15.6.26

Essere stufo, stanco, insofferente, averne fin sopra i capelli ecc. ecc.

 

A essere sincero non ne posso davvero più di sentir parlare – e di sentirlo parlare – e di leggere del generale vannacci (minuscolo, perché un nazifascista il maiuscolo non se lo merita), davvero l'ultima goccia dopo aver fatto il pieno di meloni & sorella, di salvini, di tajani – il puffo che finge di occuparsi dell'estero – di giuli e valditara, dell'idiota eletta a ministra della disoccupazione, dell'incapace e sgrammaticato urso, del topo malefico donzello e via discorrendo: mi sono stufato anche solo di citarli. 

Ma dirò di più, ne ho le scatole piene anche del nazista dell'Illinois trumpetten e della sua infinita banda di leccapiedi, del nazisionista netanhyau e della manica di assassini che forma il governo di Israele e del tiranno malefico avvelenatore putin. Ne ho le scatole piene di guerre, assassini, attentati, manifestazioni per la remigrazione, terrorismo – sempre ricordando che il terrorismo è in genere figlio di una situazione insostenibile –, non vorrei sentire il TG o il GR – comunque non quelli della RAI o di Mediaset –, vorrei smettere di informarmi e così da non sapere che l'esercito israeliano ha appena fucilato un lattante, che un missile russo ha accoppato N persone a Odessa o che l'AFD / il Rassemblement Nationale /  David Farage possono vincere le elezioni. Ma non riesco. DEVO informarmi e così passare male i giorni che mi restano. Ma ciò che mi turba, al di là dei massacri e genocidi vari, è che ciò che avviene non sembra turbare coloro che vivono accanto a me, quelli che fanno la spesa, che aspettano l'autobus, che fanno la coda all'ufficio postale o in banca. Non solo: alcuni tra loro, non avendo capito un kz di quello che sta accadendo, sostengono la dx e persino vannacci. mentre la sx, oltre a scontrarsi sul possibile leader, sa solo ripetere le solite cose: «Il SSN è in crisi!» / «Non si arriva a fine mese!» / «nove euro di paga oraria minima!», tutte cose sacrosante, per la carità, ma che possono comodamente trovare posto nella piattaforma di un sindacato, mentre non possono e non devono essere gli aspetti prioritari di una visione ampia e articolata degna di qualsiasi partito o coalizione nazionale, che dovrà affrontare, tra gli altri, la situazione in Medio Oriente, l'interminabile guerra Russia - Ucraina, un'Europa che rischia l'avvento dell'estrema dx e il cambiamento climatico che incombe come un incubo all'orizzonte. D'altro canto la sx, che ha perso malamente le elezioni del 2022, deve cercare di presentarsi come una paladina della classe operaia o di ciò che ne resta, avendo a suo tempo contribuito a renderla l'uomo dimenticato in bagno il giorno del genetliaco reale. «Ma è la socialdemocrazia, bel pirlotto, non capisci?». No non capisco né voglio capire. La classe operaia organizzata è scomparsa e ciò che ne rimane è spezzettato e sostanzialmente impotente, ma esistono ancora infinite categorie di lavoratori più o meno subordinati – avete presenti le finte partite IVA? – che non hanno letteralmente nessuno che li difenda dal piccolo capitalismo di rapina divenuto onnipresente e che ha nel governo delle meloni il suo sostegno, anche nell'evitare le tasse. Uno dei problemi è che costoro, abbandonati dalla sx, finiscono per votare a dx e guardare con una certa rabbiosa simpatia i vannacci e i salvini, combinando il miracolo di votare per chi vive e si arricchisce del loro lavoro. Lo stesso discorso vale per chi, a riposo con una pensione da fame, pensa (oddio, "pensa" non è il verbo giusto, si potrebbe utilizzare "rumina", ma lasciamo perdere) che la colpa sia dei disperati che si affollano alle porte della civiltà rischiando la vita per difficili viaggi in mare o sulla terra e che, viceversa, sono quelli che raccolgono per 12 h/die fragole e pomodori a 2 € / ora, che si preoccupano della vecchiaia più fragile pulendo le pudende ai poveri vecchi e che costruiscono lussuose case per 1,40 € / ora, oltre a mantenere l'INPS e le pensioni con i contributi che non sfrutteranno. 

