29.6.09

Qualche giorno dopo...

Passata anche la fiera di San Giovanni Letterario - sciaguratamente povera sia in termini di presenze che di incassi - abbiamo passato la mano su un altro «evento» che prometteva piuttosto poco in termini di movimento e di incassi.
Normale, probabilmente, a fine giugno la gente non ha molta voglia di uscire a scegliere libri, soprattutto se di argomento scientifico. Eppure la sensazione di essere bellamente ignorato dai seppure pochi visitatori della sede dell'ottava circoscrizione non è stata piacevole. Che la gente non si fermi neppure per chiedere lo sconto dà la netta sensazione di un abbandono in corso, di una diserzione. Verso i libri? Beh, sì. Ma non solo. Un pochino più forte la sensazione che, essendo presenti una dozzina di librai e altrettanti editori, sia mancata completamente la curiosità. I libri... beh ce n'erano di molti tipi e di molti varietà. Medicine naturali, psicologia, storia della scienza, libri fotografici, atlanti e dizionari, romanzi e romanzotti, guide turistiche, libri fuori commercio a uno sconto esagerato, giochi, libri per bambini... in tutto saranno stati almeno un migliaio di titoli tra quali sarebbe stato possibile scegliere.
Ma i lettori o (possibili tali) non hanno dedicato nemmeno un istante a dare un'occhiata.
Hanno girato, ciechi come ombre capitate lì per caso, senza accorgersi dell'offerta libresca che qualcuno aveva schierato dalle sette del mattino. È pur vero che si trattava di un pubblico oltre che ridotto, in un certo senso "scelto", ovvero molto più interessato alle regate che all'inopinata presenza di librai ed editori e di un pubblico sbagliato per le età - avanzata o minima - per i libri, come è sacrosanto notare che il luogo, con il sole a picco per buona parte della giornata, non è risultato molto adatto. Ma resta comunque la sensazione - forse sbagliata, è possibile - che noialtri: libri, librai ed editori, si fosse clamorosamente fuori posto. Sono stati presentati una dozzina di libri (in un posto caldo e non particolarmente pulito, è il caso di dirlo) solo per amici, parenti e colleghi e verso le otto di sera chi è rimasto ha tirato su tutto per godersi semplicemente i fuochi artificiali.
Noi non c'eravamo già più. Abbiamo ritirato le nostra merce verso le sette e ce ne siamo tornati a casa. Con un incasso di 35 euro (3 libri venduti) e l'anima pesante per il disinteresse. Sarà la crisi? O lo scarsa passione per la lettura? O un pubblico poco consono? Un po' tutto, certo, ma credo che chiunque lavori nel settore - librai, editori, autori eccetera - abbia un ben preciso incubo.
Tu ci sei, sei lì con i tuoi libri in mezzo alla gente e nessuno se ne accorge.
Brrrrrr...
Speriamo che la prossima volta vada meglio, anche se, sinceramente, visto come stanno andando le cose, ho i miei dubbi.

19.6.09

San Giovanni per lettori


Abbiamo trovato un modo per lavorare anche in un giorno di festa.
D'altro canto, visti i tempi non si può certo riposare sugli allori, veri o falsi che siano.
Insieme alle librerie e alle case editrici della zona (8a circoscrizione) abbiamo messo su alla velocità della luce un piccolo programma che non è nulla di che, d'accordo, ma può risultare gradevole per chi, non andando via, non ha voglia di passare la giornata davanti alla TV o a passeggiare per viali e piazza calde e vuote.
Ci saremo anche noi con una scelta dei nostri libri - i più economici, ça va sans dire - e con parecchi dei libri da noi editi.
Presenteremo ALIA ai possibili lettori, venderemo se c'è da vendere e dopo cena guarderemo i fuochi.
Un programma non poi così brutto per un giorno di festa.

Di seguito il programma:

ore 15,00 - Mario T. Barbero presenta “Torino in Giallo”, ed. Pintore

15,30 - Silvio Alovisio, Giulia Carluccio, Mariapaola Pierini presentano “Il divismo cinematografico da Rodolfo Valentino a Marilyn Monroe”, ed. Kaplan

16,00 - Dante Diamante presenta “Due cuori e una capanna”, ed. Q Press

16, 30 - Cs-libri presenta “Alia”, antologia internazionale di narrativa fantastica

17,00 - Antonino Pusateri presenta “Quotidianità e pratica spirituale”, ed. Psiche

17,30 - Paolo Turati, presenta “Stilico”, Antonio Cracas “Mi è rimasto un calzettone”e Carlo Sartoris “67 anni nella notte” ed. Morea

