25.8.16

Per leggere ho letto, ma...


Purtroppo non ho ancora finito il post dedicato alle mie letture estive. Non solo, sono fermo ai due primi libri e ne ho altri sei o sette in attesa. Da un certo punto di vista niente di male, ho notato che i miei post dedicati alle mie letture sono i meno attesi dal pubblico e vengono letti meno dei semplici post katsoni nei quali dichiaro al mondo le mie discutibili idee o le mie trascurabili opinioni. O persino quelli nei quali dichiaro le mie difficoltà a scrivere questo o quello. 
Ma debbo dire che il tempo si conferma proverbialmente galantuomo, così che il tempo dedicato ai libri si rivela nel tempo fruttuoso. Anche oggi, mentre scribacchio qualcosa, tra i dieci post più letti ce ne sono ben tre dedicati alle mie letture. 
Ciò detto, devo riconoscere la mia fatica  nel terminare il post previsto per la fine di agosto. Ho letto bene in questi due mesi, indiscutibilmente, anche se, come sempre, il mio SuperIo mi perseguita facendomi notare che avrei potuto leggere quello e non questo, avrei potuto evitare di tenere duro nel leggere un libro minore mentre avrei potuto dedicare la mia attenzione a un capolavoro indiscusso come molti tra quelli che vegetano in attesa di lettura, in postazioni discutibili, sospesi tra il corridoio e lo studio. Ovviamente se il capolavoro in oggetto risultasse un po' meno che decente il mio caro SuperIo sarebbe pronto a notare che getto inutilmente il mio denaro in testi mediocri. 
Ma oltre a leggere e a tentare di riferirne ai miei quattro lettori normalmente scrivo. Che poi è un'assoluta idiozia, come ho osservato spesso in questo spazio. Ma, dal momento che ho faticosamente fatto qualche passo in questa direzione e ho il pallino di dare qualche suggerimento, oltre a quello di tentare di presentare a un pubblico più vasto testi e autori che ho apprezzato – in fondo un modo per continuare il mio lavoro precedente di libraio – il risultato è che ho impiegato buona parte di quest'estate nel leggere, correggere, suggerire, meditare, ipotizzare e fornire valutazioni su testi di altri, cosa che, per inciso, non ho ancora terminato di fare. Un'attività condivisa, per così dire, con mia moglie che ha letto un paio di romanzi inediti e che, peraltro, non è ancora riuscita a leggere una mia antologia che avrebbe dovuto uscire tre mesi fa...
Ma non mi sto lamentando, sia chiaro, solo che alla mia età si smette di pensare che "tanto c'è tempo" e ci si preoccupa di terminare almeno quello che si è iniziato.
Sono riuscito a scrivere una ventina di pagine del romanzo di sf del quale parlai proprio qui, scongiurando il maledetto e fantasmatico "blocco dello scrittore" che, a quanto pare, mi ha accompagnato negli ultimi mesi. Preciso che la parola "fantasmatico" contiene un giudizio sul fenomeno, che non ho mai considerato reale ma che, in apparenza, mi ha colpito pur non avendo un editore che mi ha pagato suntuosi anticipi e che pretende che gli mandi N cartelle pronte per la pubblicazione. Tutti diranno che 20 pagine sono poca roba e io non posso che dirmi d'accordo, ma si tratta più o meno di una pagina al giorno, che come Balzac insegnò: «non chiudere una giornata senza aver scritto almeno una pagina», mi dà almeno qualche speranza per il futuro. 
Il mio rapporto con la fantascienza si fatto meno solido e meno vitale, ultimamente. È probabile che una serie di letture meno appassionanti e meno coinvolgenti mi abbiano, per così dire, sgonfiato le gomme. O forse è semplicemente che non so più bene che cosa scrivere e in che modo scriverlo. Nulla di grave, sia chiaro, conto di riuscire a riprendere. ovviamente. Una mattina mi sveglierò con le idee finalmente chiare e inizierò il romanzo del nuovo millennio. 
Spero.

La fantascienza è sempre stata una delle mie personali vie alla narrativa, l'altra è il fantastico puro e semplice, il cui ultimo esempio pubblico è il racconto Il soffio lontano del vento, uscito nel 2011 su ALIA Storie. Dopo di c, in apparenza, si è prosciugata la vena. In realtà le storie fantastiche sono sempre nate grazie a una forma particolare di disattenzione, ovvero dalla capacità – solo episodica di vedere un fenomeno sotto un'altra luce o secondo norme che non hanno nulla a che vedere con il reale quotidiano. Una cosa tipo: «Cosa vedresti che la luce non si diffondesse per via retta ma in maniera curva?» e ragionare sulle conseguenze di un fenomeno che, immancabilmente, sarebbe soltanto una persona a notare. O che cosa accadrebbe se passeggiando una sera trovassi una via che fino a ieri non esisteva? E che tipo di case, di alberi, di persone vivrebbero in quella via che gli altri non vedono
A occhio possono soltanto nascere racconti da un simile modo di procedere e infatti di questo genere di storie ho fatto alcune antologie, In controtempo e Perdenti e Perduti, la prima pubblicata in forma cartacea e di cui sto preparando un'edizione elettronica e la seconda in forma di e-book. Quest'estate avrei dovuto preparare In controtempo in forma elettronica e fare uscire La dama di Panhüntzer e altre storie ma, come spiegavo, mia moglie non ha trovato una mezza giornata libera per dargli un'occhiata. 
Ma forse ho semplicemente troppa fretta, probabilmente trasmessami da quest'estate in tono minore. La prossima volta si parlerà di libri, prometto.  

