi?
Non ce la posso fare a trattenere le lacrime!
Ma come funzionano 'ste cose?Mondadori ti contatta e ti chiede se vuoi restare aperto per loro o cosa?
Ma chi te lo fa fare?Per un libro fantasy poi...
Boh. Sono basita.

Cily

SteamDave ha detto...

Grande foto del gatto bibliofilo.
Detto ciò, credo che la funzione filtrante (...) del libraio rimanga fondamentale.
O forse, molto più semplicemente, il librai è quello che sa dove sono i libri...

storia vera: ieri, poco prima di cena, mio fratello ed io entriamo in una grossa libreria di catena per scaldarci in attesa che apra la pizzeria. Libreria enorme, due commesse scazzatissime che parlano (ovviamente) di quella stronza della loro collega che ha staccato alle 5...
Entra un signore dall'aria seria - suo figlio, dice, gli ha chiesto un libro/gadget sugli esperimenti di Topolino, una specie di scatola che ha visto pubblicizzata sulla rivista dedicata al topo e ai suoi amici.
Una delle due commesse sospira come una balenottera sul punto di immergersi in centro atlantico, e poi se lo tira dietro nella sezione ragazzi, dove per dieci minuti, parlando a vuoto, sbanca sei scaffali.
Mio fratello scoppia a ridere - io e lui siamo nella sezione informatica, davanti ad una pila di dodici scatoloni degli esperimenti del topo, libro + gadget.
Io sono quello buono "Potremmo anche dirglielo..."
Mio fratello è quello cattivo "Non sarà mio figlio a piangere a natale... fatti loro, se non sa dove ha la merce, che chiuda il negozio."
I dieci minuti diventano venti, il libro+gadget non si trova, l'uomo è sconsolato, la commessa ha una gran voglia di farsi una sigaretta.
Lui si incammina mesto verso la porta.
A me prende un attacco di sternuti (no, davvero) e lui si illumina... "Guardi, dice, sollevando una scatola, ce n'era una pila qui!"
La commessa lo guarda con una faccia stile Robert "Stai parlando con me?!"DeNiro.
Fa una spallucciata.
"Se vuole un pacco regalo glielo fa la mia collega," gli dice.
Ed esce a fumarsi una sigaretta.
I librai servono, Massimo.
Dannazione, se servono i librai!

Lady Simmons ha detto...

Potresti creare dei mini eventi al sabato, che so "prendi il caffècol libraio" oppure "indovina cosa legge il libraio" oppure "trucca il libraio come Moira Orfei". In palio i libri delgi autori che non vendono et voilà...il cerchio del marketing che si chiude...AAHA scherzo.

Steamdave ha descritto una situazione che è la norma in certi supermercati del libro. A me è capitato che la commessa non sapesse chi fosse Lord Byron. No dico. Magari sapeva chi era l'ultima conquista di Tom Cruise, ma non Lord Byron. MA LAVORI IN UNA LIBRERIA SANTA PAGINA!!!!
Inconcepibile. Agghiacciante.

maxciti ha detto...

Brevissima nota: chiedo scusa per i miei ritardi nelle risposte, ma il sabato siamo solo in due e in questo momento sono da solo. Quindi se il discorso parrà un po' incoerente non stupitevi.
@cily: immagino siano le librerie in franchising Mondadori. In sostanza librerie nelle quali a fissare l'offerta dei titoli è Mondadori. Che ti piaccia o meno la Troisi ne riceverai 30-40 copie - o 300-400, dipende dalle dimensioni. Idem, tanto per dire, Forattini o Crepet (l'accostamento è voluto). Nulla di strano, in sostanza, sono come i concessionari di auto aperti anche la domenica. Che volendo possono anche ignorare la campagna di Citroen o della Renault, ma non lo fanno. Comunque è un tentativo un po' patetico di ripetere le aperture straordinarie alla HP. Dio come gli piacerebbe...
@steamdave: tuo fratello è un uomo saggio. Mai aiutare i cretini, la gente potrebbe fare confusione. IL personale delle librerie di catena è quello che, come spiegavo in un'altra risposta, viene pagato per NON leggere. Se non sei curioso di sapere che cosa ti arriva - e curioso di «assaggiarlo» - difficilmente ti ricorderai dov'è e a chi può servire. Non sono contrario in assoluto alla presenza di grandi catene di librerie, ma, dio buono, con una BUONA dirigenza e con personale PREPARATO. L'esatto contrario di ciò che si sta facendo. Il personale preparato, poi, è pieno di pretese. Meglio un ex-tecnocasa o un ex-portapizze con contratto semestrale.
@lady simmons: a parte gli scherzi e la mia rinunciabilissima presenza, credo che sarebbe un'ottima idea organizzare qualcosa tipo letture o discussioni il sabato. Ci sto pensando. Idee e contributi sono graditissimi.
In quanto a Lord Byron, beh, non starò a ripetermi. A stipendio di m... ,lavoro di m...

cily ha detto...

@Lady Simmons
"Santa Pagina"!! Mi hai fatto piegare in due dal ridere!Diventerà la mia santa più invocata!!

@Maxciti
Pizzicagnolo a parte mi ero dimenticata di menzionare la piccola libreria per bambini ahimè che ho vicino casa. Organizza un sacco di eventini per i bimbi, letture, giochi e a volte letture nel parco di fronte casa.
Fa maneggiare i libri e ha tanti titoli carini e diversi dai soliti che trovi nella grande distribuzione.
Non sai quanto invidio i bimbi che possono parteciparvi e spero che resista fino a quando Caterina non avrà 4 anni...
Per quanto adori i libri è ancora troppo piccola!
Per il momento mi limito a sbavare davanti al foglietto dei programmi mensili che appende fuori in vetrina.
E ogni volta mi dico che sarebbe davvero bello se ce ne fosse una simile anche per i grandi...
Per farle concorrenza la libreria grande vicino casa ha un personale agghiacciante per tutti i reparti ma la tizia del reparto bambini è una spada. Non solo conosce i libri e ti consiglia davvero bene, ma sa anche quelli che ha in catalogo e che possono essere ordinati. E' fantastica! Segno che se si vuole si può!
Mi sa che torno a leggere libri per ragazzi...

Cily

maxciti ha detto...

@cily: «santa pagina» è davvero un'ottima imprecazione. Da farla propria.
Imparare a memoria i cataloghi e le collane degli editori non è obbligatorio, però aiuta. Se non altro per richiamare alla mente il libro possibile per il ciente che fa richieste apparentemente assurde. Per ricordarmi quanto posso essere assurde mi basta controllare ogni tanto le «chiavi richieste» del mio blog.

Massimo ha detto...

Le librerie di libri per bambini organizzano un mucchio di eventi interessanti e che richiamano molto pubblico! Magari fosse lo stesso per gli adulti. E' anche vero che i volumi per ragazzi vendono molto di piu' di quanto non s'immagini. C'e' un motivo se la massima fiera mondiale della letteratura per ragazzi e' in Italia e vi partecipano gli editori di tutto il mondo (con buona pace del salone del libro)...