Serve una Nuova Sinistra Europea, un nuovo impatto verso un reale scivoloso e pericoloso, carico di minacce e di incubi possibili e probabili, una sinistra GIOVANE (n.b.: io ho 71 anni), non i cinquantenni ansiosi di trovare uno strapuntino dove sedersi nell'UE o in casa nostra. «Non è facile» si dirà, eppure è l'unica soluzione possibile. Pensateci, quando vedete passare un corteo di NO-Pal, unitevi a loro, silenziosamente, e manifestate il vostro sostegno alla faccia di tutti gli assassini di Israele e di tutti i ministri piantedosi del mondo. L'alba è ancora lontana e viviamo al buio di notti oscure, ma non disperiamo: il sole tornerà. 

6.6.26

Scrivere come lavoro. Ma ne siete sicuri?

 

Io scrivo, come avranno capito coloro che seguono questo blog. Scrivo da più di cinquant'anni, un oceano di tempo a pensarci bene. Ho scritto una sessantina di racconti, ho curato insieme a Silvia Treves la serie «Fata Morgana», ho contribuito alla realizzazione di ALIA e ho curato personalmente sei antologie per ALIA Evo, scritto sette romanzi lunghi (1) – quattro di sf, uno di ucronia, uno umoristico e uno di fantasy –, quattro romanzi brevi di sf (2) oltre ad un romanzo cyberpunk (3) insieme a Silvia, oltre a qualche centinaio di recensioni sul sito di LN-LibriNuovi e poco meno di un migliaio di interventi su questo blog. Un sacco di lavoro, il tutto mentre facevo il mio lavoro reale, il libraio, per una quarantina d'anni. 

Di tutto ciò quanto ho pubblicato? Beh, senza contare ciò che ho pubblicato sotto il nome della mia vecchia libreria, CS_libri, solo alcuni racconti e qualche presenza in antologie, più o meno il 4% di quanto ho scritto. Ma, a parte qualche momento di scoramento, durante il quale mi convincevo che avevo soltanto sprecato un sacco di tempo e di parole e che a nessuno fregava un kz dei miei scritti, non ho mai smesso di scrivere. Una testardaggine notevole, davvero. Probabilmente un modo per stabilire che sono da sempre un po' fissato, uno senza speranza. 

Ma il mio vero problema è un altro. Nel corso di questi anni ho provato solo una volta a inviare qualcosa a un editore, nel caso alla defunta Editrice Nord, con susseguente gentile lettera di rifiuto. La mia conoscenza del settore, derivata dalla mia professione, mi ha sempre bloccato al momento dell'invio all'editore di turno di un manoscritto. Ho conosciuto personalmente l'allora direttore editoriale della Bollati-Boringhieri, che mi ha condotto in una stanza vuota della case editrice – tre metri x quattro, non uno sgabuzzino – dove erano accumulati i manoscritti inviati dai possibili autori, pile alte un metro o due e che probabilmente nessuno avrebbe avuto il tempo per guardare. No, non ci tenevo a finire in una simile cattedrale di illusioni. 

Ho provato a partecipare ad alcuni concorsi, ottenendone una coppa, un paio di targhe, un vero successo – il Premio Omelas nel 200 – ma anche alcuni dolorosi fallimenti con il Premio Calvino e il Premio Urania. Ho anche partecipato in più occasioni a giurie per piccoli premi giungendo alla conclusione che spesso ad ottenere il primo premio non sono i testi più interessanti o innovativi ma soltanto quelli che non provocano feroci discussioni in seno alla giuria, quelli che tutti dicono: «Sì, sì, nulla di straordinario ma non è per niente male.» E in fondo è probabile sia giusto così: la narrativa procede per accumulazioni successive e solo raramente grazie a uno scatto improvviso o a un cambio di paradigma, un po' come la teoria dell'Evoluzione.

Esistono poi le scuole di scrittura creativa, cominciando dalla Holden, fondata da uno scrittore molto appariscente ma vuoto come un barattolo in spiaggia. Lasciamo perdere. Ne ho anche fondata e seguita una insieme a Silvia Treves – peraltro assolutamente gratuita – raggranellando alcuni entusiasti: un lavoro sicuramente utile e positivo ma non poteva fare molto per aiutarli a pubblicare. Nulla di troppo importante, ma potete leggere QUI qualche frammento del lavoro a suo tempo condotto. 

 


Una volta scartati i concorsi, gli editori e le scuole di scrittura creativa, che cosa resta? Beh, non molto, a essere sinceri. Esistono i social, dove qualunque messaggio dure un mattino e poi scompare e poi i blog, una voce ormai consumata. Recentemente ho utilizzato un social particolare, Substack, dove ho potuto caricare poco più di quaranta racconti, ripescati dalle profondità del pc che ho dovuto abbandonare per motivi microsofteschi. Un buon esercizio, ma che non modifica di molto il rapporto con i lettori. 