18,00 - Giuliana Cerrato presenta “Ricette dalla Terra degli Elfi”, ed. Pintore

18,30 - Giuseppe Tirone presenta “Il potere della parola”, ed. Psiche

19,00 - P.F. Maria Rovere presenta “La naturologia per la salute”, ed. Psiche

19,30 - Alfredo Luvino presenta “Il terzo mese dell'inondazione”, ed. Sottosopra

20,00 - Cristiano Daglio presenta “Creature dell'impossibile”, ed. Sottosopra

20,30 - Claudio Trapani presenta “Maestri si nasce o si diventa...”, ed. Psiche

21,00 - Pierfranco Massia presenta “Suor Nivelda e il grano OGM” ed. Pintore


Vi aspettiamo in V. Moncalieri 18, sede dell'8a circoscrizione, dalle 10.00 alle 24.00.

11.6.09

Autoeditoria


Ci sono due creature, Antonella Barina e Claudia Vio che da qualche tempo fa hanno cominciato a interessarsi di autoeditoria. Hanno pubblicato un paio di libretti/opuscoli «Appunti di autoeditoria» 1 e 2 centrati sul tema dell'opportunità e necessità di autopubblicarsi rifiutando radicalmente il rapporto con l'editoria di vanità e la stampa a pagamento.
Claudia Vio scrive, a questo proposito:

«Se il piccolo autore è costretto a farsi carico in prima persona dei problemi editoriali, tanto vale che si ponga questi problemi prima di pubblicare, anziché dopo. Che sia egli stesso editore. […] L'autore-editore di se stesso non può delegare nulla, deve dare risposta alle domande essenziali dell'editoria (Perché pubblico? Per chi? Con quale distribuzione?) […] È un processo analogo, in miniatura, a quello dell'artista del Rinascimento. Simile è anche il modo di produrre e far circolare l'opera: l'autoeditore produce da sé il libro e lo "propone" portandolo con sè in vari luoghi, così come l'artista porta i propri manufatti e li "espone" nelle gallerie».

Una suggestione molto forte quella sprigionata da questa ipotesi.
Difficile resistere alla visione del "narratore" picaro e vagabondo pronto a raccontare le sue storie a: «Associazioni culturali, gruppi di lettura, scuole di scrittura creativa, biblioteche […] (ma anche in) luoghi anomali [come] le case private».
E ancora:
«Avocare all’autore/all'autrice il ruolo di editore è una scelta di libertà. L’autore che si fa editore di se stesso si riappropria della funzione intellettuale: creatività letteraria e strategia culturale, di norma spartite tra l’autore e l’editore, tornano a saldarsi nella stessa persona. Questa ricomposizione genera ulteriore libertà: libertà, se si vuole, di praticare un'editoria non ipotecata dalla logica del profitto; libertà di costruire con le lettrici e i lettori un rapporto finalizzato al bene comune della scrittura.»

Ottimo. E difficile non essere d'accordo. Soprattutto quando, come adesso, l'unico reale interesse degli editori pare essere la vendibilità. Che significa una desolante e povera facilità di temi, personaggi e vicende.
Altrettanto ovvie, però, le difficoltà legate all'invenzione del personaggio di scrittore-editore-picaro. Necessariamente questo genere di scrittore non potrà dedicare - a meno non sia sufficientemente ricco - molto tempo alla scrittura. Avrà meno tempo per apprendere alcuni, banali ma necessari trucchi del mestiere. Faticherà non poco a trovare lettori che non facciano parte del proprio circolo di amici e parenti e che siano disponibili a leggerlo e ascoltarlo.
Diventa ovviamente necessario coordinarsi con altri autori/editori.
Che assomiglia un po' al principio per il quale una scimmia gratta la schiena a un'altra scimmia disponibile a farlo a sua volta...
Il rischio, in definitiva, è quello di avere un gruppo di autori/lettori infatuati di se stessi e incapaci di ascoltare altri. Un malinconico club di artisti della domenica...
È una linea molto sottile quella che separa l'autore/editore in motion dal semplice rompiballe vanitoso e senza genio.
Forse la differenza, in sostanza, sta proprio in questo: nel semplice talento...
Ma è comunque molto, molto positivo che qualcuno sollevi il tema dell'autoeditoria. Tanto più in un momento di profonda crisi dell'editoria maggiore.
Esistono probabilmente migliaia di autori potenzialmente migliori di quelli che appaiono nelle classifiche di vendita. Ma scoprire un ottimo autore non è più il ruolo - nemmeno marginale - dell'editoria maggiore. «Ci vuole vendibilità» ripetono i manager parlando più forte delle ormai semiscomparse redazioni.
Libri nati pre-letti, pre-masticati e pre-digeriti.
La fine del libro come lo conosciamo.
Merita proprio continuare la discussione, che cosa ne pensate?