8 commenti:

consolata ha detto...

Ho appena finito di scrivere di ALIA Evo 2.0, e arriverà anche il momento dei tuoi ebook, giuro! Sono sempre in affanno perché sono sempre in ritardo, e sono vigliaccamente contenta di sapere che anche tu certe volte noj riesci a fare tutto... Smack smack.

Glò ha detto...

Bentrovato!!! :D In questi mesi di grande calura (almeno per me intollerabile: ho i neuroni in letargo) avrei voluto leggere moltissimo, recuperare i post non letti degli amici blogger e preparare materiale per il blog. Non ho fatto poi molto di tutto ciò XD I miei progetti di lettura (che comprendevano Kundera, De Filippo, la Trilogia dell'AreaX, ecc. ecc.) si sono ribellati alla mia volontà, sto infatti leggendo La Baia di Michener: si parte dalla fondazione della colonia inglese in Virginia e si prosegue a oltranza, in un grande affresco su ben quattrocento anni di storia americana (pare, io sono ancora alla fase coloniale :D)
Sia chiaro che io ti leggo e con attenzione quando scrivi delle tue letture! Prendo ispirazione per le mie.

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

@Glò: La Baia di J. Michener è un libro lontanissimo dai miei abituali - e pregiudiziali, e stereotipati... - gusti di lettore... eppure è un libro che ho letteralmente adorato (e divorato)! Sono felice di sapere che lo stai apprezzando :)
@Massimo: anch'io leggo sempre tutti i tuoi post, consigli di lettura compresi.
Ora vado a leggere il post di Consolata.

Massimo Citi ha detto...

@Consolata: mi sono accorto che hai terminato la lettura di ALIA... Quanto all'essere sempre in ritardo è una conseguenza diretta di quello che ritieni di DOVER fare, in genere, nel mio caso - ma probabilmente anche nel tuo - troppe cose per una creatura che ha la cattiva abitudine di dormire, mangiare e fare altro. Forse col passare degli anni imparerò a essere più paziente con me stesso, se non voglie morire di ansia. Un abbraccio di cuore.

Massimo Citi ha detto...

@Giò: ma io non sono poi troppo affidabile e leggo anche libri che non è bene che siano letti *_*
A parte gli scherzi, anch'io finisco per rimandare all'estate ciò che non sono riuscito a fare in altri tempi e, ovviamente, rimango deluso se paragono ciò che ho fatto con ciò che mi ero ripromesso di fare. Poi vedo mia moglie che tic-tac, va come un orologio e, in apparenza riesce a fare tutto. Poi, parlandole, scopro che aveva progetti grandiosi che non ha condotto in porto: dev'essere una caratteristica comune non solo a me e a lei ma a diverse persone che conosco. Forse se uno partisse dichiarando: «Quest'estate non voglio fare niente» potrebbe consolarsi di ciò che è riuscito a fare. In ogni caso, buona lettura, La Baia di Michener è sempre un bel leggere.

Massimo Citi ha detto...

@Orlando: felice di ritrovarti qui anche quando, come in questo caso, allineo righe soltanto per lamentarmi di me stesso e del destino cinico e baro. Tieni duro, nei prossimi giorni scriverò qualcosa che merita leggere. Spero.

Glò ha detto...

@Orlando: la lettura de La Baia procede alla grande *_* Ottimo leggere il tuo entusiasmo per questo libro, è bello "condividere" le letture ^__^
@Massimo: i libri che sarebbe bene non leggere mi(ci?) attirano come fiori per le api ^_^ Per quanto riguarda il "non fare", se ci penso mi sale l'ansia XD Inattiva - anche solo per ipotetico progetto - nuoooo! E dunque anche tu hai apprezzato La Baia *_*

Massimo Citi ha detto...

@Giò: è vero: sono attirato dai libri "strani" e ignoro, anche se non volutamente, la classifica dei più venduti. Che poi non è praticamente mai veritiera, lo so per aver collaborato a suo tempo a definirla... Quanto alla Baia è una vecchia lettura, ma mi ha dato buone vibrazioni.