Già, i lettori. Una categoria di individui che secondo le classifiche dell'AIE sono in costante diminuzione. Meno di un italiano su due legge almeno un libro all'anno, una categoria, questa dei lettori di un singolo libro/anno, un po' ridicola, come lo è quella del forte lettore che legge dodici libri all'anno, mentre in Germania e Francia lo è chi legge almeno VENTI libri all'anno. Certo, esiste un forte mercato dell'usato, soprattutto nelle regioni meridionali, esistono i libri fuori catalogo o di editori falliti venduti al 50%, i libri sottratti nei magazzini editoriali, le biblioteche ecc. ecc. oltre naturalmente ai libri elettronici letti sugli e-reader, ma di questo folto gruppo di libri e di lettori è difficile o impossibile sapere alcunché. E gli autori? Circola una voce secondo la quale esiste uno scrittore e più per ogni lettore, voce che ritengo verosimile anche, se ovviamente esagerata, nella categoria degli autori italiani di fantascienza, che si rivolgono a un gruppo di lettori ridotto – in Italia i laureati in materie scientifiche sono la metà di quelli presenti nelle principali aree europee – e spesso di età decisamente avanzata e di gusti sorpassati... Un po' come il sottoscritto. 

Scrivere come lavoro? Una fesseria, siamo seri. Gli autori divenuti famosi e che scrivono in italiano, lingua bellissima ma poco parlata, non sopravvivono grazie ai diritti d'autore ma grazie alle collaborazioni con i grandi giornali e anche così molti di loro devono inventare qualcos'altro – scuole di scrittura creativa, collaborazioni, interventi ecc. – per riuscire a sopravvivere. 

In sostanza: ho davvero sprecato tempo e fatica nello scrivere per anni e anni?  Molto probabile. Ma il mio problema è quello di non riuscire a smettere, nonostante tutto. E penso che la mia ultima ora arriverà davanti allo schermo di un PC. In fondo ci sono modi peggiori di morire... Alla prossima!

(1) Titoli: Ultima stella, Settembre, U.K.R., Il settimo clone, Calibano, Il mare obliquo, Amadeus

(2) Titoli: Il perdono a dio, Zero, Leggere al buio, Luna lontana

(3) Riduzione a icona

 

 

1.6.26

Bando ALIA Evo 6.0


Ebbene sì, mr. Long John Silver, siamo alla sesta edizione di ALIA Evo, nata nel 2015, rampolla di ALIA, venuta al mondo nel 2004 e passata a miglior vita nel 2011.
Come certamente saprà, ALIA Evo ospita soltanto racconti, racconti di genere fantastico (sf, weird, horror, fantasy, fantastico puro ecc. ecc.) di lunghezza compresa fra i 500 e i 50.000 caratteri.
Come è stato per le precedenti edizioni NON verseremo diritti d'autore ai partecipanti che, tuttavia, resteranno proprietari delle loro opere e potranno ripubblicarle altrove senza problemi. Sarà vero anche il contrario: pubblicheremo nuovamente racconti già apparsi presso altri editori purché gli autori ne abbiano i diritti.
Com'è ormai arcinoto anche a lei che gira per i sette mari, i lettori, selezionatori e curatori di ALIA Evo per la narrativa italiana saranno come sempre Silvia Treves e Massimo Citi, mentre altri personaggi che presenteremo in seguito saranno i curatori dei racconti provenienti dall'estero...
ALIA Evo 6.0 uscirà per CS_libri sia in forma di e-book che di libro, come per le precedenti edizioni, anche se non è detto che si presenti la possibilità di collaborazioni. Ci stiamo pensando.
I testi dovranno essere inviati a mezzo bottle in the sea... PARDON, in allegato all'indirizzo <aliaracconti@fastwebnet.it o su messenger indirizzato a uno o a tutti e due i curatori. I termini per la presentazione sono da oggi, 1 giugno 2026, fino al 31 agosto 2026. Poi ci vorrà un (bel) po' di lavoro e l'edizione dovrebbe uscire per fine ottobre / inizio novembre 2026.
Nel frattempo chiunque voglia commentare, discutere, proporre deprecare, sbrodolare ecc. ecc. potrà farlo su questa pagina, riservata ai partecipanti e aderenti a qualsiasi titolo ad ALIA Evo 6.0.
https://www.facebook.com/groups/1230830197729650
Tutto chiaro mr. Long John Silver?